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Approfondimento Storico e Sacro

Convento di S. Martino in Trevi

Nel 1479, l'abate benedettino di S. Pietro di Bovara (Tommaso Valenti) donò ai francescani un terreno, in prossimità del luogo ove era la chiesetta di S. Martino della Pieve, per costruire il bellissimo e panoramico complesso conventuale minoritico, di cui l'abate stesso volle benedire la "prima pietra".

Il Comune di Trevi, sin dal 1473, aveva stabilito di dare un luogo ai frati dell’Osservanza per fondarvi un Convento; non si conosce per quale ragione, poi, intervenne il suddetto abate Tommaso Valenti.
Il 26 novembre del 1479, fu posto in essere il contratto per la costruzione dello stabile, con mastro Baldassarre da Como ed il notaio ser Francesco Mugnoni.

Il 17 ottobre 1484 il Cenobio era terminato.
Una solenne processione, con a capo gli Osservanti capeggiati dal loro Provinciale, frate Evangelista Baglioni da Perugia, il quale tenne in piazza un bel sermone, mosse verso S. Martino, dove, giunti, fu letta la "Bolla" di Sisto IV; la Messa pontificale fu poi celebrata dall'abate Valenti.

Così, gli Osservanti iniziarono a Trevi la loro opera piena di zelo.
Il Comune e i cittadini circondarono costantemente di affetto gli Osservanti e non mancarono, attraverso le varie epoche, di dare ad essi quegli aiuti di cui potevano aver bisogno.

Il Convento di S. Martino sorge, in posizione felicemente panoramica su una collina in fondo ad un magnifico viale alberato, che a Trevi è "La Passeggiata" per antonomasia.

La chiesa, ad unica grande navata con due profonde cappelle a destra, fu presto arricchita di opere d'arte della Scuola umbra (Tiberio d'Assisi, Giovanni Spagna, Mezastris) e di Benozzo Gozzoli.
Alcune di queste opere ancora vi si conservano, mentre altre sono nel Museo comunale.
Qui sorse, sin dal sec. XVI, uno studio francescano di filosofia e teologia.

Nel piazzale antistante alla chiesa, si affaccia la cappella intitolata a S. Girolamo, la cui parete sinistra è ricoperta da un magnifico affresco, considerato il capolavoro di Giovanni Spagna; esso raffigura l'Assunta tra Angeli e Santi con sullo sfondo una veduta della Valle con al centro Foligno (1512). Un altro pregevole affresco di Tiberio d'Assisi riproduce S. Emiliano e una monaca orante.

Il portale della chiesa mostra, nella lunetta, una soave Madonna con Bambino ed Angeli di Tiberio d'Assisi.

L'interno vede altri attraenti affreschi; a sinistra del presbiterio è S. Martino che divide il mantello con un povero di Pier Antonio Mezastris; a sinistra, dello stesso autore, è la Madonna col Bambino e Santi (1488).
Da ammirare quattro tele a olio, tra le quali una S. Elisabetta firmata: "Frater Lucas... 1688".

Nel coro è una Immacolata Concezione, di Ascensidonio Spacca (1592), e altre quattro tele raffiguranti Santi, firmate da Lorenzo Guerrini (1783).

Sulla parete destra si aprono due cappelle: la prima dedicata a S. Antonino Fantosati, vescovo missionario francescano, assassinato in Cina nel 1900; la seconda intitolata al Crocifisso, con bella scultura lignea tardo-cinquecentesca.

Sino alla Soppressione italica, l'altare maggiore era ornato dalla magnifica pala dello Spagna: l'Incoronazione della Vergine (1522), oggi custodita, dopo attento restauro, presso, la "Raccolta d'Arte di S. Francesco", della chiesa omonima di Trevi.

Nell'annesso Convento - il cui ingresso vede un piccolo busto marmoreo di S. Francesco dell'Aureli (primo '900) -, il grazioso chiostro è ornato con pitture dello Spacca (fine '500 - inizi '600): Le stimmate di S. Francesco, e tondi con Santi francescani.
Sulla parete di fondo del refettorio è un grande affresco raffigurante l'Ultima cena, dello stesso autore, datato 1601.

Dalla antica chiesa di S. Martino della Pieve sono due capitelli e il fonte battesimale, ora nella chiesa di S. Emiliano.

Tra le opere moderne, assolutamente originale è la Via Crucis in rame sbalzato, di Adelmo Testa.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
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