4- Convento di S. Giacomo in Todi
La chiesa di S. Giacomo
è documentata nel 1218 tra le pertinenze
del Monastero di S. Leucio.
Nel 1340 vi fu annesso un Monastero
cistercense, abbandonato alla fine del secolo.
Nel 1404, Niccolò di
Offredduccio vi costruiva un nuovo Convento
per gli Osservanti, terminato nel
1428.
Soppresso nel 1810, il complesso
di S. Giacomo passava ai padri Passionisti,
sino alla definitiva soppressione del 1866.
Padre Benvenuto Bazzocchini,
nella sua Cronaca, a proposito del Convento
tudertino di S. Giacomo Apostolo,
narra:
«Circa un miglio a mezzogiorno di Todi, sopra
un colle boscoso, lambito dal corso tortuoso del
Tevere, è il convento di S. Giacomo.
La sua costruzione risale ai primi tempi dell’Osservanza
(1404), e sembra che
da principio fosse un edificio sontuoso, giacchè
il convento di S. Giacomo di Todi
è ricordato insieme a S. Bartolomeo
di Foligno, S. Paolo
di Spoleto e S. Girolamo
di Narni fra i più belli e più grandiosi
della Provincia Serafica.
Tuttavia la descrizione che ne dà il nostro P.
Antonio da Orvieto (1707) e quel
po’ che ne rimane ai nostri giorni, fanno concepire
del fabbricato un’idea assai umile, consistendo
quasi tutto il convento in un solo dormitorio
di circa trenta metri di lunghezza.
Nella chiesa esisteva
un quadro prezioso e molto antico ricordato dal
Gonzaga, rappresentante
la Santissima Vergine ed altri Santi,
tra i quali S. Giacomo, titolare della
chiesa, e S. Francesco.
I dintorni del convento, racchiusi da un largo
giro di clausura, sono sparsi di orti e di boscaglia
che discende sino al letto del Tevere.
Il convento già prima del 1600 lo
troviamo assegnato alla Custodia Riformata.
Dopo la soppressione napoleonica, S.
Giacomo di Todi fu attribuito per
sollecitazioni del Vescovo della città ai PP.
Passionisti, e dopo il 1866
non venne da essi rivendicato.
Ancor oggi si conserva in buono stato; è però
in mano di secolari» (B. Bazzocchini,
Cronaca della Provincia Serafica di S. Chiara
d’Assisi, Firenze 1921).
Nei felici remoti, all'interno della
chiesa, l’altare maggiore
era ingentilito da un trittico raffigurante la
Vergine tra i SS. Fortunato, Giacomo, Nicola
e Francesco, datato 1428 (Gonzaga), attribuibile
allo pseudo Ambrogio di Valdese;
disperso è il pannello centrale, mentre i laterali
sono nella Pinacoteca di Todi,
dove è pure un S. Giacomo su tavola,
molto ridipinto, di un autore locale attivo nella
seconda metà del ‘400.
Nel coro era una Annunciazione
tra i SS. Ludovico da Tolosa e Antonio da Padova,
eseguito nel 1435 da Giovanni dal
Ponte per il notaio apostolico Angelo
degli Atti, passato alla Pinacoteca
Vaticana con la soppressione napoleonica.
Nella chiesa cistercense
era una seconda Annunciazione,
ricordata nel 1359.
a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti: redazione@sanfrancesco.com)
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