Chiesa di S. Maria delle Cinque fontane in Amelia
Il Canonici a proposito
della chiesa di S. Maria delle Cinque Fontane (nota
anche come "S. Francesco delle Donne"),
aggiunge: «Forse gli abitanti di questo convento
o monastero erano detti "penitenti"
(cioè dell'Ordine della Penitenza, come fu
chiamato in un primo tempo il Terzo Ordine Francescano,
oggi Ordine francescano secolare).
Un documento su questa prima dimora può ricavarsi
dal "Bullarium Franciscanum", dove sembra
si accenni a un monastero di S. Maria di Canale delle Clarisse
(prima del 1263), che chiedono di potersi trasferire
dal luogo in cui abitano (in Canale) ad Amelia,
nel luogo di S. Francesco, in cui abitano però
i Frati Minori.
Il papa risponde al vescovo di attuare il desiderio delle monache
"si expedire videris, sine iuris praeiudicio alieni".
Cosa sia realmente successo non si sa, perché nessuno ha mai
trovato altro documento, né il P. Agostino da Stroncone
(Umbria Serafica), che dice: "Del convento di Canale dell'istessa
Custodia (Todina) non trovo altra mentione che quivi"; né
il P. Da Latera, che afferma di non conoscere nient'altro
sul monastero di S. Maria di Canale» (L.
Canonici, cit.).
L'attuale chiesa di S. Maria delle Cinque
Fonti risale al sec. XV e, nel corso dei secoli successivi,
subì vari rimaneggiamenti.
Il significato di "cinque fonti"
è dovuto alla presenza, nelle immediate vicinanze, di arconi
medievali, che dovevano contenere cinque fontane.
L'esterno dell'edificio, alquanto semplice, presenta una facciata caratterizzata da due finestre dette del "viandante": esse permettevano di seguire la messa anche dall'esterno.
All'interno sono pregevoli pitture a fresco, appartenenti a cicli votivi commissionati, come ringraziamento, per grazie ricevute, ed eseguite nel corso dei secc. XV e XVI.
Nella parete destra è
il dipinto raffigurante i SS. Rocco, Cristoforo e Sebastiano,
senza dubbio l'opera più antica.
Nella parete sinistra è un'altra
opera votiva raffigurante un Infermo
orante, con lo sguardo rivolto verso l'alto, ov'è l'immagine
della Madonna col Bambino; dalla frammentaria iscrizione si evince
che l'uomo sia stato guarito ad una gamba, per intercessione della
Vergine.
Sempre nella parete destra è la pittura
ritenuta più interessante, raffigurante S. Rocco, la Vergine
col Bambino, S. Sebastiano e S. Bernardino da Siena; accanto
al gruppo è una Madonna col Bambino. L'iscrizione,
posta in corrispondenza della cornice inferiore, informa che l'opera
fu eseguita nel 1487 su committenza di un tal "ser Ugolino",
come ringraziamento per la guarigione di una epidemia, probabilmente
la peste del 1469.
La presenza di S. Bernardino da Siena, minore
Osservante, potrebbe essere motivata dal
fatto che la chiesa dipendeva dalla SS.ma Annunziata,
Convento appartenente, appunto, alla famiglia
degli Osservanti; inoltre, perché da giovane,
ancora a Siena, durante un'epidemia di peste, Bernardino
si dedicò alla cura dei malati.
Nella parete della controfacciata è
il dipinto raffigurante la Madonna del latte, dai tratti
molto modesti, ma non per questo non gradevoli.
a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti: redazione@sanfrancesco.com)