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Approfondimento Storico e Sacro

Cascia

L'ammirevole e delicatissima Cascia sorge a 563 m. s.l.m., in prossimità del fiume Corno.
La cittadina nacque durante epoca romana, anche se di tale epoca non resta più nessun reperto, a causa delle devastazioni barbariche e dei terremoti, che, da sempre, sconvolgono la cittadina e le zone limitrofe.

Come grande parte delle città umbre, è durante il Medioevo che Cascia conosce il periodo di massimo splendore.
Dapprima sotto la dominazione della Signoria folignate, passò in seguito sotto il dominio di Federico II di Svevia; successivamente fu contesa, senza successo, dalle vicine città di Norcia, Leonessa e Spoleto.
Solo alle soglie del 1500, si arrese allo Stato Pontificio, sotto il cui dominio rimase per meno di trenta anni; da allora mantenne sempre la propria indipendenza.

Nel parlare di Cascia non si può non citare S. Rita; la suora agostiniana, beatificata nel 1900, visse tra il 1381 e il 1457
Oggi la Santa, conosciuta come dispensatrice di grazie, è venerata in tutto il mondo, e moltissima gente si reca, ogni anno, in pellegrinaggio durante le "celebrazioni ritiane" al Santuario a lei consacrato.

Ulteriori notizie sulla Santa sono ivi in:
UMBRIA MISTICA & SACRA - SANTI E BEATI DELL'IMBRIA - S. RITA DA CASCIA

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A Cascia risulta che una chiesa dedicata a S. Francesco (compare anche con il titolo dell'Ascensione), con annesso Convento, esistesse già nel 1247: a quell'anno, probabilmente, potrebbe risalire il trasferimento entro la cerchia muraria del castello, di un "locus" precedentemente situato "fuori le mura".
Si tratterebbe pertanto di un insediamento francescano assai precoce, da porre in relazione, forse, con la vera e propria organizzazione a Comune da parte del "castrum" di Cascia (avvenuta, sicuramente, dopo il 1228).

Purtroppo i documenti non dicono nulla relativamente alla prima fase; attestano invece l'esistenza di un rapporto maturo e corrente tra i frati, il laicato devoto e il Comune.
Un esempio di quanto appena asserito è costituito da un testamento datato 1340, posto in essere nel Convento di S. Francesco di Cascia, alla presenza di otto frati Minori; in esso sono contemplati lasciti agli stessi francescani e a diverse comunità religiose.

Dagli Statuti comunali di Cascia, risalenti al 1387, si apprendono altre importanti notizie: le offerte stabilite in favore delle chiese esistenti nel territorio presentano al secondo posto, dopo S.Agostino, il Convento francescano in oggetto, il quale, stando alle fonti, fu lustrato da splendide figure religiose; prime fra tutte quella del beato Pace da Civita di Chieti (castello sopra Cascia), morto in quello stesso Convento nel 1270 (menzionato negli stessi Statuti del 1387); e del teologo Antonio da Cascia.

Utile sottolineare la presenza, nelle vicinanze di Cascia, presso Roccaporena, sul colle "La Sassa" di Atri, del Convento dei fraticelli Clareni di S. Andrea di Carpineto (del quale rimangono dei ruderi chiamati "La Romita").
Una donazione avvenuta nel 1306 a favore di detti religiosi, confermerebbe l'esistenza della dimora clarena.

Nel Convento di S.Andrea di Carpineto, stando alla tradizione, avrebbe dimorato, intorno al 1308, lo stesso frate Angelo Clareno (protetto dal Comune ghibellino e colonnese), il quale vi avrebbe incontrato l'agostiniano frate Simone Fidati, indirizzandone la vocazione.
Ancora nel 1480 vi si eleggeva il Guardiano dei Clareni: frate Paolo da Logna.
Successivamente, dopo un periodo di abbandono, il luogo passò ai Minori francescani della Provincia Romana di S. Girolamo, che, nel 1540, vi tennero un Capitolo provinciale.
Nel 1570, il piccolo Convento, essendo stato rifiutato dai Cappuccini - in quanto troppo angusto e fatiscente -, passò in custodia ad un eremita sino al terremoto del 1703, che ne causò la completa rovina.

Probabilmente dal 1455, dopo le esaltanti predicazioni condotte a Cascia da S. Giacomo della Marca, venne dato inizio alla costruzione del Convento degli Osservanti dedicato a S. Maria delle Grazie (titolo ricorrente nei centri Osservanti dei secc. XV-XVI), presso la zona di Colforcella.
Il luogo fu chiuso causa Soppressione napoleonica, quando i frati passarono al Convento di S. Francesco (già dei Conventuali e, dopo la Soppressione francese, degli Osservanti).

Passando al ramo francescano femminile, è verosimile che all'Ordine di S. Chiara appartenesse uno dei numerosi monasteri femminili di Cascia elencati nella rubrica statutaria sulle elemosine e nel prezioso «testamento di Biagio di Rinaldo» del 1340.

La chiesa di S. Francesco di Cascia, le cui origini risalirebbero al 1247, fu riedificata nel 1424.
La facciata, spartita in due ordini (il timpano fu distrutto dal terremoto del 1703), è ornata da un elegante portale strombato a fasci di colonnine con lunetta affrescata (Madonna in trono tra i SS. Francesco e Chiara) e da un ricco rosone.
Sul fianco sinistro è una bifora appartenente all'edificio più antico.

L'interno, a croce latina, presenta nel transetto e nella tribuna la struttura quattrocentesca, che nella navata è stata piacevolmente decorata con stucchi nel 1738 (iscrizione nella facciata).

Tra gli affreschi che ancora ingentiliscono pareti e coro sono:
- (entro una nicchia): Madonna con Bambino, Angeli e Santi, di Nicola da Siena;
- Natività, Trinità e S. Benedetto, di Bartolomeo di Tommaso.

Tra le tele:
- Madonna, S. Carlo e il beato Pace, di Antonio Carocci (1658);
- Ascensione, di Niccolò Circignani detto il Pomarancio (1596), fiancheggiata da due tele attribuite a Perino Cesarei - - Cristo appare agli apostoli e "Noli me tangere", di Pierino Cesarei (dette tele sono poste entro una grande mostra lignea, intagliata da Lorenzo di Giuliano);
- Immacolata, di Paolo Antonio Mattei;
- Crocifisso tra gli Angeli, di Ercole Orfei da Fano (1579).


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
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