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Approfondimento Storico e Sacro

Convento di S. Francesco d'Assisi in Calvi

La chiesa di S. Francesco con l'attiguo convento intitolato a S. Francesco d'Assisi e a S. Berardo da Calvi protomartire, sorgono a circa 500 metri dalle mura della ammirevole cittadina umbra, su un crinale collinare, che divide le ubertose valli di Otricoli e di Magliano Sabina, all'incrocio della vecchia via per Narni.

Secondo la tradizione, il complesso conventuale fu edificato su un fondo di proprietà della famiglia di Berardo dei Leopardi, giovane calvese, il quale, ammaliato dal magnetico carisma del Poverello di Assisi, di passaggio per il paese nel 1213, lo seguì, e, inviato a portare il Vangelo in Marocco, vi subì il martirio unitamente ad altri cinque confratelli (tutti originari dell'Umbria meridionale).
Leggendo la "Cronistoria della chiesa e convento di S. Francesco in Calvi", da un testo di don Luigi Pallottini, si apprende quanto segue:

«1213. S. Francesco di passaggio a Calvi ordina di costruire un piccolo convento per i suoi frati sulla proprietà donatagli dal cittadino Berardo da Calvi (forse la cantina attuale, chiamata oratorio di S. Berardo, è parte di questa antica costruzione? Forse ne fanno parte i muri al disotto della strada di cui nell'anno 1980 sono apparsi i resti, nello scavo del nuovo acquedotto di S. Marco?).
1602. Il Consiglio generale del Comune delibera di restaurare il Convento e sottopone la delibera all'approvazione del Cardinale Aldobrandini.
1609. Il Consiglio della Cerna, in segreto, delibera contro i frati conventuali e chiede che vengano i frati minori o riformati.
1611. Il 28 maggio il Consiglio generate manda ambasciatori al Papa, poi fa scrivere a Demofonle Ferrini e altri calvesi che vivono a Roma, perché il Cardinale Mellino conceda i frati zoccolanti o riformati per il Convento di S. Francesco.
1612. Finalmente arrivano cinque frati della Madonnella degli Angeli e vengono aggiunti alcuni terreni alla dote del Convento.
1616. Vari tentativi da parte dei frati conventuali per il ritorno nel Convento di Calvi.
1633. I Frati conventuali chiedono che la festa di S. Berardo diventi la festa principale come patrono del paese.
1640. Il provinciale dei conventuali dona una reliquia di S. Berardo posta in reliquiario d'argento.
1860. Proclamazione del Regno d'Italia e soppressione dei beni della Chiesa.
1860-1868. Il Convento è sede della Guardia di Finanza.
1867. Centoventi Garibaldini dimorano per vari giorni, ponendo lutto a soqquadro.
1877. Morte dell'ultimo frate Giacinto Rosati e chiusura della Chiesa fino al 1890.
1890. Il titolo della Parrocchia di S. Valentino e S. Salvatore trasferito alta Chiesa di S. Francesco con tutti i quadri. Il Convento, i beni e terreni vengono venduti ai privati con il consenso del Governo» (L. Pallottini, Calvi dell'Umbria, 1996).

Della primitiva chiesa, originariamente dedicata a S. Vittoria e dell'annesso piccolo oratorio si hanno notizie documentarie a partire dal 1291.
Del complesso architettonico originario, attualmente si conservano la parete nord, la facciata della chiesa ed il piccolo oratorio.
Quest'ultimo, costituito da due locali, uno dei quali sopraelevato, è stato inglobato nella costruzione posteriormente all'incendio e al saccheggio perpetrati dai lanzichenecchi nel 1527.

La chiesa, edificata in pietra calcarea locale, orientata nel modo canonico, restaurata più volte nel corso dei secc. XVII e XVIII, presenta una facciata di forma quadrata sormontata da un timpano con l'insolita presenza di una unica aula voltata a botte, con 10 cappelle laterali, e conserva all'interno pregevoli dipinti.

Dalla piazzetta antistante la chiesa si accede al chiostro quadrato con, al centro, un pozzo del sec. XIII; alle pareti sono dei resti di affreschi della seconda metà del sec. XVII, raffiguranti scene della vita di S. Francesco.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
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