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Approfondimento Storico e Sacro

Esortazione alla lode di Dio

«Temete il Signore e rendetegli onore.
Il Signore è degno di ricevere la lode e l'onore.
Voi tutti che temete il Signore, lodatelo.
Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te
Lodatelo, cielo e terra
Lodate il Signore, o fiumi tutti.
Benedite il Signore, o figli di Dio.
Questo è il giorno fatto dal Signore,
esultiamo e rallegriamoci in esso.
Alleluia, alleluia, alleluia! Il Re di Israele.
Ogni vivente dia lode al Signore.
Lodate il Signore, perché è buono;
tutti voi che leggete queste parole,
benedite il Signore.
Benedite il Signore, o creature tutte.
Voi tutti, uccelli del cielo, lodate il Signore.
Servi tutti del Signore, lodate il Signore.
Giovani e fanciulle lodate il Signore.
Degno è l'Agnello che è stato immolato
di ricevere la lode, la gloria e l'onore.
Sia benedetta la santa Trinità e l'indivisa Unità.
San Michele arcangelo,
difendici nel combattimento
».

 

***

 

(...) Sulla datazione di questa lauda non vi sono precisi punti di riferimento.
Il Wadding sostiene che nel 1213 l’abate di Porta Reale avesse donato a San Francesco il luogo dell’Eremita (presso Terni) «con la selva contigua». Aggiunge, inoltre, che qui il Santo fece costruire una chiesetta in onore della beata Vergine, in tutto simile alla Porziuncola. Ritenendo dubbia la seconda affermazione (l’oratorio benedettino era sufficiente ad accogliere i frati del romitaggio, almeno sino al 1230 ), è più verosimile l’ipotesi - accettando quanto asserito da un Anonimo secentesco - che l’Apostolo umbro, «ottenuta la picciola chiesa», provveduto a un dignitoso restauro della stessa, lì accanto «cominciò à fabricarvi una Casetta, ò Capanna di legna e frasche» .
E’ probabile, quindi, che la lauda, come sopra accennato, sia in relazione alla riconsacrazione dell’altare della cappellina benedettina donata a Francesco.
Certo è che lo stile semplice e modesto della composizione, nella quale si evince una certa goffagine, lascia intendere che essa possa essere una delle prime composizioni del poeta serafico. Oltre ciò (...), viene usato lo Psalterium Romanum, sostituito intorno al 1223 dallo Psalterium Gallicanum. Così la lauda dovrebbe aver avuto origine - a detta dei critici - prima del 1223 e, probabilmente, ancor prima del viaggio apostolico dell’Assisiate in Oriente del 1219.
Mentre del canto più famoso di Francesco, il Cantico di frate Sole, non sappiamo quando venne per la prima volta fissato per iscritto, dal verso 10 dell’ Esortazione alla lode di Dio, risulta chiaro che esso venne già dall’inizio steso per iscritto (...).
Malgrado la grossolanità dello stile e gli imprestiti dalla Sacra Scrittura, in questa laude si ha, dunque, una testimonianza molto antica sulla preghiera di Francesco. Essa mostra come il Santo, nel pregare, si sentisse unito a tutte le creature: esse vengono tutte invitate a lodare e esaltare con lui il Signore, il Creatore.
In futuro non si potrà assolutamente prescindere da questo scritto nell’interpretazione del Cantico di frate Sole. Potrebbe infatti servire da chiave interpretativa del per polisenso di quel Cantico.
Qui, ad ogni modo, Francesco non loda il Creatore per o a causa delle sue creature, bensì attraverso di esse e con esse!
Riguardo alla terminologia, questa lauda ha ben poco di originale: quasi tutte le frasi sono tratte dalla Bibbia o dalla liturgia ecclesiastica; ma la loro originale composizione permette di gettare uno sguardo profondo nel mondo spirituale del Poverello di Dio.
Utile, inoltre, tener presente il gran numero degli invitati alla lode: ciò permette di cogliere l’ampiezza cosmica che lega questo canto con il più noto Cantico di frate Sole.
Al gruppo di uomini che devono lodare il Signore appartengono:
* tutti coloro che temono il Signore (v. 3);
* i figli di Dio (v. 7);
* Francesco stesso con il gruppo a lui unito: noi (v. 8);
* ogni spirito, oppure tutto ciò che respira (v. 9);
* tutti coloro che leggono quest’Esortazione alla lode di Dio (v. 10);
* tutti i bambini, i giovani e le fanciulle (vv. 13-14);
* anche tutto l’universo deve unirsi agli uomini nel lodare Dio:
* cielo e terra (v. 5), soprattutto i fiumi (v. 6);
* tutte le creature (v. 11) e tra queste specialmente gli uccelli (v. 12).

In questo canto di esortazione alla lode sono invitati l’intero universo e tutti gli uomini.
Persino gli Angeli e i Santi sono presenti nel grande coro.
Tuttavia essi, essendo in uno stato di perfezione, non possono venir esortati alla lode di Dio. A loro ci si deve rivolgere, soprattutto, con un atteggiamento di saluto e di riverenza. Per questo Maria è onorata con il saluto dell’Angelo Gabriele, e Michele è invocato a nostra protezione.
Quasi come il celebre Cantico di frate Sole, l’Esortazione alla lode di Dio è da considerare una testimonianza di liturgia cosmica, nella quale Francesco coinvolge l’universo intero e tutte le creature.
Il Cantico di frate Sole è più intriso di forza poetica, di colore e di musica. Tuttavia la dimensione universale e il tenore onnicomprensivo, che caratterizza la preghiera di Francesco, è presente già nell’Esortazione. Anzi, se si tengono presenti sia i numerosi “tutti” aggiunti ai versetti dei salmi, sia la menzione esplicita dei diversi gruppi di uomini e di creature e sia, infine, l’unità posta da Francesco tra questo mondo terreno e quello celeste degli Angeli e dei Santi, si potrebbe perfino dire che l’Esortazione alla lode di Dio contiene delle note universali più visibili e accentuate che non il Cantico di frate Sole.
Insieme alla dimensione cosmica, un altro tipico elemento del testo è la presenza in esso delle cose semplici e umili; con una preferenza speciale per ciò che è piccolo: tra tutti gli uomini Francesco nomina i bambini (pueri), i giovani e le fanciulle, tra le creature gli uccelli. Nel grande, il Santo ama ciò che è piccolo, perché ai suoi occhi esso diventa grande, significativo e prezioso. Ciò emerge anche dal fatto stesso che egli prenda una semplice tavola di legno, che doveva essere posta davanti ad un altare, come motivo per scrivere alcune righe e invitare i passanti e il mondo intero alla lode di Dio: «Temete il Signore e rendetegli onore!» (continua).

Tratto da: Paolo Rossi: Francesco d'Assisi e i suoi scritti autografi (con Tavole di Cristina La Porta).

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
redazione@sanfrancesco.com)

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