Convento di S. Bartolomeo di Marano
Negli immediate vicinanze di Foligno, la
famiglia Trinci, in omaggio al beato
Paoluccio, volle edificare un Convento,
intitolato a S. Bartolomeo: è il S.
Bartolomeo di Marano (così detto per la sua vicinanza
alla fonte Marana), con la superba facciata
e i bei chiostri, che si innalza grandioso sul colle, attorno alla torre
fortilizia di Uppello, in cui aveva già abitato
frate Paoluccio Trinci, per sottrarsi alle persecuzioni
dei confratelli.
La struttura - come accennato - venne fatta costruire, a partire dal
1408, da Ugolino Trinci
ed ultimata, nel 1415, dal figlio Nicolò,
con lo scopo di ospitare i frati dell'Osservanza francescana
promossa da frate Paoluccio.
La facciata attuale della chiesa risale al
1731-36: il progetto è stato erroneamente attribuito al celebre
architetto folignate Giuseppe Piermarini,
ma la data di inizio lo esclude (il Piermarini
nasce nel 1734); probabilmente è da attribuirsi all'architetto
Filippo Neri di Foligno ed eseguita dal Bernasconi
di Vescia.
La chiesa, di stile barocco, fu ampliata nel
1600-1700, unitamente al chiostro e al Convento.
All'interno, sulla destra, la parte più
pregiata è costituita dalla cappella di S. Bartolomeo,
dove si ammira il dipinto raffigurante il Martirio di S. Bartolomeo,
ultima opera di Nicolò Alunno, terminata
dal figlio Lattanzio (1503).
Nel timpano è rappresentato la mezza
figura di S. Bartolomeo attribuito allo stesso Lattanzio.
Sull’altare è una tela che raffigura Madonna con Bambino
e Santi del XVII.
Di fronte alla cappella di S. Bartolomeo se
ne apre una seconda, simmetricamente disposta, contenente, in scala
ridotta, una copia fedele del Santo Sepolcro di Gerusalemme
(1676); sotto la mensa dell'altare del sacello
è una scultura lignea del Cristo morto, dei primi del
300.
Ammirevole è la tela, attribuita a Tommaso Nasini,
raffigurante i SS. Giovanni da Capestrano e Pasquale Baylon.
Presso l’altare maggiore, una tavola
attribuita a Felice Damiani raffigura Maria
al Calvario e i SS. Gioacchino e Anna.
Ai lati di detto altare sono le statue di
S. Francesco e di S. Bartolomeo.
A sinistra del presbiterio è La
Veronica, tavola di Nicolò Circignani; a destra
si trova una tela rappresentante il Beato Antonio da Stroncone.
Dietro l’altare maggiore si notano tracce
di un dipinto del quattrocento attribuito a Bartolomeo di
Tommaso rappresentante una grande Crocifissione.
Altre opere d'arte da ammirare sono: il coro ligneo
di stile certosino e, nella sagrestia, armadi e
genuflessori a intaglio e intarsio di ottima fattura (sec. XVII).
L'ingresso al Convento fu decorato da frate
Ippolito Lemmi da Coceto (Orvieto) con sedici
storie della Beata Angela da Foligno; allo stesso autore
si deve la decorazione a tempera del chiostro
(1714) con un ciclo di 24 storie del beato Paoluccio Trinci,
che narrano:
I) La nascita di Paoluccio
II) Paoluccio e la sua vita di pietà
III) Paoluccio e la professione di fede
IV) Paoluccio chiede l’elemosina per umiltà
V) Paoluccio ha la visione della Madonna e di S. Francesco che lo
liberano dalla morte
VI) Paoluccio ottiene dal papa di poter vivere in conformità
alla Regola e al Testamento di S. Francesco
VII) Paoluccio restaura il Convento di S. Bartolomeo di Brogliano
VIII) Paoluccio, per l’asprezza del luogo, adotta zoccoli
in legno
IX) Paoluccio è ritratto tra Giovanni da Valle, suo precursore,
e Giovanni da Stroncone, suo successore
X) Nuovo fervore dei minoriti
XI) Visione dell’Albero dell’Ordine che, sostenuto dal
beato Paoluccio, rinvigorisce
XII) Paoluccio e la disputa con i fraticelli di Perugia
XIII) I Conventuali di Perugia concedono a Paoluccio S. Francesco
al Monte
XIV) Paoluccio si reca al Convento di Perugia
XV) Allegoria di Santi e Sante dell’Osservanza
XVI) Paoluccio ritorna nella solitudine di Brogliano
XVII) Estasi del beato Paoluccio
XVIII) Paoluccio perde la vista
XIX) Paoluccio e il rapimento in Dio
XX) Paoluccio e il suo spirito profetico
XXI) Paoluccio prega entro una torre che sembra in fiamme
XXII) Paoluccio torna da Brogliano a Foligno
XXIII) Morte del beato Paoluccio
XXIV) Prodigi operati presso la sua tomba
Il chiostro, a sei arcate per lato sostenute
da pilastri poligonali, fu costruito nel 1712-13.
Il lato del chiostro più prezioso è
quello del primitivo conventino, fatto costruire
da Nicolò Trinci (circa 1406-15) e
voluto da frate Paoluccio Trinci (1309-1391),
figura emblematica, che in questa terra folignate rilanciò e
visse l'autentico ideale di Francesco d'Assisi.
a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti: redazione@sanfrancesco.com)
Altri Luoghi dello Stesso Itinerario
Il Romitaggio di Brogliano e l'"Osservanza"
Le prime notizie relative a questo piccolo Eremo francescano, presumibilmente fondato nell'ulti…
Monasteri di Clarisse
Parlando della "Foligno francescana", debito accennare ai suoi Monasteri di Clarisse. Le "Pover…
Il Beato Paoluccio Trinci da Foligno
Il beato Paoluccio Trinci nacque nel 1309 e morì nel 1391. Tra la fine del sec. XIV e gli inizi…