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Approfondimento Storico e Sacro

Deruta

Deruta, cittadina nota in tutto il mondo per la sua antichissima produzione di ceramiche, è un antico centro umbro, situato su una ridente collina, nella Valle del Tevere.
A ridosso dell'antica cinta muraria, si trova il borgo più vecchio, da dove, salendo per tre porte dell'antico sistema difensivo, si accede al centro storico.
La principale porta d'accesso è chiamata Porta S. Angelo, le altre minori sono dette Porta Perugina e Porta del Borgo o Tuderte.
Nel centro storico svettano le due torri civiche ed il campanile della chiesa di S. Francesco.

Non si conoscono particolari della vita di S. Francesco che abbiano avuto Deruta quale luogo; ma è noto che qui risiedé a lungo uno dei primi e più devoti compagni dell'Apostolo umbro: il beato Egidio d'Assisi; forse la sua abitazione fu alla base della chiesa intitolata al Santo assisiate, dove, quindi, dovrebbe essere giunto più volte lo stesso Serafico Padre.

Certamente legata a S. Francesco Deruta fu per devozione, come testimoniano le tante opere d'arte e d'artigianale che si rifanno a lui.
Artisti ed artigiani derutesi lavorarono per la costruzione della Basilica di S. Francesco in Assisi; ad essi si fanno risalire i pavimenti in ceramica sia della Basilica Superiore che della chiesina della Porziuncola, i cui resti documentano l'attività di ceramica derutese dal sec. XIII in poi.

Va ricordato che tra i grandi personaggi della ridente cittadina, si annovera il francescano frate Girolamo da Deruta, noto anche come "il Diruta", musicista, musicologo e lettore all'Università di Pisa.

La trecentesca chiesa di S. Francesco in Deruta, dalla chiara fisionomia romanico-gotica, è caratterizzata da due portali ogivali, da una serie di bifore e da un campanile, del sec. XIV, a sua volta forato da bifore ogivali sovrapposte.
Bella l'abside poligonale.
Alla chiesa era annesso un capiente Convento, ove, il 20 ottobre 1264, morì papa Urbano IV.

L'interno della sacra aula, come consuetudine nelle chiese francescane, è ad unica navata con copertura a capriate.
Vi sono conservati affreschi votivi del sec. XV; nella nicchia, a sinistra, si ammirano: la Vergine tra i SS. Francesco e Bernardino, attribuito a Domenico Alfani (1520 c.) e i SS. Girolamo e Antonio, attribuito a Giovan Battista Caporali.
Tra gli altri interessanti affreschi di Scuola umbro-senene dei secc. XIV e XV, da osservare con particolare attenzione il Martirio di S. Caterina d'Alessandria (1339).

All'interno è anche la "Campana della canonizzazione di S. Francesco", datata 1228; nella lapide posta accanto si legge:

Questa campana
fusa per celebrare la canonizzazione
di S. Francesco,
dai suoi frati portata dal Sacro Convento
a Deruta,
dove sconosciuta lungamente rimase.
Nel VII centenario della morte del Santo,
alla devota ammirazione venne ridonata

A detta degli esperti, la chiesa, consacrata nel 1388, dovrebbe essere - senza dubbio - molto più antica, considerato che si dice «distrutta dal terremoto del 1303».
Vi abitarono i frati Minori Conventuali sino al 1652; oggi è chiesa parrocchiale.
L'ex Convento ospita il Museo della ceramica, che presenta la storia della produzione della ceramica di Deruta dal '300 al '900.


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
redazione@sanfrancesco.com)