Spedizione Espressa GRATUITA in Italia per ordini da € 149,00
Approfondimento Storico e Sacro

Convento di S. Francesco d'Assisi in Lugnano

Nel 1229, dopo la morte del Santo, la popolazione di Lugnano per gratitudine fece erigere, sul «Colle del miracolo», il Convento e la chiesa di S. Francesco d'Assisi.

Nel sec. XIV il complesso minoritico passò all'Osservanza.
Ampliato nel 1622, fu soppresso nel 1863 (1867 secondo altre fonti) e, tornato ai frati, fu venduto a privati nel 1957.

Importanti notizie circa il Convento di Lugnano sono raccolte nel manoscritto "Umbria Serafica" di frate Agostino da Stroncone.
Dalla cronaca si ricava che attorno al Convento ruotò la vita culturale e religiosa di tutto il territorio, e che nella prima metà del sec. XVII esso assunse la funzione di centro organizzativo dell'Ordine francescano umbro.
Sulla scorta dei documenti reperibili e dei manoscritti di Agostino da Stroncone, è stato possibile tracciare sommariamente un profilo storico e cronologico dei sostanziali mutamenti che dovettero interessare questo centro conventuale.

Nel 1608 fu edificato il chiostro, e di lì a pochi anni, nel 1622, fu ampliata «e quasi rifatta di pianta» la chiesa.
Altri lavori seguirono nei decenni successivi; al 1636 risale la decorazione del chiostro (nel quale, come consuetudine, sono raffigurate Storie di S. Francesco).
Utili le indicazioni relative all'altare maggiore che «fu fatto» nel 1619 (così come la volta del coro), e ornato nel 1662; due anni prima era stata decorata con stucchi la Cappella di S. Francesco (in cui si trova la tela attribuita a Giovanni Antonio Polinori). Nel 1699 furono eseguiti Dodici quadri raffiguranti gli Apostoli, e nel 1702 altri otto quadri «ne quali son dipinti li santi nostri».
Nel 1708 fu realizzato «l'ornamento» della Cappella di S. Antonio da Padova.
Purtroppo, come risulta da un documento del 1866, l'archivio, cui le testimonianze scritte relative al convento continuamente rimandano, è andato distrutto.

All'interno della chiesa, l'opera più insigne è la cosiddetta "Macchina d'altare" (sul retro mostra la data 1663), dipinta a tempera e fregiata in oro; al centro è una scultura policroma raffigurante Cristo Crocifisso; l'opera è attribuita al cosiddetto Giovanni "Tedesco".
Ai lati del Crocifisso, adattate sopra le porte di accesso al coretto dei frati, sono: la Vergine dolente (a destra) e S. Giovanni Evangelista (a sinistra); le due tele, ad olio, sono di un pittore attivo tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento.
Sulla cimasa è raffigurato l'Eterno benedicente; l'opera, anch'essa ad olio, è attribuita ad un artista del sec. XVII.

Delicatissimo è il ciborio, sul cui retro è la seguente iscrizione: «Questo Tabernacolo e scalinata, e ornamenti sopre le porte, furno fatte l'anno 1695, in tempo della guardiania del P. Giuseppe Maria Miliardi di Stroncone con denari del Convento».

Nel primo altare a destra, vi è un ridipinto un affresco quattrocentesco, raffigurante il Miracolo operato da S. Francesco a Lugnano.

Da una Cronaca della prima metà del secolo scorso, si apprende: «Lugnano. Convento legato alla memoria di S. Francesco. Egli lo avrebbe aperto nel 1219, in seguito ad una predicazione conclusa con un miracolo.
Il Wadding lo dice edificato nel 1229 dall'entusiasmo e devozione del popolo per la recente canonizzazione di S. Francesco.
E' un bel convento in gran parte costruito da fabbricati edificati nei secc. XV e XVI; nel quale tempo i religiosi lo avevano destinato ad infermeria. E' da ricordarsi la lunga permanenza e la morte del beato Raffaele da Norcia, confessore delle Clarisse di Lugnano.
La chiesetta ad unica navata del 1500 ha un bel porticato antistante e affreschi dello stesso secolo, come pure i quadri di ignoti autori.
Per la soppressione del 1863 venne chiuso e lasciato al demanio in abbandono e in preda alle ruberie per qualche decennio.
Acquistato dal conte Pannicelli, da questi passò ai religiosi di Maria Immacolata.
Nel 1931 fu riacquistato dai frati Minori, che da allora hanno cercato di restaurarlo decorosamente.
Nel 1948 la parte restante, pure restaurata dalla Congregazione della Carità, è stata assegnata in affitto temporaneo ad un ricovero di poveri vecchi.
I religiosi dirigono la congregazione del Terz'Ordine e prestano servizio giornalmente nel ricovero dei vecchi, nella chiesa collegiata e nei paesi vicini»
(P. Francesco Pascolini o.f.m., Breve Storia e Attività dei Conventi e Monasteri della Provincia Serafica di S. Francesco).

Lo Iacobilli, narrando la "Vita" del predetto B. Raffaele, informa che il giovane, abbandonata la facoltà di medicina, entrò nel convento di S. Francesco al Monte, nel territorio di Norcia; successivamente venne trasferito nel convento di Cascia, dove fu devoto discepolo del B. Ambrogio da Milano, il quale «gli predisse che hor dimorerebbe nel Convento di Pantanello, e hora a Lugnano, come si verificò (...). Era dotto, e buon Confessore; ma per esser impedito di lingua, mai predicò; e per atto di carità esercitava l'offitio di Esorcista, liberando gl'indemoniati.
Fù mandato da' suoi Superiori per Confessore nel Monastero delle Monache di Santa Chiara di Lugnano, Castello della Diocesi di Amelia, eretto l'Anno 1470 sotto il terz'Ordine di San Francesco; ove per lo spatio di diciott'anni esercitò quell'offitio con molta carità, e esempio.
Una notte gli apparve l'Anima d'uno morto alcun'anni avanti, pregandolo ad aiutarla per la sua liberatione; pregò Dio per quall'Anima; e fù liberata. Il Signor'Iddio lo dotò del dono delle lacrime, che dirottamente spargeva in pensar alli peccati suoi, e del prossimo; e in contemplare la Passione di Nostro Signore, e fù anche privilegiato da Dio dello Spirito della Profetia, con il quale predisse molte cose, che poi successero.
Avanti la sua ultima infermità gli apparve il detto Beato Ambrogio; e gli disse, che si preparasse alla morte, perché presto saria andato a trovarlo nell'altro secolo: e così il Beato Raffaele quattro giorni avanti la sua morte la predisse alli frati; e ad una monaca di quel Monastero.
S'infermò nel Convento di San Francesco, appresso il detto Castello di Lugnano; e ricevuti con molta divotione gli ultimi santissimi sacramenti, se ne passò con molt'essempio, e santità al suo Signore a dì ventidue di Giugno, circa l'Anno 1540.
Il suo corpo fù sepolto con gran veneratione nella Chiesa di detto Convento di S. Francesco, concorrendo a riverir il suo corpo quasi tutti gli abitatori di Lugnano»
(L. Iacobilli, Vite I).

***


Da segnalare, nei dintorni di Lugnano, il Convento di S. Antonio o dei Cappuccini, immerso in un meraviglioso boschetto di cerri, e edificato con opere volontarie degli abitanti del castello, su interessamento del Comune, nel 1579.
Qui, subito dopo la sua ordinazione sacerdotale in Amelia (24 settembre 1580), visse per qualche tempo S. Giuseppe da Leonessa (1556-1612), il cosiddetto «Evangelizzatore dei Poveri».

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
redazione@sanfrancesco.com)