Il Romitaggio di Brogliano e l'"Osservanza"
Le prime notizie relative a questo piccolo
Eremo francescano, presumibilmente fondato nell'ultimo
decennio del sec. XIII nella fitta e solitaria selva
di Brogliano, a circa tre chilometri a nord di Colfiorito,
esattamente al confine fra il territorio di Foligno e quello di Camerino,
risalgono al 1297, anno in cui frate
Ranuccio di Francesco, procuratore dell'insediamento,
e già fondatore di un ospizio per i poveri a Colfiorito,
riceveva la donazione di alcuni beni.
Ben poco tuttavia si conosce dei suoi primi abitatori, che comunque,
sulla base delle poche notizie disponibili, sembrano esser stati,
sin dall'origine, particolarmente vicini a quei gruppi di dissidenti
francescani, i cosiddetti "Spirituali",
i quali, proponendosi di osservare alla lettera la Regola
e il Testamento di S. Francesco, ed entrando sovente
in conflitto con i vertici del proprio Ordine e con l'autorità
pontificia, fino a porsi ai margini dell'ortodossia, furono spesso
oggetto di persecuzioni da parte della gerarchia ecclesiastica.
Quel che è certo è che il Romitorio di Brogliano,
grazie anche alla sua posizione strategica, costituì in più
di una circostanza un sicuro rifugio per quegli "Spirituali"
desiderosi di sottrarsi alle persecuzioni, e al tempo stesso di mantenere
i contatti con gli altri sostenitori del proprio Movimento.
Fra questi vi fu frate Giovanni da Valle (†1351), proveniente dal Convento folignate di S. Francesco, insediamento noto per la sua vicinanza alle tesi della dissidenza francescana, il quale, forse, trovò nel piccolo convento di confine, dove sarebbe rimasto sino alla morte, anche un luogo sicuro per sfuggire alla grande inquisizione ordinata, nel 1334, da papa Giovanni XXII.
A Brogliano trovò rifugio,
dal momento della sua scarcerazione sino al giorno della sua morte,
anche frate Gentile da Spoleto (†1362),
vittima della rinnovata politica intransigentemente antispirituale
messa in atto dal cardinale Albornoz per
conto di papa Innocenzo VI, il quale, annullando
i privilegi concessi dal suo predecessore (Clemente VI)
a Gentile e ad altri dodici confratelli,
pose fine al cosiddetto "Moto gentiliano".
Successivamente, verso il 1368, in corrispondenza
di una ulteriore persecuzione nei confronti dei "fraticelli",
il piccolo Convento di Brogliano accolse
frate Paoluccio Trinci, membro di una nobile famiglia
folignate, entrato giovanissimo nel Convento francescano della sua
città, ed allora reduce da una lunga esperienza di volontaria
reclusione nella torre del campanile del duomo di Foligno.
Avendo ottenuto nel corso di un Capitolo provinciale dell'Ordine,
come pretendono alcune testimonianze, il permesso di ritirarsi
a Brogliano insieme ad alcuni confratelli, Paoluccio
diede ben presto vita ad un Movimento semi-eremitico,
volto a conciliare la fedeltà alla Regola di Francesco
con il pieno rispetto dell'ortodossia, e
caratterizzato dalla povertà, dalla
preghiera e dal silenzio.
Tale Movimento venne ben presto riconosciuto
e approvato da papa Gregorio XI, costituendo
così il nucleo originario di quella Osservanza
francescana (che il popolo, a causa dei rozzi
zoccoli di legno che completavano il povero abito adottato
da tali religiosi, denominò familiarmente come Ordine
degli Zoccolanti) destinata ad una rapida espansione
nel territorio italiano e, pressoché
contemporaneamente, in quello spagnolo.
Le successive vicende del Convento e
della comunità di Brogliano,
che certamente già prima della morte di Paoluccio
(1391) non era più il centro dell'Osservanza,
non sono particolarmente documentate, anche a causa della dispersione
del suo archivio.
E' comunque certo che il 16 giugno del 1511,
nel corso del suo viaggio di ritorno da Bologna a Roma, vi sostò
papa Giulio II, il quale in tale circostanza,
su richiesta del guardiano del Convento,
frate Onofrio da Foligno, concesse una indulgenza plenaria
perpetua nel giorno della festa di S. Bartolomeo, a
tutti coloro che avessero visitato la chiesetta dell'Eremo.
Dalle poche ulteriori notizie sembra potersi comunque
dedurre che nei secoli successivi il piccolo Convento,
raramente frequentato dai fedeli ed abitato da frati di scarsa cultura,
per lo più dediti all'apostolato e alla cura d'anime nelle
parrocchie limitrofe, conobbe un periodo di progressiva
decadenza.
Soppresso durante la rivoluzione francese,
e quindi definitivamente chiuso con l'Unità d'Italia,
l'Eremo di Brogliano fu acquisito da privati, i quali,
tuttavia, non seppero impedire il progressivo deterioramento delle
strutture conventuali, fortunatamente sottratte al totale degrado
dall'intervento dei padri Somaschi, che
nel 1961 hanno acquistato e restaurato l'antico complesso,
fortemente lesionato dal sisma del settembre-ottobre 1997.
a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti: redazione@sanfrancesco.com)
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