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Approfondimento Storico e Sacro

Monte S. Martino

Monte S. Martino

Altro insediamento francescano limitrofo a quello di Norcia, fu quello di Monte S. Martino, castello - del quale non restano che pochi ruderi nelle adiacenze di Castel Vecchio, nel comune di Preci - soggetto, dal 1259, a Norcia.

Le violente dispute che nel sec. XIII interessarono i centri di Norcia e di Monte S. Martino, avendo come protagonisti anche i frati Minori del piccolo borgo, sottolineano l'esistenza di detto Convento.

Una sentenza del rettore del Ducato di Spoleto, datata 1290, informa che nel 1259 gli attacchi feroci dei nursini contro S. Martino - che tentò più volte di liberarsi dal loro dominio, rivendicando una subordinazione diretta alla Sede apostolica - investirono anche il proprio Convento francescano.

Una inchiesta svolta dal vicario del rettore del Ducato nel 1326 e nel 1327, informa, inoltre, che nel 1326 le truppe di Norcia profanarono con estrema violenza sia il Monastero femminile domenicano di S. Lucia, sia il Convento dei frati Minori di Monte S. Martino.

L'accanimento dei nursini contro i frati di S. Martino sottolinea l'attiva partecipazione di quest'ultimi alla vita socio-politica del Castello presso cui risiedevano (caratteristica, questa, tipica di ogni "famiglia" minoritica conventuale).
Quanto detto è corroborato dal seguente fatto: nel 1335, quando il "castrum" di Monte S. Martino si sottomise a Norcia, il suo "parlamento generale" si riunì in «ecclesia S. Francisci loci fratrum Minorum ipsius castri».
Le successive sottomissioni di Monte S. Martino a Norcia, datate 1374 e 1377, furono lo stesso sancite da "parlamenti generali" riuniti nella chiesa di S. Francesco di Monte S. Martino.

Si è a conoscenza che nel 1344, il padre guardiano di S. Martino, da cui dipendeva allora il lebbrosario di S. Lazzaro del Valloncello, frate Paolo Accursi, fece ricorso a Roma contro l'elezione del rettore dell'Ospedale, perché provò con testimoni, che da oltre cento anni il lebbrosario ospitava non solo laici lebbrosi, ma anche frati lebbrosi o comunque infermi, e che questi costituivano un'unica fraternità, con unico refettorio con i francescani addetti alla cura dei malati e degli indigenti. Quindi essi eleggevano il rettore o governatore dell'Ospedale.

Il Convento di S. Martino è ricordato anche da Bartolomeo da Pisa nelle sue "Conformità".

 


a cura di Paolo Rossi
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