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Approfondimento Storico e Sacro

Collegiata di S. Maria Assunta

La Collegiata di S. Maria Assunta, situata in una pittoresca piazzetta contornata da stretti vicoletti, è uno dei più autorevoli gioielli romanici umbri, edificato nella seconda metà del sec. XII, sulle rovine di un preesistente edificio di culto.

La facciata è preceduta da un elegante portico delimitato da pilastri e costituito da quattro colonne: al centro sono tortili ed ai lati lisce; i capitelli hanno foglie d'acanto stilizzate.
L'architrave è costituito da una stretta fascia, sulla quale si posiziona la trabeazione con archi a tutto sesto ribassato con decorazioni geometriche.
Il rosone a raggiera, è inscritto in un quadrato, che ai quattro angoli presenta i simboli degli Evangelisti. Ai lati ci sono due bifore. In alto è un altro piccolo rosone circondato da piccole nicchie a forma di sfera.
In cima alla facciata si ammira un’aquila.

L’ interno, assai suggestivo, è a croce latina, a tre navate con colonne alte e slanciate, divise da arcate sostenute da colonne; ammirevole il pavimento in pregiato mosaico cosmatesco.
Il presbiterio, che racchiude il pulpito, è delimitato da transenne con motivi cosmateschi.
L'altare, all'interno di un baldacchino e preceduto da un’iconostasi, è rialzato rispetto al livello del pavimento.
Sulla transenna, a destra del pulpito, una colonnina tortile funge da candelabro.
Sotto sono le entrate della cripta, decorate a racemi e motivi cosmateschi.

Restaurata nel ‘400, la sacra aula conserva: un trittico di Nicolò Alunno (Assunta e i SS. Francesco e Domenico); una Crocifissione di Scuola grottesca; un dipinto di Livio Agresti (Decollazione di S. Giovanni Battista, 1571) ed un opera settecentesca del pittore romano Biagio Puccini, raffigurante l'Annunciazione.
La cripta, già appartenente all’antica chiesa, è sostenuta da dieci colonnine monolitiche con soffitto a lastroni in pietra e tre piccole fenditure laterali a grata; qui si venera un miracoloso Crocifisso in alabastro del sec. XVII, racchiuso in un reliquiario barocco.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
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