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Approfondimento Storico e Sacro

Chiesa Nuova

La Chiesa Nuova, poco distante dalla Piazza del Comune, è un elegante costruzione secentesca a forma di croce greca, con cupola maggiore al centro e quattro più piccole in giro.
Fu edificata sul disegno raffaellesco di S. Eligio degli Orafi in Roma, da frate Rufino da Cerchiara, nel 1615, nel luogo che la tradizione, avente solide basi, indica quale dimora di Pietro di Bernardone.

Nella divisione dei beni tra i nipoti di Francesco, Piccardo e Giovannetto figli di Angelo di Pica (doc. datato 1253), Piccardo ricevette questa casa, in quanto, terziario francescano, era legato maggiormente allo zio Francesco.
Avendola successivamente perduta, la riscattò nel 1282, in occasione del primo centenario della nascita del Santo.
Su questo edificio puntò l'attenzione dei devoti di Francesco sin dal 1398, anno in cui iniziò ad essere citato negli itinerari dei pellegrini.

La chiesa fu costruita con il contributo di Filippo III, re di Spagna.
Narra M. Paola Barlozzini: «A seguito della morte del Ministro generale dell'Ordine dei ff.mm. fr. Giovanni Ierro, avvenuta improvvisamente il 7 novembre 1613, la Congregazione Generale, riunitasi a Madrid, elesse a reggere l'Ordine, ad complendum sexennium, il Vicario generale fr. Antonio de Trejo, spagnolo.
Egli scese in Italia per raggiungere la sua sede a Roma, nell'occasione passò per Assisi.
Rimase colpito dello stato di abbandono in cui era la casa paterna di san Francesco, in mano al laico sig. Giambattista Bini.
A Roma trovò il p. Paolo da Sulmona, Commissario per la Famiglia cismontana dell'Osservanza, ed altri frati desiderosi di acquistare la “casa paterna” per trasformarla in luogo di culto.
P. Antonio de Trejo, forte dell'amicizia con il Re di Spagna Filippo III, attivò la Consulta dell'Ambasciata di Spagna a Roma.
L'Ambasciatore, il 27 novembre 1614, inviò direttamente al re, la richiesta del Ministro Generale, di una straordinaria elemosina di 6.000 ducati, per acquistare la “casa” e trasformarla in un santuario.
Il re di sua mano sottoscrisse: “como os parece”.
Il 25 aprile 1615 il Ministro Generale dà mandato a fr. Antonio Marser di portarsi da Roma ad Assisi per procedere all'acquisto della “casa” che venne stipulato nel refettorio di S. Damiano, il 2 maggio successivo.
Il papa Paolo V ne autenticò l'atto con breve (10 luglio 1615) e ne benedisse la prima pietra.
Il 20 settembre, con solennissima processione, di popolo e di autorità, che mosse da S. Rufino, ci si portò sul luogo, dove il Ministro Generale fr. Antonio de Trejo, quale suprema autorità dell'Ordine, calò nell'apposita fossa la pietra benedetta.
(...) Di questo magnifico accordo di volumi, cupole e linee architettoniche rinascimentali si vorrebbe conoscere il progettista e disegnatore, sicuramente un nobile ingegno di scuola romana.
La tradizione scritta e orale ha fatto il nome di fr. Rufino di Cerchiara (Rieti) mandato da Roma a dirigere i lavori; da altri è però riconosciuto come semplice sovrastante all'opera.
Uno di questi è il nostro storico A. Cristofani che nelle sue Storie di Assisi ha scritto: “Se ne dice architetto un tal fr. Rufino della Cerchiara, artefice non rammentato da alcuno scrittore, e che io dubito forte non sia stato piuttosto semplice sovrastante all'edificio. M'è cagione dubitarne la singolare bontà di questo edificio, condotto con eccellenti proporzioni e simile più alle cose del buon tempo che non a quelle fatte nella corruzione dell'architettura”.
E così il Cristofani non ha sciolto il dubbio, ma ha formulato il più lusinghiero giudizio sul tempio finora mai da altri dato
».

La Chiesa Nuova sorge, quindi, sul luogo dove era la casa paterna di S. Francesco.
Qui vissero il padre Pietro di Bernardone, la madrePica, Francesco ed il fratello minore Angelo.
Sulla piccola piazza antistante, un monumento in bronzo di Roberto Joppolo raffigura i Genitori di Francesco (1984).
Sulla sommità del portale esterno della chiesa è scritto quello che storia e tradizione hanno tramandato: «La casa dei genitori di Francesco è diventata tempio di Dio; mentre il carcere dove fu rinchiuso dal padre è ancora visibile».

La chiesa (1615), come già riferito, è una raffinata costruzione a croce greca, con una cupola maggiore e quattro minori sui bracci della crociera, ispirata al disegno raffaellesco di Sant'Eligio degli Orafi in Roma.
In essa è possibile vedere il "carcere" di S. Francesco, ossia un angusto spazio dove il Santo fu rinchiuso dal padre che non ne capiva il cambiamento.
L'interno è decorato da pregevoli affreschi di Cesare Sermei e Giacomo Giorgetti, entrambi del sec. XVII.

Francesco, nato nel 1182, trascorse qui i primi ventiquattro anni di vita.
Qui (probabilmente nella attuale zona del presbiterio) ebbe il sogno illustrato dal Sermei sulla pala d'altare: vide un castello con armi e vessilli ed udì una voce: «questo è preparato per te e per i tuoi se mi seguirai». Francesco pensò di essere chiamato a diventare cavaliere non comprendendo ancora che il suo "cavalierato" non era per la guerra, ma per la sequela di Cristo.
Da questo luogo iniziò l'avventura cristiana del Santo: l'incontro con il lebbroso; la voce del Cristo in S. Damiano che lo coinvolge per il restauro della chiesa; l'addio alla famiglia con la rinuncia dei beni davanti al vescovo.

Visitata la chiesa si procede verso la parte esterna del Santuario, passando per la porta che è alla sinistra di chi guarda l'altare principale.
Scesi alcuni gradini, è bene rivolgere l'attenzione indietro, per vedere i tre portali che erano gli ingressi della antica dimora.
In questo modo è desumere come la casa di S. Francesco sia stata trasformata in chiesa.
In fondo alle scale si può visitare quel che resta del vecchio piano terra: cioè una parte del fondaco dove Francesco lavorava e vendeva stoffe. Qui avvenne un altro episodio di generosità: si era presentato al giovane un povero a chiedere l'elemosina. Francesco lo aveva trascurato ed il mendico se ne era andato. Ma quando il giovane mercante si avvide della propria grettezza, lo rincorse lungo queste viuzze e gli riversò generosamente in mano quanto aveva in tasca.
Si noti anche la vecchia strada ora inglobata nel Santuario.

Annessa al convento è una preziosa Biblioteca dove sono raccolte preziose edizioni antiche.
La Biblioteca è ricca di 60 codici pergamenacei anche miniati; 114 incunaboli; 174 bolle e pergamene con rispettivi cataloghi a stampa, cinquecentine e molte edizioni antiche e rare per un totale di 16.000 volumi riguardanti il francescanesimo.

Rapporti tra la Chiesa Nuova e S. Francesco d'Assisi:

- Francesco giovanissimo: Leggenda dei tre compagni, cap. I, nn. 2, 3.
- Dormendo nella sua casa Francesco fa un sogno premonitore: Leggenda dei tre compagni, cap. II, n. 5.
- Francesco e la sua casa: Leggenda dei tre compagni, cap. III, n. 9.
- Francesco rinchiuso in casa dal padre: Leggenda dei tre compagni, cap. VI, nn. 17, 18.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
redazione@sanfrancesco.com)

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