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Approfondimento Storico e Sacro

13 - La mia Storia

13 - La mia Storia

Nell’ultimo scorcio della mia vita, tutto il mio corpo era martoriato dalle stimmate, dalla cecità quasi completa e da una grave malattia allo stomaco, che mi impediva persino di cibarsi.

I miei compagni, con l’intento di alleviare le gravi sofferenze, mi condussero a S. Damiano, in una capannuccia nei pressi del Monastero di Chiara.

Correva l’inverno 1224-1225.

Ed è proprio in questo luogo, dove sentii la prima chiamata di Gesù, che composi il “Cantico delle Creature” (o “Cantico di Frate Sole”):

Cantico di frate Sole

Altissimu onnipotente bon signore,
tue so le laude la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad te solo, altissimo, se konfano
et nullo homo ene dignu te mentovare.

Laudato sie, mi signore, cun tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual'è iorno, et allumini noi per loi.
Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore,
de te, altissimo, porta significatione.

Laudato si, mi signore, per sora luna e le stelle,
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si, mi signore, per frate vento,
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si, mi signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et caste.

Laudato si, mi signore, per frate focu,
per lo quale enn'allumini la nocte,
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si, mi signore, per sora nostra madre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si, mi signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, altissimo, sirano incoronati.

Laudato si, mi signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po' skappare.

Guai a quelli, ke morrano ne le peccata mortali:
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda nol farrà male.

Laudate et benedicete mi signore,
et rengratiate et serviateli cun grande humilitate.


«Il "Cantico delle Creature" – scriverà Padre Stefano Ignudi – è il mio testamento; è la lode alla vita sulla soglia della morte; l’abbraccio agli uomini nell’ora del distacco; è la melodia nell’amaro del dolore; è l’amore che supera il dolore; è il principio dell’arte nostra; è il segreto del nostro carattere di cristiani completi; è il segreto della nostra immortalità».

 


a cura di Paolo Rossi
redazione@sanfrancesco.com