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Approfondimento Storico e Sacro

07 - La mia Storia

07 - La mia Storia

Ottenuta l’autorizzazione alla predicazione del Vangelo, dopo aver scelto come nuova dimora la cappellina della Porziuncola, inviai i miei primi compagni, a due a due, in missione religiosa per le vie d’Italia e d’Europa.

Ma noi, come vivevamo?
Non possedevamo nulla: avevamo riposto nel Signore il nostro cuore, i nostri sogni, i nostri desideri e le nostre speranze.

Durante il giorno prestavamo la nostra opera, senza alcun compenso, a chiunque la richiedesse.
Spesso aiutavamo i contadini nel lavoro dei campi, e assistevamo gli infermi negli ospedali.
Andavamo di casa in casa, seminando nei cuori il buon seme dell’Amore, della Fede e della Pace; e la gente si commuoveva ed imparava ad amare, a perdonare, a benedire la vita.

Nel silenzio delle notti, riparati in luoghi isolati (i cosiddetti eremi), ci raccoglievamo nella meditazione del Vangelo, per attingere nuova luce e nuova forza; eravamo, orgogliosissimi, un vero e autentico “Esercito dell’Amore” per il trionfo di Cristo!

Ascoltate ancora amici!

Il tempo scorreva e il numero dei miei compagni aumentava.

Ad Assisi viveva una stupenda ragazza di nome Chiara, figlia del nobile Favarone di Offreduccio e di Ortolana.
Chiara, giovinetta di “lucenti” virtù, ascoltava con devozione e ammirazione le mie prediche, e desiderava, ardentemente, incontrarmi, al fine di unirsi al mio seguito ed offrire la sua vita a Gesù, il gran Re!

Nel 1212, il giorno successivo alla domenica delle Palme, nella notte tra il 27 ed il 28 marzo, Chiara, accompagnata dalla nutrice Bona di Guelfuccio, raggiunse la nostra amatissima Porziuncola, ove io ed i miei compagni, consapevole il Vescovo Guido, l’attendevamo.

La giovinetta, deposta la preziosa veste e gli ornamenti, indossò una ruvida tunica e cinse i suoi fianchi con una rozza corda. Il figlio di Pietro di Bernardon
Io stesso le tagliai i biondi capelli e le ricoprii il capo con un velo nero; allo stesso tempo la fanciulla, pronunciando i voti di povertà, castità e obbedienza, mi riconobbe quale suo superiore.

Con Chiara d’Assisi nacque il «Secondo Ordine», che chiamammo, dapprima, «Ordine delle Povere Dame», e trovarono il loro “nido” in S. Damiano.
Povere, ma consapevoli di essere autentiche signore, poiché la vera signorilità è nell’animo; signore nobilissime e ricchissime, perché spose di Gesù, signore e padrone di ogni cosa. Dame degne del più alto rispetto di fronte agli uomini e al mondo.


a cura di Paolo Rossi
redazione@sanfrancesco.com