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Approfondimento Storico e Sacro

Chiesa di S. Francesco d'Assisi in Cortona

Come la Basilica di S. Francesco ad Assisi, anche la chiesa di Cortona, intitolata naturalmente al Santo assisiate, fu edificata da frate Elia nel 1247, su un terreno donatogli dal Comune, denominato “Bagno della Regina”, sul quale esistevano notevoli resti di costruzioni romane, probabilmente delle Terme.

Il bell’edificio, in stile gotico ma rimaneggiato notevolmente all’interno, soprattutto nel sec. XVII, conserva tuttora intatta l’imponenza della mole e lo slancio delle sue linee originarie.
Da ammirare il portale ed i finestroni del fianco sinistro recentemente ripristinati.
Le manomissioni apportate riguardano, oltre l’imbiancatura delle pareti sulle quali esistevano pregevoli affreschi e la sovrapposizione nelle stesse di austeri altari barocchi, la chiusura dei finestroni gotici, nonché la sostituzione dell’altare maggiore in pietra con un monumentale altare marmoreo barocco (opera di Bernardino Radi, del sec. XVII), all’interno del quale è custodita la “Reliquia della Santa Croce”.
Oltre a detta reliquia, portata da frate Elia da Constantinopoli, nella chiesa sono custoditi oggetti appartenuti a Francesco d’Assisi, quali una sua tonaca, l’Evangelario manoscritto ed un cuscino, tutte reliquie lasciate da frate Elia, per il quale il Santo assisiate nutriva particolare affetto e stima, tanto da chiamarlo «mia mamma», come afferma il Celano nella sua prima biografia.

Nella parete destra, presso l’ingresso, vi sono resti di un affresco attribuito a Buffalmacco (sec. XIV).
Nel terzo altare è L’Immacolata Concezione del Commodi (1609).
Nel quarto è il Miracolo della mula del Cigoli (1597).
Nella cappella destra dell’abside si trova il Monumento funebre del primo vescovo della diocesi di Cortona: Ranieri Ubertini, morto nel 1348.
Nel coro è la tomba di Frate Elia, successore di S, Francesco alla guida dell’Ordine.
Nel terzo altare della parete sinistra si ammira un capolavoro di Pietro da Cortona (1597-1669): L’Annunciazione, una tra le più belle pitture del sec. XVII.
Nella cripta sottostante, oggi non più agibile in quanto interrata nel sec. XVII, venne sepolto, nel 1523, l’esimio artista Luca Signorelli.


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
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