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Approfondimento Storico e Sacro

19 - Precipizio

Uscendo all'esterno, è possibile girare intorno alla grande roccia, sulla quale poggiano le fondamenta della Cappella di S. Sebastiano e del Romitorio.

Una ringhiera in ferro, permette di affacciarsi, senza pericolo, sui prati sottostanti; una piccola grata chiude un minuscolo anfratto che, stando alla tradizione, accolse il Poverello di Dio.
Le cronache narrano che, mentre il demonio cercava far precipitare Francesco, egli riuscisse ad appoggiarsi alla roccia, divenuta, per l'occasione, molle cera. (vd. Della terza considerazione delle sacre sante istimate).

Affacciandosi alla ringhiera, lo sguardo si allarga su tutta la Valle del Casentino, verso Poppi, Soci, il "Passo della Consuma" (1060 m.).
Sospesi tra cielo e terra, qui si possono intuire le misure interiori di Francesco, fatte di bisogno di intimità ma sempre aperte all’infinito.
E’, questa, una misura umana che alla Verna ritrova continuamente spazio.

«Io vidi dalle solitudini mistiche staccarsi una tortora e volare distesa verso le valli immensamente aperte.
Il paesaggio cristiano segnato di croci inclinate dal vento ne fu vivificato misteriosamente.
Volava senza fine sull’ali distese, leggera come una barca sul mare.
Addio colomba, addio!
Le colonne altissime di roccia della Verna si levavano a picco grigie nel crepuscolo, tutt’intorno rinchiuse dalla foresta cupa
» (D. Campana, Canti Orfici, Pellegrinaggio alla Verna, 21 sett.1910).


a cura di Paolo Rossi
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