Convento di S. Francesco d'Assisi in Lugnano
Nel 1229, dopo la morte del Santo, la popolazione di Lugnano per gratitudine fece erigere, sul «Colle del miracolo», il Convento e la chiesa di S. Francesco d'Assisi.
Nel sec. XIV il complesso minoritico passò
all'Osservanza.
Ampliato nel 1622, fu soppresso
nel 1863 (1867 secondo altre fonti)
e, tornato ai frati, fu venduto a privati nel 1957.
Importanti notizie circa il Convento
di Lugnano sono raccolte nel manoscritto "Umbria
Serafica" di frate Agostino
da Stroncone.
Dalla cronaca si ricava che attorno al Convento
ruotò la vita culturale e religiosa di tutto il territorio,
e che nella prima metà del sec. XVII esso assunse la
funzione di centro organizzativo dell'Ordine francescano
umbro.
Sulla scorta dei documenti reperibili e dei manoscritti di
Agostino da Stroncone, è
stato possibile tracciare sommariamente un profilo storico
e cronologico dei sostanziali mutamenti che dovettero interessare
questo centro conventuale.
Nel 1608 fu edificato
il chiostro, e di lì a pochi
anni, nel 1622, fu ampliata «e
quasi rifatta di pianta» la chiesa.
Altri lavori seguirono nei decenni successivi; al 1636
risale la decorazione del chiostro
(nel quale, come consuetudine, sono raffigurate Storie
di S. Francesco).
Utili le indicazioni relative all'altare maggiore
che «fu fatto» nel 1619
(così come la volta del coro),
e ornato nel 1662; due anni prima
era stata decorata con stucchi la Cappella di
S. Francesco (in cui si trova la tela attribuita
a Giovanni Antonio Polinori). Nel
1699 furono eseguiti Dodici
quadri raffiguranti gli Apostoli, e nel 1702
altri otto quadri «ne quali son dipinti li santi
nostri».
Nel 1708 fu realizzato «l'ornamento»
della Cappella di S. Antonio da Padova.
Purtroppo, come risulta da un documento del 1866,
l'archivio, cui le testimonianze scritte relative al convento
continuamente rimandano, è andato distrutto.
All'interno della chiesa,
l'opera più insigne è la cosiddetta "Macchina
d'altare" (sul retro mostra la data 1663),
dipinta a tempera e fregiata in oro; al centro è una
scultura policroma raffigurante Cristo Crocifisso;
l'opera è attribuita al cosiddetto Giovanni
"Tedesco".
Ai lati del Crocifisso, adattate sopra le porte di
accesso al coretto dei frati, sono:
la Vergine dolente (a destra) e S. Giovanni Evangelista
(a sinistra); le due tele, ad olio, sono di un pittore attivo
tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento.
Sulla cimasa è raffigurato l'Eterno benedicente;
l'opera, anch'essa ad olio, è attribuita ad un artista
del sec. XVII.
Delicatissimo è il ciborio, sul cui retro è la seguente iscrizione: «Questo Tabernacolo e scalinata, e ornamenti sopre le porte, furno fatte l'anno 1695, in tempo della guardiania del P. Giuseppe Maria Miliardi di Stroncone con denari del Convento».
Nel primo altare a destra,
vi è un ridipinto un affresco quattrocentesco, raffigurante
il Miracolo operato da S. Francesco a Lugnano.
Da una Cronaca della prima metà del
secolo scorso, si apprende: «Lugnano.
Convento legato alla memoria di S. Francesco.
Egli lo avrebbe aperto nel 1219, in seguito
ad una predicazione conclusa con un miracolo.
Il Wadding lo dice edificato nel 1229 dall'entusiasmo
e devozione del popolo per la recente canonizzazione di S.
Francesco.
E' un bel convento in gran parte costruito da fabbricati edificati
nei secc. XV e XVI; nel quale tempo i religiosi lo avevano
destinato ad infermeria. E' da ricordarsi la lunga permanenza
e la morte del beato Raffaele da Norcia,
confessore delle Clarisse di Lugnano.
La chiesetta ad unica navata del 1500 ha
un bel porticato antistante e affreschi dello stesso secolo,
come pure i quadri di ignoti autori.
Per la soppressione del 1863 venne chiuso
e lasciato al demanio in abbandono e in preda alle ruberie
per qualche decennio.
Acquistato dal conte Pannicelli, da questi
passò ai religiosi di Maria Immacolata.
Nel 1931 fu riacquistato dai frati
Minori, che da allora hanno cercato di restaurarlo
decorosamente.
Nel 1948 la parte restante, pure restaurata
dalla Congregazione della Carità, è stata assegnata
in affitto temporaneo ad un ricovero di poveri vecchi.
I religiosi dirigono la congregazione del Terz'Ordine
e prestano servizio giornalmente nel ricovero dei vecchi,
nella chiesa collegiata e nei paesi vicini» (P.
Francesco Pascolini o.f.m., Breve Storia
e Attività dei Conventi e Monasteri della Provincia
Serafica di S. Francesco).
Lo Iacobilli,
narrando la "Vita" del predetto B.
Raffaele, informa che il giovane, abbandonata
la facoltà di medicina, entrò nel convento di
S. Francesco al Monte, nel territorio di Norcia; successivamente
venne trasferito nel convento di Cascia, dove fu devoto discepolo
del B. Ambrogio da Milano, il quale
«gli predisse che hor dimorerebbe nel Convento di
Pantanello, e hora a Lugnano, come si verificò
(...). Era dotto, e buon Confessore; ma per esser impedito
di lingua, mai predicò; e per atto di carità
esercitava l'offitio di Esorcista, liberando gl'indemoniati.
Fù mandato da' suoi Superiori per Confessore nel Monastero
delle Monache di Santa Chiara di Lugnano,
Castello della Diocesi di Amelia, eretto l'Anno 1470 sotto
il terz'Ordine di San Francesco; ove per lo spatio di diciott'anni
esercitò quell'offitio con molta carità, e esempio.
Una notte gli apparve l'Anima d'uno morto alcun'anni avanti,
pregandolo ad aiutarla per la sua liberatione; pregò
Dio per quall'Anima; e fù liberata. Il Signor'Iddio
lo dotò del dono delle lacrime, che dirottamente spargeva
in pensar alli peccati suoi, e del prossimo; e in contemplare
la Passione di Nostro Signore, e fù anche privilegiato
da Dio dello Spirito della Profetia, con il quale predisse
molte cose, che poi successero.
Avanti la sua ultima infermità gli apparve il detto
Beato Ambrogio; e gli disse, che si preparasse alla morte,
perché presto saria andato a trovarlo nell'altro secolo:
e così il Beato Raffaele quattro giorni avanti la sua
morte la predisse alli frati; e ad una monaca di quel Monastero.
S'infermò nel Convento di San Francesco, appresso il
detto Castello di Lugnano; e ricevuti con
molta divotione gli ultimi santissimi sacramenti, se ne passò
con molt'essempio, e santità al suo Signore a dì
ventidue di Giugno, circa l'Anno 1540.
Il suo corpo fù sepolto con gran veneratione nella
Chiesa di detto Convento di S. Francesco, concorrendo a riverir
il suo corpo quasi tutti gli abitatori di Lugnano»
(L. Iacobilli, Vite I).
***
Da segnalare, nei dintorni di Lugnano,
il Convento di S. Antonio o dei
Cappuccini, immerso in un meraviglioso
boschetto di cerri, e edificato con opere volontarie degli
abitanti del castello, su interessamento del Comune, nel 1579.
Qui, subito dopo la sua ordinazione sacerdotale in Amelia
(24 settembre 1580), visse per qualche tempo S.
Giuseppe da Leonessa (1556-1612), il cosiddetto
«Evangelizzatore dei Poveri».
a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti: redazione@sanfrancesco.com)