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Approfondimento Storico e Sacro

15 - Cappella della Croce

Continuando a scendere, si giunge nel luogo ove era la cella che Francesco si fece costruire l’ultima volta che salì alla Verna, nel 1224.
Il Santo voleva essere nella completa solitudine; solo frate Leone, talvolta, poteva rendergli visita.

Detta cella, trasformata nella Cappella della Croce, è ora zona di passaggio per quanti si dirigono alla Cappella delle Stimmate, e di accesso alla Sacrestia e alla Cappella di S. Bonaventura.

Sopra l’altare della Cappella, in una nicchia, è una bella statua in terracotta, opera di G. Battista e Francesco Ballanti Graziani di Faenza (1886); rappresenta Francesco stimmatizzato, che, seduto, poggia una mano sul libro della Passione di Gesù Cristo; accanto è il falcone, il quale, divenutogli amico, era solito destarlo la notte per la preghiera.
Quando poi il Santo era malato più del solito, il falco si mostrava riguardoso, ritardando il segnale del risveglio (vd. II Cel., 168).

In questo luogo e tra i dirupi circostanti, Francesco visse i momenti conclusivi del suo cammino di assimilazione a Gesù crocifisso.
Essi furono momenti carichi di desiderio, di passione, di lotte, di tentazioni e di consolazioni spirituali.
Qui Francesco chiese due grazie: «Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti priego che tu mi faccia, innanzi che io muoia: la prima, che in vita mia io senta nell’anima e nel corpo mio, quanto è possibile, quel dolore che tu, dolce Gesù, sostenesti nella ora della tua acerbissima passione; la seconda si e ch’io senta nel cuore mio, quanto e possibile, quello eccessivo amore del quale tu, Figliuolo di Dio, eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori» (Della terza considerazione delle sacre sante istimmate).

In questo luogo, inoltre, Francesco percepì la momentanea crisi di frate Leone, suo compagno e confessore; e allora, con le sue mani ormai segnate dalle Stimmate, scrisse per lui, su una piccola pergamena, la benedizione che gli restituì l'anelata serenità d’animo.
Leone la tenne sempre con sé.
Ora è gelosamente conservata nella Basilica di S. Francesco ad Assisi.
Sul retro della pergamena Francesco stesso scrisse le Lodi di Dio Altissimo, preziosa testimonianza del suo "a tu per tu" con Dio.

 


a cura di Paolo Rossi
redazione@sanfrancesco.com

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