03 - S. Maria degli Angeli
Un porticato asimmetrico,
caratterizzato da una copertura in lastre di pietra, ripara gli accessi
all’antica foresteria, ai
chiostri e alla chiesina di S. Maria degli Angeli.
Si è nella zona della prima presenza dei frati: in questo luogo,
dal conte Orlando Catani furono fatte costruire,
per loro, le «capannuccie di frasche e di loto»,
le quali, sostituite in seguito dal piccolo
convento in muratura, divennero il nucleo abitato originale.
Molti blasoni testimoniano delle famiglie
o associazioni che, nel rincorrersi dei secoli, hanno beneficato la
Verna.
Il portone a sinistra, al di sopra del quale
è un bassorilievo raffigurante Francesco e le Stimmate,
introduce alla chiesina di S. Maria degli Angeli.
A lato della porta è visibile lo stemma nobiliare
dei Catani, signori di Chiusi.
La sacra aula fu voluta da Francesco
stesso, il quale, in seguito ad una apparizione della
Vergine, ne indicò il luogo e le misure richieste.
Sono pressoché identiche a quelle di S. Maria degli
Angeli della Porziuncola, nella pian di Assisi,
dove il Santo poverello aveva compreso la
sua vocazione evangelica.
Per tale ragione egli era tanto affezionato a quella cappellina
mariana, e volle che l’unica costruzione in pietra
alla Verna fosse dedicata alla Madre
del suo Ordine.
L’interno e diviso in due parti.
L'edificio fu allungato dopo il 1250,
per poter accogliere i fedeli che frequentavano il luogo santo.
La parte più antica è quella
che va dal cancelletto centrale sino alla
pala robbiana sull’altare.
Ai lati sono gli stalli in noce del coro
(sec. XVII).
Nell'agosto 1260, su mandato di papa
Alessandro IV, i Vescovi di Firenze,
Fiesole, Arezzo,
Perugia, Assisi,
Città di Castello e Urbino
salirono alla Verna e, fatto processionalmente
a cavallo il giro della montagna, consacrarono questa
chiesina.
Era presente anche S. Bonaventura da Bagnoregio, settimo
Ministro generale dell’Ordine.
A lui si attribuisce il dono della campana
posta sul piccolo campanile a vela sul lato
sinistro della costruzione.
Fusa nel 1257 da Leonardo Pisano, nei primi
tempi era appesa ad un faggio accanto alla chiesina.
La forma gotica semplicissima e illuminata da quattro
finestre sul lato sinistro e da una bifora in facciata.
Una lapide in pietra, alla base del gradino
del presbiterio, ricorda che qui è
sepolto, fra gli altri, il conte Orlando.
La grande pala centrale raffigura l'Assunzione
di Maria al cielo (S. Maria degli Angeli).
La terracotta invetriata di Andrea
della Robbia (1435 - 1528) è composta di tre
parti. In alto è Dio
Padre con due Angeli adoranti; al centro
la scena maggiore: Maria, liberata dalla corruzione della morte,
viene condotta al cielo in una mandorla di Cherubini da quattro Angeli
alati.
Maria conclude il suo cammino di fede consegnando la cintola
a Tommaso, l’apostolo incredulo di fronte all’annuncio
della Resurrezione. Contemplano questo evento storico e simbolico
S. Francesco, che ha in mano la croce, S. Bonaventura,
con il piviale ornato di Angeli, e un vescovo a sinistra, riconoscibile
come il papa S. Gregorio Magno dalla colomba vicina al suo
orecchio. La parte piu in basso ha il suo
centro nel tabernacolo: Quattro angeli
invitano a riferire ogni attenzione all’Eucarestia, pane
vivo disceso dal cielo, pane che dà la vita eterna.
Le due robbiane in terracotta invetriata
a colori (la Natività e la Deposizione)
riportano ai motivi fondamentali della fede cristiana e della meditazione
di Francesco: l’Incarnazione con la raffigurazione
del presepe e la Passione, vista qui nel momento della deposizione.
Le due pale, distinguendosi dalle altre
robbiane per la presenza del colore e la minore cura delle forme,
sono opera di collaboratori di Andrea della Robbia;
risalgono intorno al 1490.
Uscendo si risale verso il Piazzale.
a cura di Paolo Rossi
redazione@sanfrancesco.com
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