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Approfondimento Storico e Sacro

Chiesa di S. Giacomo di Murorupto

La chiesa romanica di S. Giacomo “de murorupto” (così chiamata perché addossata a un tratto della cinta urbica, la cui utilizzazione come "porta" aveva finito col confermare le frequenti distruzioni subite dalla città in quel punto, e dedicata a S. Giacomo, forse perché l’assisano libertino, sulle cui terre fu eretta, si era recato, in espiazione dei suoi delitti, a S. Giacomo di Compostela), a detta della tradizione, fu fondata nel 1088 dall’abate di Farfa Bernardo I, grazie al lascito di Ubertino di Guittone di Leto di Assisi, ad espiazione di una penitenza di trecento anni intimatagli dal vescovo di Gubbio.

Nel 1257 la chiesa fu ceduta dai Benedettini di Farfa alle monache di S. Damiano - dette le "Povere Dame" - ma solo due anni più tardi, S. Giacomo "de murorupto" entrò in possesso dei canonici di S. Rufino, che lo tennero fino al 1458, anno in cui la chiesa e le case, utilizzate come abitazione dal parroco, furono affidate alle monache di S. Donato de Fibrulle (S. Donato di Flebile), che ne fecero un vasto e comodo monastero.
Nel 1595 fu eretta una nuova chiesa di S. Giacomo, aperta sia ai fedeli che alle monache di clausura, le quali potevano assistere alle funzioni attraverso una grata posta sull'alto delle pareti laterali.
Nello stesso periodo fu costruito anche un nuovo dormitorio.
Edificata la nuova chiesa, quella antica venne adibita a sepolcreto delle monache defunte e ribatezzata "la chiesa dei morti".

Resistito alla bufera della Rivoluzione francese e alle soppressioni napoleoniche, nel 1897 l'antico monastero fu incamerato dal Governo Subalpino che lo cedette al Municipio d'Assisi.
Come in altre città italiane, anche ad Assisi in quel periodo si cominciò a sentire il bisogno di provvedere alla miseria estrema di tante ragazze, che vivevano nell'abbandono prive di istruzione e di educazione. Per questo, nel 1902, nei locali dell'ex monastero benedettino, venne inaugurato un nuovo "laboratorio", intitolato a S. Francesco, una sorta di "collegio" destinato all'educazione e alla formazione professionale delle cosidette "figlie del popolo".
A reggere le sorti del "laboratorio" furono scelte le suore Figlie di Sant'Anna, le quali, oltre a tenere corsi di maglieria, sartoria e ricamo, si adoperarono per restaurare l'ormai fatiscente chiesa eretta nel 1595, riaperta nel 1928.
Grazie all'opera del professor Fioravante Caldari, per diversi anni presidente della Fondazione S. Francesco, la struttura si mantenne in un ottimo stato di conservazione e, pur mantenendo la sua funzione di centro di formazione professionale, venne trasformata in una casa religiosa di ospitalità.
Le suore di Sant'Anna, che gestirono il "laboratorio" fino agli anni '80, passarono la mano alle suore delle Sacre Stigmate, le quali, a loro volta, furono sostituite dalle suore francescane angeline, che tutt'ora reggono l'Istituto.


La chiesa di S. Giacomo de Murorupto è situata nei pressi di Porta S. Giacomo ad Assisi.
Il sacro edificio, al quale si accede lateralmente attraverso un atrio porticato caratterizzato da archi sorretti da tozze colonne, presenta semplice facciata in pietra locale.
L’interno, con pianta a croce latina, è ad un’unica navata divisa in tre campate mediante robusti archi impostati direttamente sulle pareti, caratterizzate da pietre conce scoperte
Il transetto, non perfettamente in asse con la navata, è coperto da una volta a crociera nella campata mediana e da due volte a botte nelle laterali.
Nella zona presbiteriale, l’abside, a sesto acuto, è situata nella nicchia dell’altare maggiore, la cui mensa è sorretta da un cippo dell’epoca, e prende luce da una finestra rettangolare aperta nell’abside stessa, che vede, affiancate, due absidiole laterali.
Alle pareti sono affrescate una Maestà e una S. Caterina databili sec. XV, mentre nella sagrestia, a destra, è un affresco con Madonna e Santi attribuito ad un collaboratore di Dono Doni (1536).
La parte esterna dell’abside, ancora in parte coperta, è a cortina, ornata di agili colonnette e di un’elegante centina di marmo.
Rimangono altresì una parte del chiostro con due bifore ad arco, rette da rozze colonnine, aperte nel muro, e il pozzo.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
redazione@sanfrancesco.com)

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S. Giacomo di Murorupto
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S. Giacomo di Murorupto
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