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Approfondimento Storico e Sacro

Città di Castello

Città di Castello

E' l'antica "Tifernum" di origine umbra.
Fu ricco municipio romano.
Il Cristianesimo vi penetrò nel sec. IV, e subito la città fu sede vescovile.
Distrutta da Totila durante le guerre gotiche nel sec. VI, fu ricostruita dal vescovo Florido col nome di "Castrum Felicitatis", mentre quello di "Civitas Castelli" si trova solo dopo il sec. X.
Fu fiorente comune, ma con alterne vicende di soggezione a Perugia e alla Chiesa.
Conobbe varie signorie, dai Pietramala al Guelfucci, dal Fortebraccio ai Vitelli, i quali la amministrarono anche dopo che Cesare Borgia l’ebbe riconquistata alla Chiesa.

Il Rinascimento è il periodo del suo massimo splendore, e vi operano artisti come i Della Robbia, Luca Signorelli, il giovane Raffaello, Antonio da Sangallo il Giovane e il Vasari.

La città è ricca di chiese monumentali e di palazzi.
Si ricordano il Duomo edificato nel sec. XI, ma ricostruito nel Rinascimento e con facciata barocca; le gotiche basiliche di S. Francesco del sec. XIII e di S. Maria delle Grazie del sec. XIV; la tardogotica basilica di S. Domenico; il palazzo Vescovile e il palazzo Comunale gotici e i rinascimentali palazzi Vitelli e Vitelli alla Cannoniera.

Durante l’ultima guerra, la città fu gravemente danneggiata dai bombardamenti.
Il suo territorio comprende una parte della Valle del Tevere, circondata da colline; abbondano i boschi e i parchi, ma anche i seminativi.
E' importante centro di commercio agricolo, ma anche vi sono notevoli antiche tradizioni artigianali e industriali, come quelle del legno, del ferro battuto, dei laterizi, dei merletti e dei confetti.
Dal 1538 vi fiorì, con alterne vicende, l’arte della stampa.

 


a cura di Paolo Rossi

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