Spedizione Espressa GRATUITA in Italia per ordini da € 149,00
Approfondimento Storico e Sacro

Lodi di Dio altissimo

«Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo, Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.
Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dei,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza, Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza, Tu sei giustizia, Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore, Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu se la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore».

 

***

 

(...) Le Lodi di Dio Altissimo risultano composte di brevi frasi, ognuna di tre parole (che nella traduzione italiana spesso diventano quattro).
Ciascuna frase inizia con “Tu”, proprio dell’invocazione.
Le varie invocazioni ed esclamazioni di meraviglia risultano collegate tra loro senza congiunzione.
Sin dalla prima lettura, si ha l’impressione di aver a che fare con una sorta di litania; tuttavia in essa, all’invocazione non fa mai seguito una risposta, caratteristica tipica, questa, dello stile litanico; ciò che varia sono le dichiarazioni fatte a riguardo del Tu di Dio, o meglio: si parla non su di Dio, ma a Dio.
Non è un trattato, bensì una preghiera: l’esperienza divina di Francesco fu così ricca e profonda, da traboccare in questa serie di esclamazioni rivolte al Tu incantevole di Dio.
Sembrerebbe che lo Stimmatizzato non riesca a trovare parole opportune e sufficienti, per ridire la natura del Tu da lui incontrato alla Verna.
Ecco, di conseguenza, la necessità di usare anche espressioni apparentemente contraddittorie come “fortezza” e “mansuetudine”, o qualificare Dio come “onnipotente” e “umile”. In questo, il Santo assisisiate riconosce, in fondo, l’indicibilità di Dio, il quale è e resta, per lui, un mistero, anche dopo la stigmatizzazione!
Dietro l’originalità delle Lodi, si comprende l’impegno di Francesco nel volersi donare a Dio in un modo sempre nuovo; a dire di Lui sempre qualcosa di più profondo e lodarlo senza interruzione.
Sono presenti anche cielo e terra e ogni bene che proviene da Colui che Francesco, con timore, fiducia e in forma ostinata, invoca ripetutamente: Tu, Tu, Tu ... in tutte le possibili sfumature e variazioni.
Nelle Lodi Francesco non tratta di se stesso, ma soltanto del Tu di Dio: “io” o “mio” non ricorrono mai!
Dunque, la preghiera è purificata da ogni relazione all’io, essa è perfetto dono di sé, puro sguardo all’altro; è una presa di coscienza sul mistero di Dio colto nel fervore interno, senza presa di posizione, senza domanda, senza richiesta: essa è pura lode di Dio.
Tuttavia mai ricorrono le espressioni “lode” o “lodare”.
Contrariamente ad altre preghiere del Santo, qui non si è invitati alla lode, né si parla dell’agire dell’uomo, ma soltanto di quello di Dio. Il fare è totalmente soggiogato dall’essere. E’ la presenza di Dio che viene amorosamente contemplata.
L’essere dell’uomo, la sua piccolezza e indegnità sono ignorate.
Risulta assente ogni accenno anche ai dolori causati dalle stimmate, né si parla della Passione di Gesù.
Le Lodi di Dio possono essere paragonate a un inno pasquale, e questo anche se in esse mai ricorre il tema della Resurrezione di Gesù.
L’orante Francesco, completamente avvolto dalla luce e dall’amore di Dio, sembra quasi porsi al di là della vicenda terrena di Cristo e della propria storia; egli loda la grandezza del Signore senza tener conto di quanto aveva sperimentato nella sua vita.
Dio è per lui “mysterium tremendum et fascinans”: è un mistero che lo fa tremare e temere, e lo seduce irresistibilmente.
Così, questa meravigliosa “lauda” di Francesco risulta caratterizzata da un timore reverenziale, simile al Te Deum di Sant’Ambrogio, con il quale le Lodi hanno in comune anche il ritornello dell’invocazione “Tu” - “Te”.
La meditazione attenta delle Lodi lascia trasparire qualcosa della visione e dell’esperienza di Dio avute da Francesco.
Dal testo emergono sia l’accentuato carattere affettivo della sua spiritualità, sia la sua consapevolezza della distanza che vi è tra lui e l’Altissimo.
Similmente alle altre preghiere dell’Assisiate, il Signore è qui presenza vivente e realtà vera; Egli è grande e misterioso, ma anche disponibile all’incontro e degno di ogni amore; Egli è il Signore, ma, nella sua benignità, anche un Padre materno; Egli è la nostra ricchezza, la nostra dolcezza, il nostro uno e tutto.
Le Lodi, sintesi della concreta esperienza di Dio fatta da Francesco, rivelano, inoltre, quale fosse il modo di pregare di Francesco.
Invaso dal mistero tremendo e fascinoso del Dio trino e benevolo, il “Poverello” di Assisi piomba nell’adorazione.
La preghiera ripetitiva (ad es. la “Preghiera di Gesù”), impiegata già dal monachesimo e dai laici devoti del periodo carolingio, in questo testo acquista un tono meditativo affettivo.
Sotto la ripetizione litanica di così numerosi attributi divini, si nasconde lo sforzo di donarsi completamente a Dio e di parlare di lui in un modo sempre più profondo.
Poiché sono insufficienti le parole, si ripetono alcune espressioni, senza però interrompere il flusso di lode.
Ogni invocazione sembra cadenzarsi sul ritmo del suo cuore.
Ogni parola è una nuova manifestazione del suo amore. L’orante, nel mistero del Tu, scopre e riscopre sempre nuove e affascinanti qualità, altri atteggiamenti dell’amore donativo di Dio per noi.
Attraverso la ripetizione del “Tu sei”, vengono posti in connessione con l’esperienza personale dei concetti astratti, relazionando così tutto all’Eterno Tu. (continua).

Tratto da: Paolo Rossi: Francesco d'Assisi e i suoi scritti autografi (con Tavole di Cristina La Porta).

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
redazione@sanfrancesco.com)

Altri Luoghi dello Stesso Itinerario