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Approfondimento Storico e Sacro

4 - Il corno d'avorio

Questa singolare reliquia viene collegata con il viaggio di S. Francesco a Damiata, in Egitto, negli anni 1219-20.
Il desiderio di testimoniare la fede cristiana anche a prezzo del sangue - comune a tanti cristiani del tempo delle crociate - spinse anche Francesco in quelle terre, palcoscenico drammatico di lotte tra saraceni e cristiani.

Francesco riuscì anche ad avere, non senza difficoltà, udienza dal sultano Melek-El-Kamel.
L’incontro che Francesco chiese ed ebbe in nome di nessuna potenza cristiana armata, ma solamente in nome proprio, è stato registrato dai cronisti arabi e cristiani del tempo.
Frutti apostolici immediati non se ne ebbero; ma del potere pacifico ed ecumenico della visita del Santo non si è mai taciuto.

Il corno d’avorio, munito di bacchette, ne rimane simbolo e segno perenne, come già ricorda l’inventario del 1473.
Francesco ne farà personalmente uso - imitando costumi esotici appresi nel vicino oriente islamico - per richiamare frati e fedeli alla preghiera come all’ascolto della parola di Dio.

Verso la metà del Trecento, il corno (cm. 25) venne munito di decorazione d’argento costituita da cerchi e catenelle.
Sui cerchi è una fine iscrizione latina che recita: «Con questa campana S. Francesco radunava il popolo alla predicazione e con queste bacchette gli imponeva il silenzio. Giovanni di Nicoluto di Siena mi ha fatto ad Assisi».

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
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Galleria Fotografica Storica (2)

Fd'A - Le Reliquie1
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Il corno d'avorio
Il corno d'avorio