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Approfondimento Storico e Sacro

Itinerario dell'Umbria Rosa dell'Ovest - 3 gg.

Sui passi delle Sante e Beate dell’Umbria dell'Ovest

A quanti non avessero l'opportunità di percorrere l'"Itinerario della Santità femminile umbra" per intero, si propongono due più brevi itinerari: uno condurrà ad approfondire le Sante e Beate delle località più a più a Ovest , l'altro di quelle più ad Est della Regione.

II° Itinerario: Terni, Narni, Orvieto, Cortona, Città di Castello, Perugia, Montefalco, Terni.
Durata di 3 giorni e 2 notti.


E’, questo, un itinerario dedicato alle figure di alcune Sante e Beate Umbre, le quali, seppur legate alle quotidiane “fatiche” della vita, hanno profondamente inciso nella storia umana e nella vita della Chiesa.
Lucia da Narni, Giovanna (o Vanna) da Orvieto, Angelina da Montegiove, Margherita da Cortona, Veronica Giuliani da Città di Castello, Colomba da Rieti, Chiara da Montefalco.
Donne di speranza, esigenti, attive, laboriose, che hanno saputo conciliare la preghiera con l'impegno civile; persone tuttora immensamente capaci di offrire cambiamenti qualitativi nella storia dell'umanità.


Vi suggeriamo di viverlo, con noi o da soli, nella maniera seguente:

1° giorno
(Km. 76)

  • Ore 08.30: ritrovo dei partecipanti davanti alla Stazione ferroviaria di Terni (P.zza Dante Alighieri).
  • Ore 09.00: visita della città di Terni, che vanta, tra i suoi principali "Protettori", Maria, la "mamma di Gesù", espressione "suprema" della Santità femminile.
    Il culto mariano nella città di Terni, ha sempre costituito un saldo punto di riferimento nella maturazione spirituale dei fedeli, come dimostrano le numerosissime chiese, parrocchiali e non, attualmente intitolate alla Vergine, e la folta iconografia mariana, tipica espressione della devozione popolare, che ingentilisce ogni luogo sacro del territorio come chiese, cappelle, edicole, tabernacoli.
    Nelle case «de' terennani, sia ghelfi che gibellini, entra senza mai più scapparne la Vergene Benedetta» , quella amorosissima Madre che, come sottolinea il teologo contemporaneo Moltmann: «(...) fu tutt’altro che donna passivamente remissiva o di una religiosità alienante, ma donna che non dubitò di proclamare che Dio è vindice degli umili e degli oppressi, e rovescia dai loro troni i potenti del mondo».
    Visiteremo:
    - la Cattedrale di S. Maria Assunta, nella cui terza cappella di sinistra è il dipinto della "Madonna della Misericordia" (patrona della città e della Diocesi), che, più volte (1850, 1896, 1946), fu vista, da migliaia di persone, muovere gli occhi;
    - la quattrocentesca statua in terracotta della "Madonna del Popolo", esposta a Piazza della Repubblica, all'interno di un bel portale rinascimentale, decorato a bassorilievi.
  • Trasferimento a Narni, dove, nel 1476, nacque la Beata Lucia.
    Della famiglia Broccadelli, già a 12 anni si consacrò a Dio con voto di verginità. Suo malgrado, fu costretta dai familiari a sposarsi. Dopo un breve ma penoso periodo di vita matrimoniale, si separò dal marito, il quale, più tardi, diventerà frate francescano.
    Nel 1494 Lucia entrò nel Terzo Ordine Domenicano, a Narni. Fu a Roma e poi a Viterbo, dove, il 24 febbraio 1496, ricevette le stimmate, verificate dallo stesso Papa, da medici e da teologi.
    Il duca di Ferrara Ercole I, conosciuta la santità della donna, le chiese di diventare sua consigliera e le costruì il monastero di S. Caterina da Siena per l'educazione delle giovani ferraresi.
    Negli ultimi anni di vita, Lucia conobbe il disprezzo e l'umiliazione, che accettò con imperturbabile serenità.
    Morì a Ferrara nel 1544.
    Oltre alla visita della splendida città di Narni, sosteremo nel Duomo, luogo ove è conservato il corpo incorrotto della Beata.
  • Sosta per il pranzo.
  • Tappa successiva: Orvieto, città della Beata Giovanna (Vanna). Nata nel 1264, Giovanna, rimasta presto orfana, visse guadagnandosi il pane con il lavoro del ricamo e santificandolo nell'adempimento fedele dei suoi impegni di Terziaria domenicana. Raggiunse i più alti gradi di vita mistica: riviveva la Passione ogni venerdì Santo.
    La fama delle sue virtù le conferì un eccezionale ascendente sui suoi concittadini, che seppe guadagnare a Cristo; morì nel 1306.
    Visita della città e della Chiesa di S. Domenico, ove è sepolta.
  • Cena e pernottamento in hotel.

2° giorno
(Km. 174)

  • Trasferimento a Cortona, città di S. Margherita. Nata a Laviano (Perugia) nel 1247, diciottenne va a convivere con un giovane nobile di Montepulciano, che non la sposa neppure quando nasce un figlio, e che muore assassinato nove anni dopo.
    Allontanata dai parenti dell'uomo e dalla propria famiglia, Margherita trova accoglienza a Cortona. Lavora come infermiera per le partorienti; educa il figlio, che si farà poi francescano, e si dedica agli ammalati poveri. Prende con sé alcune volontarie che si chiameranno "Poverelle"; promuove l'assistenza gratuita a domicilio; si fa aiutare da famiglie importanti e nel 1278 fonda l'"Ospedale della Misericordia".
    Vive un periodo da contemplativa, e una domenica ricompare a Laviano, per raccontare, in chiesa (durante la Messa), le sue vicende giovanili, e per chiedere perdono.
    A Cortona spesso la gente la raggiunge nella cella presso la Rocca, dove si è stabilita nel 1288: chiede il suo intervento nelle contese cittadine e nelle lotte con altre città.
    Nel 1289 Margherita è tra coloro che danno vita alla "Confraternita delle Laudi". Morirà a Cortona nel 1297.
    Visita della città e del Santuario intitolato alla Santa
  • Sosta per il pranzo.
  • Raggiungeremo poi Città di Castello, ove rifulsero le figure di S. Veronica Giuliani e della Beata Margherita.
    Veronica, è una delle più grandi mistiche della storia. Ebbe numerose rivelazioni e ricevette le Stimmate. Nata a Mercatello sul Metauro, presso Urbino, nel 1660, visse cinquant'anni nel Monastero delle Clarisse di Città di Castello.
    Entratavi diciassettenne, vi morì nel 1727, dopo essere stata cuoca, infermiera, maestra delle novizie e badessa.
    All'autopsia risultò che il suo cuore era trafitto da parte a parte. Dopo aver ricevuto le piaghe della Passione di Cristo, infatti - rivela nel diario spirituale - «piansi molto e con tutto il mio cuore pregai il Signore di volerle nascondere agli occhi di tutti». Nulla sapremmo delle esperienze di Veronica, se il direttore spirituale non le avesse ordinato di trascriverle. Lo fece per 30 anni, e il risultato è il «Tesoro nascosto», pubblicato in 10 volumi dal 1825 al 1928. Morì nel Venerdì Santo, dopo 33 giorni di malattia. E' Santa dal 1839.

    Margherita nacque, cieca, a Metola, presso Città di Castello, nel 1287. I genitori, dopo aver chiesto invano il miracolo della guarigione, abbandonarono la bimba, che alcune donne del popolo raccolsero e ospitarono a turno. Più tardi fu allontanata da un Monastero, perché la sua vita suonava come severo rimprovero a religiose dissipate e tiepide.
    Allora Margherita si rivolse al Terzo Ordine della Penitenza di S. Domenico ed abbracciò, con generosità, il programma di preghiera e di penitenza, fino all'incontro definitivo con Cristo.
    Nutrì tenera devozione per la Sacra Famiglia.
    Morì a Città di Castello nel 1320; il suo corpo incorrotto si venera nella Chiesa di S. Domenico della stessa città.
    Faremo visita, oltre ai monumenti più notevoli, al Monastero di S. Veronica e alla Chiesa di S. Domenico.
  • Cena e pernottamento in hotel.


3° giorno
(Km. 166)

  • Mattina: proseguimento per Perugia, dove spicca, per le sue capacità visionarie e taumaturgiche, la Beata Colomba da Rieti. Nata a Rieti nel 1467, Angiolella Guadagnoli fu da subito chiamata Colomba, perché al fonte battesimale le si avvicinò proprio una colomba, e ciò fu interpretato come segno di predilezione divina.
    Fin dall'infanzia, viste le severe penitenze che si infliggeva e la vita di preghiera che conduceva, fu considerata una piccola Santa. Promessa in sposa a un nobile quando aveva appena 12 anni, rifiutò risolutamente il matrimonio d'alto lignaggio, e sette anni dopo, nonostante l'opposizione della famiglia, vestì l'abito di Terziaria domenicana.
    Si mise, poi, in cammino verso Siena, la patria del suo modello di vita: S. Caterina. Una serie di avversità la bloccò, però, a Perugia, dove rimase e fondò un Monastero dedito all'educazione delle fanciulle nobili, chiamato delle "Colombe".
    Dal 1488 al 1501, data della morte, Colomba si adoperò per sanare le discordie della città (fu consigliera dei potenti Baglioni, signori di Perugia); e la salvò dalla peste nel 1494.
    Il culto è stato riconosciuto da Urbano VIII nel 1627.
    A Perugia visiteremo la città, il Monastero della Beata Colomba e la Chiesa di S. Domenico.
  • Sosta per il pranzo.
  • Pomeriggio: trasferimento a Montefalco. Qui nacque S. Chiara, intorno all’anno 1268, e vi trascorse l'intera vita. A sei anni entrò nell’eremo in cui viveva sua sorella Giovanna, e dove, nel 1291, dopo la morte di questa, Chiara venne eletta superiora, ufficio che conservò fino alla morte (17 agosto 1308).
    Nella sua vita si comportò sempre in modo esemplare. Raccomandava vivamente alle consorelle spirito di sacrificio e impegno personale nella realizzazione di una solida vita spirituale. Godette di scienza infusa e difese vivamente la fede. Si distinse per l’amore alla Passione di Cristo, ed ebbe molto a cuore la devozione alla Croce.
    Negli ultimi anni affermava insistentemente di avere impressa nel suo cuore la Croce del Signore e, dopo la sua morte, le consorelle, volendo provare il senso delle sue parole, avendole estratto il cuore, vi trovarono impressi i segni della Passione. Il suo corpo riposa nella chiesa delle monache agostiniane di Montefalco.
    Visiteremo la stupenda cittadina e il Santuario di S. Chiara di Montefalco.
  • Tardo pomeriggio rientro a Terni.

Per approfondimenti, oltre ad invitarvi a visitare le specifiche pagine del sito: UMBRIA MISTICA & SACRA - SANTI E BEATI DELL'UMBRIA, non esitate a contattarci.


a cura di Annalisa e Paolo
redazione@sanfrancesco.com