Pian d'Arca
Presso Cannara, in località
Pian d'Arca, è un monumento eretto nel 1926
(in occasione del VII centenario della nascita del Santo di Assisi
), in ricordo della predicazione che S. Francesco avrebbe
tenuto lì agli uccelli (molti sostengono che
la predica non sia avvenuta proprio nel luogo dove è l'edicola,
bensì in aperta campagna, a 500 mt. circa ad est della cappellina
stessa. Il posto è segnato da un cippo).
L'effige di S. Francesco è stata
dipinta dal pittore Castore Vignaioli, mentre
gli uccellini in volo sono stati modellati dallo scultore Bruno
Bini.
Narrano i "Fioretti":
«(...) venne (Francesco) tra Cannaio
e Bevagno. E passando oltre con quello fervore, levò
gli occhi e vide alquanti arbori allato alla via, in su' quali era
quasi infinita moltitudine d'uccelli; di che santo Francesco si maravigliò
e disse a' compagni: "Voi m'aspetterete qui nella via, e io andrò
a predicare alle mie sirocchie uccelli".
E entrò nel campo e cominciò a predicare alli uccelli
ch'erano in terra; e subitamente quelli ch'erano in su gli arbori
se ne vennono a lui insieme tutti quanti e stettono fermi, mentre
che santo Francesco compiè di predicare, e poi anche non si
partivano infino a tanto ch'egli diè loro la benedizione sua.
E secondo che recitò poi frate Masseo a frate Jacopo da Massa,
andando santo Francesco fra loro, toccandole colla cappa, nessuna
perciò si movea.
La sustanza della predica di santo Francesco fu questa: "Sirocchie
mie uccelli, voi siete molto tenute a Dio vostro creatore, e sempre
e in ogni luogo il dovete laudare, imperò che v'ha dato la
libertà di volare in ogni luogo; anche v'ha dato il vestimento
duplicato e triplicato; appresso, perché elli riserbò
il seme di voi in nell'arca di Noè, acciò che la spezie
vostra non venisse meno nel mondo; ancora gli siete tenute per lo
elemento dell'aria che egli ha deputato a voi.
Oltre a questo, voi non seminate e non mietete, e Iddio vi pasce e
davvi li fiumi e le fonti per vostro bere, e davvi li monti e le valli
per vostro refugio, e gli alberi alti per fare li vostri nidi.
E con ciò sia cosa che voi non sappiate filare né cucire,
Iddio vi veste, voi e' vostri figliuoli. Onde molto v'ama il vostro
Creatore, poi ch'egli vi dà tanti benefici, e però guardatevi,
sirocchie mie, del peccato della ingratitudine, e sempre vi studiate
di lodare Iddio".
Dicendo loro santo Francesco queste parole, tutti quanti quelli uccelli
cominciarono ad aprire i becchi e distendere i colli e aprire l'alie
e riverentemente inchinare li capi infino in terra, e con atti e con
canti dimostrare che 'l padre santo dava loro grandissimo diletto.
E santo Francesco con loro insieme si rallegrava e dilettava, e maravigliavasi
molto di tanta moltitudine d'uccelli e della loro bellissima varietà
e della loro attenzione e famigliarità; per la qual cosa egli
in loro divotamente lodava il Creatore.
Finalmente compiuta la predicazione, santo Francesco fece loro il
segno della Croce e diè loro licenza di partirsi; e allora
tutti quelli uccelli si levarono in aria con maravigliosi canti, e
poi secondo la Croce ch'avea fatta loro santo Francesco si divisono
in quattro partì; e l'una parte volò inverso l'oriente
e l'altra parte verso occidente, e l'altra parte verso lo meriggio,
e la quarta parte verso l'aquilone, e ciascuna schiera n'andava cantando
maravigliosi canti; in questo significando che come da santo Francesco
gonfaloniere della Croce di Cristo era stato a loro predicato e sopra
loro fatto il segno della Croce, secondo il quale egli si divisono
in quattro partì del mondo; così la predicazione della
Croce di Cristo rinnovata per santo Francesco si dovea per lui e per
li suoi frati portare per tutto il mondo; li quali frati, a modo che
gli uccelli, non possedendo nessuna cosa propria in questo mondo,
alla sola provvidenza di Dio commettono la lor vita.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen»
(Fioretti, cap. XVI).
a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti: redazione@sanfrancesco.com)