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Approfondimento Storico e Sacro

05 - La mia Storia

05 - La mia Storia

Pochi giorni dopo, infatti, fui chiamato in giudizio da mio padre dinanzi al Vescovo Guido.

E lì, mi spogliai dei miei abiti, li consegnai a mio padre, rinunciai all’eredità dei beni ed esclamai: «Ascoltatemi tutti; finora ho riconosciuto come padre mio Pietro di Bernardone, d’ora in poi ripeterò con più fiducia: Padre nostro che sei nei Cieli!».
Questo estremo atto, significò: il mio “Sposalizio” con “Madonna Povertà”.

Dopo la rinuncia ai beni, restai libero da ogni vincolo.
Scalzo, vestito del sacco che l’ortolano del Vescovo mi aveva fornito, affinché potesse ricoprire le mie nudità, iniziai a girovagare per le vie di Assisi, predicando nelle piazze e nei sagrati delle chiese la Penitenza, la Pace, il Perdono, il Regno di Dio; ma i miei concittadini, credendomi «stolto e forsennato», erano soliti scagliarmi contro pietre e fango.

Io non mi adiravo; accettavo l’insulto con letizia, rendevo grazie al Signore per quelle prove; benedivo il persecutore e lo perdonavo!

Dopo una breve permanenza presso i benedettini di S. Maria di Valfabbrica, raggiunta la cittadina di Gubbio, venni ospitato da un mio amico d’armi: il cavaliere Federico Spadalunga, il quale mi rivestì della tonaca, che diventò, successivamente, la “divisa” dei francescani (un saio a forma di croce).

Tornato ad Assisi, ero solito trascorrere il mio tempo restaurando la chiesetta di S. Damiano, predicando il Vangelo, invitando tutti a seguire Gesù, assistendo i lebbrosi e chiedendo la carità, di porta in porta, in nome del Signore.

 


a cura di Paolo Rossi
redazione@sanfrancesco.com

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Francesco ragazzi
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