Spedizione Espressa GRATUITA in Italia per ordini da € 149,00
Approfondimento Storico e Sacro

12 - La mia Storia

12 - La mia Storia

Nel settembre del 1224, in compagnia di alcuni fedelissimi frati, avevo raggiunto il romitaggio della Verna, e per giorni e giorni la mia preghiera si era fatta più ardente, simile ad un’angoscia di amore.

E pregavo ad alta voce fra le lacrime e i sospiri: «Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti domando prima di morire: la prima, che io senta nell’anima e nel corpo quello strazio che tu, dolcissimo Gesù, sostenesti nell’ora della tua acerbissima Passione; la seconda, che io senta nel mio cuore, quanto più è possibile, quel grande amore del quale tu, Figlio di Dio, eri così acceso da sostenere volentieri sì doloroso Martirio per noi, poveri peccatori».

Tacqui e stetti con le braccia incrociate; dicono che sembravo l’ombra di un uomo stremato, consunto dai digiuni e dai patimenti.
Ma il mio volto rifletteva ancora la luce dell’incendio d’Amore che dentro mi bruciava.

Immobile guardavo verso l’oriente, quando all’improvviso il cielo si spalancò con grande bagliore e, fiammeggiante, un Serafino alato apparve ai miei occhi estatici recando, disegnata sulla sua persona, l’immagine del Crocifisso.

La Verna splendeva tutta di abbagliante luce, che illuminava i monti, i colli e le valli circostanti.

Rimasi folgorato; sentii uno spasimo lacerante per tutto il corpo e stetti tramortito.
Quando uscii dall’estasi, mi sentii penetrato da un duplice dolore, straziante e soave; sulle mie mani, sui piedi apparvero i chiodi di Cristo, e sul mio petto era visibile e sanguinante la piaga del Martire Crocifisso.

«Sul crudo sasso intra Tevere ed Arno da Cristo presi l’ultimo sigillo, che le mie membra due anni portarono» (Dante, Paradiso, canto XI, versi 106-8).

 


a cura di Paolo Rossi
redazione@sanfrancesco.com