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Approfondimento Storico e Sacro

Chiesa di S. Francesco in Città della Pieve

Limitrofa al Trasimeno, è la suggestiva Città della Pieve, la patria del Perugino (Pietro Vannucci).
Il medievale borgo risulta ingentilito, tra l'altro, dalla chiesa intitolata al Santo di Assisi.

L'edificio, situato appena fuori della Porta Perugina, presenta una bella facciata del sec. XIII .
La zona inferiore, al di sotto di una cornice rettilinea a dentelli, è caratterizzata da tre grandi arcate, di cui la centrale funge da ingresso.
Le ghiere delle tre arcate, poggianti al centro su capitelli di travertino decorate a fogliami, sono finemente decorate con motivi a scacchiera e ad ovuli allungati.
La tipologia e gli elementi stilistici della facciata sono in palese rapporto con la facciata della chiesa di S. Francesco a Chiusi e con quella del Duomo di Siena.

Il sacro edificio doveva essere terminato nel 1290: in quell'anno Nicolò V concedeva indulgenze a chi lo visitasse in determinate festività dell'anno.
La facciata è l'unica parte originaria rimasta a seguito della distruzione avvenuta nel 1766, per fare seguito alla riedificazione secondo il probabile progetto fornito dall'architetto Andrea Vici, al quale si deve anche l'annesso campanile.
All'interno si segnalano: nel primo altare di desta, Madonna in trono e Santi di Domenico Alfani (1520 c.) e, nel primo altare di sinistra, Pentecoste del Pomarancio.

Accanto alla chiesa è l'oratorio benedettino di S. Bartolomeo, acquistato dai francescani all'atto del loro insediamento (1280); all'interno, nella parete di fondo, è un grande affresco trecentesco con Crocifissione e Santi, conosciuto anche come Pianto degli Angeli, attribuito al senese Jacopo di Mino del Pellicciaio.

Anche il Convento, nel corso degli anni, ha subito radicali modifiche strutturali.
Qui giunse S. Bonaventura da Bagnoregio, Generale dell'Ordine Francescano, per processare frate Giovanni da Parma, sospettato di eresia.

Il complesso fu indemaniato a seguito dell'Unità d'Italia.
La chiesa, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata trasformata in Santuario della Madonna di Fatima.

L'anzidetta era la sede dei francescani Conventuali;, gli Osservanti, a partire dal 1512, si insediarono fuori le mura della città, in direzione Sud, edificando la chiesa e il Convento di S. Angelo al Monte (attuale cimitero), grazie ad un lascito di Bandino Bandini.
Ai francescani appartenne anche l'attuale chiesa campestre di S. Maria degli Angeli, edificata intorno al ‘300, in eleganti forme gotiche; il suo interno, a sala con archi ogivali, conserva numerosi affreschi di Scuola senese e orvietana dei secc. XIV e XV; tra questi, l’Annunciazione del senese Jacopo di Mino del Pellicciaio e la Natività dell’orvietano Leonardelli.

Le Clarisse, almeno dal 1252, sono nel Monastero di S. Lucia.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
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