Santuario di S. Margherita da Cortona
Il Santuario sorge nella parte alta della collina
di Cortona, in una incantevole posizione,
ed è dedicato alla figura di S. Margherita,
patrona della cittadina, e alla successiva attività culturale
e spirituale dei francescani Osservanti.
Sul luogo dell’attuale sacro edificio esisteva un oratorio
costruito dai monaci camaldolesi nel sec. XI e dedicato
a S. Basilio.
La chiesetta, danneggiata nel corso del “Sacco
di Cortona” (1258) e ricostruita,
nel 1288, da S. Margherita
(che la scelse come luogo di penitenza e di preghiera), fu
dedicata, oltre che a S. Basilio,
ai SS. Egidio monaco e Caterina d’Alessandria.
S. Margherita, in una stanza a
retro di tale edificio, visse gli ultimi anni della sua
vita, e vi morì nel 1297.
Fu sepolta nella chiesetta di S. Basilio.
Subito dopo la morte di Margherita, i cortonesi,
a fianco della piccola chiesa, edificarono un autentico
tempio, su disegno di Giovanni Pisano,
e nel 1330 vi traslarono il corpo
della Santa.
Da allora la chiesa venne chiamata più
semplicemente di “S. Margherita”.
Nel 1304 il sacro edificio
era già completato, ma si continuò ad arricchirlo con
notevoli affreschi di Scuola senese per tutto
il Trecento.
Di detto ciclo pittorico sono giunti a noi
solo pochi frammenti attualmente custoditi nel Museo Diocesano,
ma ne è conservata testimonianza in un codice del sec. XVII,
che documenta, con 21 scene acquerellate,
i dipinti murali perduti nel 1653, quando,
a causa del loro cattivo stato di conservazione, vennero scialbati.
L’analisi dei frammenti superstiti induce a datarli intorno al
1335, e a attribuirli alla Scuola
di uno o di entrambi i fratelli Lorenzetti.
Nel 1385 la chiesa fu
affidata ai monaci Olivetani, sostituiti,
nel 1389, dai Minori Osservanti,
che ancora oggi ne hanno cura.
La chiesa attuale è frutto della ricostruzione
ottocentesca affidata dapprima all’architetto Enrico
Presenti, che sostituì l’originario impianto
ad unica navata con una struttura basilicale,
poi all’architetto Mariano Falcini,
il quale terminò il sacro edificio senza soddisfare i cortonesi,
i quali, nel 1896, incaricarono l’architetto Giuseppe
Castellucci di rinnovare la facciata
recante nell’occhio il rosone trecentesco dell’antica chiesa
abbattuta.
Conservato nella cappella del transetto di sinistra,
è il monumento sepolcrale di S. Margherita in marmo
scolpito, opera di ambito senese con evidenti richiami a Giovanni
Pisano, probabilmente lavoro di Gano di Fazio
(attivo nel sec. XIV) e collocabile non più tardi del secondo
decennio del secolo.
La cassa, poggiante su tre mensoloni, che
spartiscono due scene con miracoli “post mortem”,
reca sul piano il corpo della Santa, affiancato da
due angeli telamoni, sorreggenti il coperchio dell’arca
e un drappo, sovrastati da una struttura cuspidata, sorretta da colonnine
tortili.
La cassa è spartita nella fronte in
quattro riquadri: S. Margherita in atto
di ricevere l’abito di penitente francescana,; la Santa
assolta da Cristo per i meriti di S. Francesco; S. Margherita
che dona la veste ai poveri; la Morte della Santa con l’anima
accolta da Cristo.
In realtà il corpo di S. Margherita
è conservato entro un’urna collocata sopra
l’altare maggiore, bordata da una cornice in lamina
d’argento sbalzata e cesellata a pasta vitrea.
Nell’altare a destra dell’altar maggiore,
si trova collocato, dopo la ristrutturazione del primo Settecento, un
Crocifisso detto il di "S. Margherita",
in quanto la tradizione locale vi riconosce quel Crocifisso
di fronte al quale la Mistica era solita raccogliersi nella chiesa di
S. Francesco, e che le aveva rivolto la parola.
Legato ad una committenza cortonese, e precisamente a quella della famiglia
Lucci, il cui stemma viene mostrato dall’angioletto
a sinistra in basso, è l’importante tela dipinta nel 1602
circa, da Francesco Vanni con Dio Padre,
l’Immacolata Concezione e i SS. Francesco, Domenico, Ludovico
di Tolosa e Margherita da Cortona.
L’opera mostra una delle prime raffigurazioni seicentesche della
beata Margherita, che, forse proprio per questo
suo “status”, appare leggermente defilata rispetto
gli altri Santi.
Nella parete destra sono i cimeli
donati in devozione dai Cavalieri di Malta cortonesi.
Sulla navata sinistra una grande cappella
ricorda i Caduti in guerra cortonesi.
Attigui alla chiesa sono il campanile (1650)
e l’antico Convento francescano circondato
da un grande parco.
a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti: redazione@sanfrancesco.com)
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