Cap. V: lez. I - IX
V. OBBEDIENZA DELLE CREATURE E
ACCONDISCENZA DI DIO
LEZIONE I
Certamente. nel suo servo Francesco. era presente
quello Spirito del Signore che lo aveva unto e lo stesso Cristo,
potenza e sapienza di Dio: per la potenza e la grazia di questo
spirito non soltanto gli venivano manifestate le cose incerte
ed occulte, ma anche gli obbedivano le creature di questo
mondo.
Ci fu un tempo in cui i medici lo consigliavano e i frati
lo esortavano con insistenza ad accettare di lasciarsi curare
la malattia degli occhi mediante la cauterizzazione. L'uomo
di Dio acconsentì umilmente, persuaso che l'intervento
non solo sarebbe stato una medicina contro l'infermità
del corpo, ma anche materia per esercitare la virtù.
Poiché la sensibilità della sua carne, alla
vista dello strumento di ferro ormai incandescente, era rimasta
scossa da un naturale orrore, il Santo prese a parlare al
fuoco come a un fratello e gli comandò, nel nome e
nella potenza del Creatore, di moderare il suo calore e di
bruciare con dolcezza, in modo che lui riuscisse a sopportarlo.
Il ferro crepitante affondò nella tenera carne e il
cauterio venne esteso dall'orecchio fino al sopracciglio;
eppure l'uomo pieno di Dio, con lo spirito esultante, disse
ai frati: «Lodate l'Altissimo, perché, dico la
verità, il calore del fuoco non mi ha dato molestia
e il dolore della carne non mi ha procurato afflizione».
LEZIONE II
Mentre il servo di Dio era travagliato da una malattia
gravissima, presso l'eremo di sant'Urbano, sentendosi venir
meno, chiese un bicchiere di vino. Gli fu risposto che vino
non ce n'era proprio, da potergliene dare.
Allora comandò di portargli dell'acqua e, quando gli
fu portata, la benedisse, tracciando il segno della croce.
Subito diventa vino ottimo quella ch'era stata acqua pura:
ciò che la povertà del luogo non poteva dare,
lo impetrò la purità del Santo.
Al gustar di quel vino, subito si ristabilì con estrema
facilità. E così fu chiaro ed evidente che il
generoso Datore gli aveva concesso la bevanda desiderata,
non perché valevole per il sapore, ma perché
valida per la salute.
LEZIONE III
Un'altra volta l'uomo di Dio si era voluto trasferire
in un certo eremo, dove avrebbe potuto dedicarsi più
liberamente alla contemplazione.
Siccome era debole, veniva condotto da un poveruomo sul suo
asinello.
Era d'estate e quell'uomo, scortando il servitore di Dio su
per le montagne, spossato dal camminare e dalla strada assai
difficoltosa, molto dura e molto lunga, si sentì venir
meno per la gran sete e si mise a gridare con veemenza e a
dire che, se non beveva un po', avrebbe tirato subito l'ultimo
respiro.
Senza indugio l'uomo di Dio saltò giù dall'asinello
e, inginocchiatosi per terra, alzò le mani al cielo,
e non smise di pregare finché comprese di essere stato
esaudito.
Terminata, finalmente, l'orazione: «Va in fretta - disse
all'uomo - vicino alla roccia e là troverai l'acqua
viva: in questo momento Cristo misericordiosamente l'ha fatta
scaturire dalla pietra, per farla bere a te».
L'uomo, assetato, corse al luogo indicato e bevve l'acqua
fatta scaturire dalla pietra, per la virtù di quell'orante,
e attinse la bevanda che Dio gli aveva somministrato dal sasso
durissimo.
LEZIONE IV
Una volta il servitore del Signore stava predicando
in riva al mare, a Gaeta. Volendo sottrarsi alla calca della
folla che per devozione si riversava su di lui, saltò
su da solo su una barca, che si trovava presso il lido. E
quella, come fosse pilotata dalla forza di una misteriosa
spinta interiore, senza alcun rematore si allontanò
un bel pezzo da terra, sotto lo sguardo ammirato di tutti
i presenti.
Addentratasi per un po' nel mare, restò poi immobile
in mezzo alle onde, per tutto il tempo che all'uomo di Dio
piacque di predicare alle turbe in attesa sul lido.
Ascoltato il discorso e visto il miracolo, la moltitudine,
dietro preghiera del Santo stesso, si stava allontanando,
dopo aver ricevuta la benedizione: e allora, non per altra
spinta che per quella di un comando celeste, la barca venne
a riva: così la creatura, per servire al suo Fattore,
si assoggettava senza ribellione e obbediva senza indugio
a colui che era un adoratore perfetto del Creatore.
LEZIONE V
Una volta egli si trovava nell'eremo di Greccio.
Gli abitanti del luogo erano oppressi da molti malanni: ogni
anno una tempesta di grandine devastava i raccolti e le vigne
e una moltitudine di lupi rapaci sterminava non soltanto gli
animali, ma anche gli uomini.
Il servitore del Signore onnipotente, che provava una benevola
compassione per quegli uomini così fortemente afflitti,
durante una predica promise loro pubblicamente, facendosene
personalmente garante, che tutta quella calamità sarebbe
scomparsa, se essi si fossero confessati e avessero voluto
fare degni frutti di penitenza.
Poiché quelli, alla sua esortazione, avevano fatto
penitenza, da quel momento cessarono le stragi, si dispersero
i pericoli, lupi O grandine non recarono più danno.
Anzi, cosa ancor più notevole, se qualche volta la
grandine cadeva sui seminati dei confinanti, quando si appressava
ai terreni di costoro restava circoscritta sul posto stesso
o si dirigeva da un'altra parte.
LEZIONE VI
Un'altra volta l'uomo di Dio, mentre si aggirava
per la valle Spoletana a scopo di predicazione, giunse, vicino
a Bevagna, in Un luogo dove si era dato convegno una grandissima
quantità di uccelli di vario genere. Mentre stava ad
osservarli con occhio pio, fu investito dallo Spirito del
Signore; corse veloce verso quel luogo, li salutò vivacemente
e impose loro silenzio, perché potessero ascoltare
con attenzione la parola di Dio.
Intanto che egli parlava loro e portava molti argomenti per
dimostrare i benefici che Dio ha fatto alle creature e le
lodi che essi dovevano tributargli, gli uccelli, dimenandosi
in mirabil modo, si misero ad allungare il collo, a stendere
le ali, ad aprire il becco e a fissarlo con attenzione, come
se si sforzassero di sentire quei suoi discorsi così
ammirevoli ed efficaci.
Era davvero giusto che l'uomo pieno di Dio si sentisse attratto
da un sentimento di pietà e d'umanità verso
tali creature prive di ragione, mentre esse, a loro volta,
in un modo così meraviglioso si sentivano attratte
verso di lui e stavano attente quando le istruiva, obbedivano
quando comandava; si rifugiavano da lui con sicurezza, ed
egli le accoglieva; senza difficoltà rimanevano con
lui, ed egli le teneva con sé.
LEZIONE VII
Nel tempo in cui egli, per conseguire la palma del
martirio, aveva cercato di andare nei paesi d'oltremare, senza
per altro riuscirvi, perché impedito dalle tempeste
del mare, il Timoniere di tutte le cose lo assisté
con la sua Provvidenza e si degnò di strappare lui
e molti altri con lui dal pericolo di morte, dispiegando in
suo favore le meraviglie della sua Potenza nelle profondità
del mare.
Volendo ritornare dalla Schiavonia in Italia, egli salì
su una nave, totalmente sprovvisto di mezzi per pagare. E,
proprio mentre egli saliva vi fu un uomo mandato da Dio in
aiuto di quest'uomo poverello: costui non solo portò
con sé le provviste necessarie, ma fece venire dalla
nave una persona timorata di Dio e gliele consegnò,
perché a tempo opportuno le servisse a coloro che non
avevano proprio niente.
Se non che, per la violenza dei venti, i marinai non riuscivano
a sbarcare in nessun posto e, perciò, tutte le loro
provviste di cibo si esaurirono: rimase soltanto una piccola
porzione dell'elemosina donata dal cielo all'uomo beato. Quella
porzione, per le sue preghiere e i suoi meriti e per l'intervento
della Potenza celeste, crebbe talmente che soddisfece appieno
alle necessità di tutti, durante i molti giorni di
continua burrasca, finché giunsero al porto desiderato,
cioè ad Ancona.
LEZIONE VIII
Un'altra volta, mentre quest'uomo di Dio era in viaggio
con un compagno, a scopo di predicazione, fra la Lombardia
e la Marca Trevigiana, fu sorpreso dal buio e dalle tenebre
della notte nei pressi di Padova. Siccome la strada era esposta
a molti e gravi pericoli, a causa del fiume, delle paludi
e delle tenebre, il compagno insisteva con l'uomo di Dio,
perché in una necessita così grande, implorasse
l'aiuto di Dio. Ed egli rispose con molta fiducia: «Dio
può bene se piace alla sua cortesia, scacciare il buio
e le tenebre e illuminarci con la sua luce benefica».
Meraviglia davvero: aveva appena finito di parlare, ed ecco:
per l'onnipotenza celeste una grande luce incominciò
a risplendere attorno a loro, tanto che, mentre altrove persisteva
l'oscurità della notte, essi vedevano distintamente
non soltanto la strada, ma anche molte cose tutt'intorno,
dall'altra parte del fiume.
LEZIONE IX
Era davvero giusto che, in mezzo alle tenebre dense
della notte, lo precedesse la chiarità celeste: così,
il fatto stesso ci manifesta che non possono essere avviluppati
dal buio della morte quanti seguono con retto sentiero la
luce della vita.
Guidati nel corpo dallo splendore meraviglioso di tale luce
e confortati nello spirito, fecero un lungo tratto di strada
cantando e lodando Dio, finché giunsero all'ospizio.
O uomo veramente luminosissimo e ammirabile!, davanti al quale
il fuoco modera il calore, l'acqua cambia sapore, la pietra
somministra bevanda abbondante, gli esseri inanimati si mettono
a servire, gli animali selvatici diventano mansueti e gli
esseri privi di ragione si mostrano solleciti di capire; perfino
il Signore di tutte le cose si piega ad obbedire, per sua
benignità, accogliendone i desideri: prepara con liberalità
il cibo, offre la sua luce chiara come guida. Veramente, in
questo modo, a lui, come ad uomo d'esimia santità,
tutte le creature si piegano a servire e lo stesso Creatore
di tutti si fa accondiscendente.
Galleria Fotografica Storica (2)
Altri Luoghi dello Stesso Itinerario
Cap. I: lez. I - IX
Incomincia la Vita breve del beato FrancescoI. LA CONVERSIONELEZIONE I La grazia di Dio, nostro…
Cap. II: lez. I - IX
II. FONDAZIONE DELL'ORDINEEFFICACIA NELLA PREDICAZIONE LEZIONE I Così era ormai compiuto il re…
Cap. III: lez. I - IX
III. VIRTU' PRIVILEGIATE LEZIONE I L'insigne seguace di Gesù Crocifisso, l'uomo di Dio Francesc…
Cap. IV: lez. I - IX
IV. DEDIZIONE ALLA PREGHIERA E SPIRITO DI PROFEZIA LEZIONE I Il servo di Cristo, vivendo nel c…
Cap. VI: lez. I - IX
VI. LE SACRE STIMMATE LEZIONE I Il servitore e ministro veramente fedele di Cristo, Francesco,…
Cap. VII: lez. I - IX
VII. IL TRANSITO LEZIONE I L'uomo di Dio ormai era confitto con Cristo sulla croce, con la carn…