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Approfondimento Storico e Sacro

Sangemini

L'affascinante borgo medioevale di Sangemini, adagiato sui colli del lembo più meridionale dell'Umbria, domina un paesaggio incantevole, impregnato di arte, storia e cultura.
Con le sue strade, i suoi vicoli, i suoi palazzi e le sue chiese, la ridente cittadina termale offre al visitatore la possibilità di immergersi in atmosfere d'altri tempi.

Nel 1213, Francesco, visitate Terni, Collescipoli, Stroncone, S.Urbano, Narni, in compagnia di tre frati, dopo un breve passaggio ad Amelia, raggiunse Sangemini: «Nel castello de Santo Gemino avendo predicato santo Francesco, fo receuto in casa da uno homo molto devoto (conte Capitoni), el quale avea la sua moglie molto tribulata et vexata dal demonio. Et molto pregato da quisto homo santo Francesco comandò in vertù de la santa obedientia a quillo demonio che se partisse, et mai più vi tornasse; et quillo, non potendo contradire al suo comandamento, subito uscì de quella femena» (G. Oddi, La Franceschina, sec. XV).

Inoltre, tramandano le Cronache, Francesco «risuscitò un bambino di una povera vedova, che fattasi forte, riuscì ad entrare, col figlioletto morto in braccio, nella sala ove era a desinare San Francesco e il Conte. Il Santo, ammirato da tanta fede, pregò e restituì sano e vitale il figlio alla donna» (D. Cascioli, I tre archi, 1970).

Il devotissimo conte Capitoni, incoraggiato dall'entusiasmo del popolo, a riconoscenza di quei prodigi, donò al Serafico un suo giardino posto all'esterno delle mura castellane, e qui fece edificare un oratorio ed un ricovero per i minoriti.

Nel primitivo "locus", frate Francesco «vestì del suo sacro habito uno di essa Terra per nome Pietro, e lo condusse seco, e tenne per suo diletto discepolo» (L. Iacobilli, Vite, II).
Frate Pietro dei Bonanti da Sangemini sarà uno dei cinque Santi protomartiri francescani, uccisi in Marocco il 20 gennaio 1220.

Subito dopo la morte del Santo, il primitivo tugurio francescano lasciò il posto ad un bel complesso conventuale, dimora di una congrua famiglia minoritica sino alla soppressione sabauda (1860).



CHIESA DI S. FRANCESCO D'ASSISI

La magnifica facciata della chiesa, tipicamente francescana, col coronamento a capanna, traforata da un "occhio" (ingentilito probabilmente da un rosone), ha un bel portone ogivale a fasci di colonnine bizantine, sbalzate con capitelli a ornamentazioni faunistiche e floreali, con gli stemmi della famiglia Capitoni, che commise la costruzione dell'edificio.
La porta lignea a semplici riquadri è del sec. XV.
Superiormente al pregiato portale, una minuta nicchia accoglie l'immagine del Santo, dipinta da Tullo Bertozzi nel 1950.

L'interno, ad una sola navata, di evidente sapore gotico, caratterizzato da una copertura di sette arconi ogivali, termina in un elegante abside pentagonale con costolini poggiati su capitelli corinzi.
Sei altari laterali, di epoca posteriore, contrastano, a detta degli esperti, con l'originario sapore goticheggiante.

Il sacro ambiente, abbandonato per vari decenni dopo la soppressione italica, ha perduto buona parte dei propri affreschi.

Alla destra dell'entrata si notano brandelli di pittura del sec. XV, sui quali, alla fine del sec. XVI, fu sovrapposta una grandiosa Adorazione dei Magi.

Sulla parete destra si individuano: due Santi, del sec. XV; nella I° nicchia: S. Lucia tra S. Giovanni Battista e S. Rocco, del sec. XVI; nella II° nicchia: Crocifisso tra i SS. Girolamo e Leonardo, sul quale è apposta la data A.D. 1599; nella IV° nicchia: Incredulità di S. Tommaso, e sul fondo S. Lucia, del sec. XVI.
In fondo alla parete si scorgono alcuni affreschi molto consunti dei secc. XV-XVI, fra cui, in basso, una Madonna col Bambino.
Sulla parete sinistra si individuano: entro una campitura ogivale, una Crocifissione con S. Francesco ed il committente ai piedi della croce, del sec. XV; in altro, tra due arconi di sostegno al tetto, una Madonna in trono tra due Sante, del sec. XV.
Segue un bel confessionale sovrastato da un pulpito, la cui balaustra è ornata di cariatidi, mobile in noce della fine del sec. XVI (utile sottolineare, che sulla parete destra agli archi si affiancano arcate quattrocentesche che suggeriscono l'ipotesi di una navata laterale - o ambiente simile - che doveva integrare l'interno della chiesa).

Sull'altare maggiore campeggia un bel Crocifisso ligneo del sec. XV.
In giro, sulle pareti dell'abside, l'immagine dipinta di S. Francesco, e quelle perdute nella parte inferiore di S. Cristoforo, dei SS. Cosma e Damiano, di S. Chiara d'Assisi, di S. Nicolò, della Madonna col Bambino, di S. Antonio Abate, del Committente orante, di S. Gemini, di S. Nicolò e della Crocifissione, affreschi di una stessa bottega degli inizi del sec. XV.

Il Convento, completamente rimaneggiato dopo la soppressione "Pepoli", mostra un grande chiostro con al centro un austero pozzo; da notare la serie di lunette sulle quali rimangono sfocati brandelli, rappresentanti Scene di vita del Santo assisiate.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
redazione@sanfrancesco.com)