Convento di S. Francesco d'Assisi in Cetona
A sud-est del lago Trasimeno,
presso Chiusi, in provincia
di Siena, è l'ammirevole castello
di Cetona, tipico agglomerato medievale di case e casupole,
abbarbicate a spirale sulle ripide pareti di una turrita collina.
Nel territorio dell'avito borgo si trova uno degli insediamenti
più antichi del Centro Italia, risalente addirittura
a 40.000 anni fà, i cui resti possono essere osservati visitando
il suggestivo "Parco Archeologico di Belverde"
e le 25 grotte preistoriche; i reperti archeologici
ivi rinvenuti sono ospitati nel "Museo per la Preistoria
del Monte Cetona", a pianterreno del Palazzo
Comunale, museo definito dagli esperti "didatticamente
perfetto".
Da Cetona, incamminandosi per la via che
conduce a Sarteano, si raggiunge la chiesa
ed il Convento di S. Francesco.
Situato a ponente di Cetona, in luogo ameno
e pittoresco, il complesso minoritico guarda a levante
fino al lontano monte Subasio, alle cui
pendici frate Francesco dette inizio al
suo Movimento.
Nessuno dubita che S. Francesco, giunto
in questa terra, abbia voluto che anche tra le pendici del monte
Piesi "Madonna Povertà"
avesse i suoi seguaci: l'avvenimento è ricordato, da generazione
in generazione, con sentito orgoglio paesano.
Luca Wadding, antico cronista
francescano, nei suoi secenteschi "Annali",
annota: «Seraphicus Pater venit Scytonium non longe a Clusio
anno 1212» («il Serafico Padre
giunse a Cetona, non lontana da Chiusi, l'anno 1212»),
attribuendo la fondazione del Convento in detto anno,
ad opera dello stesso Francesco, il quale
lo lasciò in cura al fedele beato Egidio.
Egli, Francesco, fu contento di una povera
e rozza capanna dove pregare e contemplare le bellezze divine, dall'alto
del Pessulano (località sui fianchi
del monte in cui è ubicato il Convento).
Ma i buoni cetonesi - narra una antica cronaca
- vollero che i seguaci del Santo assisiate
«avessero più degno luogo dove riposare»
e, in una nobile gara di attività, portarono materiale da costruzione
e altro, al fine di costruire una «piccola chiesa e un conventino
di otto cellette».
Difficile stabilire l'autenticità di questa cronaca, ma un
fondo di verità vi è senz'altro, essendo realmente documentata
nelle fonti francescane la presenza di S.
Francesco nei pressi di Sartiano, e trovandosi, fra
i primi frati francescani, un «Guidus
Scytonesis» (si tratta, probabilmente, del beato
Guido Lucaroni da Cetona, discepolo del
beato Egidio).
Il Convento, quindi, risulta essere
uno dei più antichi della Toscana,
il secondo dopo quello della Verna.
Certa è la permanenza nel sacro centro
del Beato Egidio (compagno di
S. Francesco) e del Beato Pietro da Trequanda,
il quale, in questo luogo, lasciò la bella immagine della Madonna
del Soccorso, dipinta da Santo di Pietro.
Attualmente il complesso conventuale
consta di un grande fabbricato con numerose celle,
di un ampio portico e di una bella chiesa.
Il portale di accesso al Convento
è cinquecentesco e sull'architrave reca l'iscrizione «DOM.
PORTA A GETTUMULU PER FRANCISCE DIENOMEDES - VISITA 1505».
Dal portale si accede ad un chiostro lastricato,
al cui centro è una vasta cisterna
sotterranea per la raccolta dell'acqua piovana.
Il porticato, che gira tutto intorno al
chiostro, mostra alcuni elementi di rilievo
nei capitelli delle colonne di sinistra.
La chiesa (ricostruita una prima volta nel
sec. XIV nel luminoso stile gotico-francescano), posta di fronte all'ingresso,
si stacca per altezza dal colonnato e denota, nella struttura, la
sua esecuzione cinquecentesca.
Notevoli, nel suo interno, un crocifisso
ligneo, forse del sec. XV, che la tradizione fa risalire invece
a S. Francesco, e l'immagine della Madonna
del Soccorso, qui portata dal beato Pietro Trequanda
nel 1490.
I frammenti recuperati, testimoniano che tutta l'aula chiesastica
fosse affrescata, forse, dagli stessi artisti di Belverde.
L'affresco con i tre Santi francescani (S. Bernardino,
Beato Guido, Beato Leonardo) risale al sec. XV.
Sul lato sinistro del chiostro, dopo l'apertura
che immette nel vasto e curatissimo bosco, è una antico
e minuscolo oratorio.
Nel 1441 il florido luogo
passò agli Osservanti, successivamente
appartenne ai Riformati.
Sede di ritiro e noviziato,
il Convento aveva la possibilità di ospitare
comodamente circa 20 religiosi.
Fu chiuso nel 1975.
L'attuale destinazione del luogo a sede di "Mondo
X", una comunità impegnata nel recupero
dei tossicodipendenti, pur moltiplicandone la funzionalità
e piegandola alle nuove esigenze, non lo ha certamente privato del
clima di religiosità impregnato nelle pareti di queste costruzioni
francescane.
a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti: redazione@sanfrancesco.com)
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