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Approfondimento Storico e Sacro

Chiesa di S. Ansano in Spoleto

Al centro della splendida Spoleto, in una delle piazze più caratteristiche, si trova un complesso particolare di arte pagana e cristiana: la chiesa di S. Ansano.
L'edificio fu edificato sui resti di un antico Tempio Romano e sopra la cripta di S. Isacco.

La chiesa di S. Ansano, che in testi scritti compare per la prima volta nel sec. XII, fu eretta in epoca carolingia sulle fondamenta di un tempio romano del primo sec. d.C.

Il primo insediamento chiesastico aveva lo stesso orientamento del tempio: l'abside a Sud e la facciata verso il Foro (ora Piazza del Mercato).

Nel sec. XI-XII subì un notevole riadattamento: venne prolungata l'aula, fu invertito l'orientamento, con il prospetto a Sud e l'abside verso il Foro, e fu eretta la cripta di S. Isacco.

Nel corso del tempo, la chiesa andò incontro ad altri significativi rimaneggiamenti, soprattutto nei secc. XVI e XVII, finché venne interamente ricostruita in stile neoclassico dall'architetto milanese Antonio Dotti, alla fine del Settecento.

La chiesa ha avuto al suo servizio, ininterrottamente, una comunità religiosa: i Benedettini (fino al sec.XVI), i Canonici Regolari Lateranensi (1502-1826), i Liguorini o Redentoristi (1826-1855), le Monache Benedettine (1868-1855) e infine i Frati Minori Conventuali (dal 1896), con i quali è diventata una chiesa francescana assumendo il titolo di "Chiesa dei SS. Ansano e Antonio".

Precedentemente i frati avevano abitato a S. Apollinare (1213-1226), quindi presso la chiesa di S. Elia sul colle omonimo (1226-1260) e poi per molti secoli a S. Simone (1260-1863).

Dal presbiterio della chiesa di S. Ansano si accede alla bella cripta di S. Isacco, sorta nel sec. XI-XII.
L'interno presenta tre navatelle coperte da volte a crociera e divise da colonne di spoglio (le due centrali scanalate), con i capitelli in marmo bianco databili al sec. VIII-IX, anch'essi spogli di un edificio precedente.
Sotto l'apertura ad arco è collocata una copia del sarcofago di S. Isacco, il cui originale (sec. XII) è conservato nella Rocca Albornoziana.
Al centro della fronte del sarcofago, entro un clipeo, è Cristo benedicente, affiancato dalla Madonna e da figure di monaci; alle estremità sono due figure di telamoni.
Gli affreschi sono collocabili tra la fine del sec. XI e il primo quarto del XII.
Partendo dalla parete opposta all'abside e proseguendo in senso orario si hanno:
- Cattura di Cristo;
- Lavanda dei piedi;
- Ultima cena;
- Decapitazione di un Santo e glorificazione di un Santo Vescovo;
- Santo Monaco (affresco frammentario "in situ");
- Madonna col Bambino e due Angeli.

Nello spazio centrale dell'abside:
- in alto:Angelo e due Santi Monaci; Madonna col Bambino benedicente in trono; S. Marziale;
- in basso: Santo Monaco (S. Isacco?) che con le mani tiene un montone infuriato;
- Figure e scena non identificabili;
- Giovane che tiene per mano un Ragazzo;
- S. Isacco benedice una persona;
- S. Isacco e il ragazzo della sporta con pesci;
- Monaci incappucciati.

La scala in pietra è un frammento della gradinata del tempio romano.
A sinistra dell'architrave, all'interno della scala, è raffigurato S. Benedetto, affresco frammentario "in situ" di mano quattrocentesca.

La chiesa di S. Ansano si presenta a navata unica.
Quattro altari sono addossati alle pareti laterali e una grande mostra marmorea, nella parete di fondo, inquadra la tela con il Martirio di S. Ansano.

Vicino all’ingresso, nella Cappella detta di Lombardi, si può ammirare un delizioso affresco rappresentante una Madonna con il Bambino di Giovanni Spagna.

Annesso alla chiesa il bel chiostro a due ordini del sec. XVI.

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Tempio romano: si tratta di un edificio del primo sec. d.C., scoperto da G. Sordini nel 1900 e riportato alla luce negli anni 1955-57 e 1961-71.
Da via dell'Arco di Druso, si può ammirare l'intero lato occidentale.

In basso sono: il bellissimo e maestoso stilobate; due corridoi contigui e paralleli, pavimentati in "opus spicatum"; il pozzo circolare inserito nello stilobate, come in una nicchia, e preesistente al tempio; infine, al termine dello stilobate, i resti dell'abside semicircolare della prima chiesa cristiana sorta nel sec. IX.

Sopra lo stilobate, sono due colonne del pronao: una, scanalata, è realmente "in situ", anche se in modo frammentario, mentre l'altra è visibile solo nel profilo disegnato sul muro che chiude l'interculonnio; a destra del tronco della colonna superstite, è un frammento epigrafico, su cui si legge: «Matri filiarum eius»; segue il muro della cella del tempio, che ora funge da muro esterno della chiesa di S. Ansano, e infine il muro medioevale della stessa chiesa, con una bella porta laterale chiusa.
Sopra il pronao e la cella, è visibile il frammento della bellissima trabeazione che girava attorno al fastigio superiore dell'edificio.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
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