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Albo Spirituale di San Francesco

Preghiere & Pensieri dei Fedeli

Un patrimonio vivo di fede: 218 preghiere della tradizione francescana e 1.234 pensieri, intenzioni e ringraziamenti affidati dai pellegrini di tutto il mondo.

Preghiera #77 2008-03-02

Ti ringrazio!

Da te, Dio dell'universo, la vita fluisce in sorgenti di inesauribile abbondanza. Come potrebbe essere diversamente poiché tu sei il Signore delle pienezze che straripano dalla tua esuberante abbondanza! Fin dagli inizi, fino alle estremità della terra, fin nelle distese più inospitali, fin nei paesi più ripugnanti, tu passi nell'umanità, con le braccia stracolme di doni e corri di porta in porta per presentare l'offerta delle tue tenerezze! A te, Dio dell'universo, a te che doni senza contare a chi tende soltanto la mano, a te il nostro gioioso grazie!

Autore: Ida Ita τ
Preghiera #76 2008-03-04

Preghiera

Signore Gesù, ti rivolgo anch'io la preghiera evangelica:«Di' una sola parola e l'anima mia sarà salva!». Con la tua Parola hai restituito e continui a restituire la gioia e la vita a tante persone. La tua esistenza è una parola d'amore per chi l'ascolta e l'accoglie. Fa' che ogni giorno io sappia dedicare a essa un tempo adeguato di ascolto attento, per trasformarla in preghiera, per sperimentare la tua promessa: Chi ascolta la mia parola, passa dalla morte alla vita». Suscita in me ogni giorno il desiderio di ascoltare la tua parola di amico, perché viva come tua discepola. Amen.

Autore: M. Antonietta Ita τ
Preghiera #75 2008-02-22

Credere

"Nel mezzo della notte attendere al tuo fianco il fiorire dell'aurora, mentre il giorno declina riconoscere il tuo volto chino verso di noi, prendere il tuo pane e ricevere la gioia che in noi canta la vita eterna, sentire la tua mano posata su di noi nel tempo della nebbia che non lascia intravedere le strade, lavorare con i nostri fratelli per umanizzare la terra e vederti all'opera con noi, nei rumori e nei furori del mondo alla ricerca di felicità ascoltare la tua Parola mormorarci il tuo amore e farci la promessa: «Io sono sempre con voi»: credere in te! Oh, sì, Signore, noi crediamo!".

Autore: Francesco Ita τ
Preghiera #74 2008-03-03

Proposito

"Spesso, il richiamo o il rimprovero di qualcuno ferisce il mio orgoglio! Se così è, sceglierò la via del silenzio, esaminandomi alla luce della Parola di Dio. Anche in queste occasioni, Gesù è il Maestro interiore!!!".

Autore: Mimmo Ita τ
Preghiera #73 2008-02-25

Preghiera

Eccoci, Signore Gesù, radiosa luce della gloria del Padre, ai tuoi piedi come ciechi ignari della loro infermità. Guardaci, figlio di Davide, come hai guardato i tuoi, oppressi dal sonno, nella luce del Tabor. Svegliaci, Signore Gesù, vero sole che mai tramonta, illuminaci e noi saremo raggianti. Curaci, Signore Gesù con il tocco lieve del dito di Dio e con la Parola che apre occhi e cuore alla luce. Mandaci, Signore Gesù, alla piscina perenne del lavacro di vita nuova. Donaci tua Madre, Signore Gesù, la brocca d'oro per attingere acqua viva dalla fonte perenne del tuo cuore trafitto per noi sulla croce. Custodiscici premuroso, Gesù, nella prova della fede che non risparmia nessuno, perché non ha risparmiato nemmeno Te, il Signore. Rivelati, Signore Gesù, luce gioiosa dell'eterno giorno, mettendo sulle nostre labbra il grido del cieco sanato: «Io credo, Signore!».

Autore: Giorgio Ita τ
Preghiera #72 2008-02-19

Scopriamo l'AMORE

SCOPRIAMO L’AMORE:

«Prendi un sorriso: regalalo a chi non lo ha mai avuto.

Prendi un raggio di sole: mettilo nel cuore della notte.

Scopri una sorgente: fa bagnare chi è prostrato nella polvere.

Cogli una lacrima: posala sul volto di chi non ha mai pianto.

Prendi il coraggio: mettilo nell'animo di chi non sa lottare.

Vivi la vita: raccontala a chi non sa capirla.

Apriti alla speranza: vivi nella sua luce.

Prendi la bontà: donala a chi non sa donare.

Scopri l'amore: fallo crescere sulla terra» (Mahatma Ghandi).

Autore: Enrico Eng τ
Preghiera #71 2008-02-05

Una bella storia

L'albero e gli occhiali
C'era una volta un giovane ramo di un grande albero.
Era nato in primavera, tra il tepore dell'aria e il canto degli uccelli.
In mezzo all'aria, alle lunghe giornate estive, al sole caldo, alle notti frizzanti, trascorse i suoi primi mesi di vita.
Era felice: aveva foglie bellissime, e, poi, erano sopraggiunti fiori colorati ad adornano e, dopo ancora, grandi frutti succosi di cui tutti gli uccelli del cielo potevano nutrirsi.
Ma un giorno cominciò a sentirsi stanco: era settembre...
I frutti si staccarono, le foglie cominciarono a cambiare colore divenivano sempre più pallide...
Addirittura, di tanto in tanto il vento se ne portava via qualcuna.
Venne la pioggia e poi l'aria fredda, e ramo si sentiva sempre peggio: non capiva cosa stesse succedendo.
In pochi giorni e in poche notti si trovò spoglio, infreddolito, completamente solo.
Rimase così qualche tempo fin quando non capì che non poteva far altro che mettersi a cercare i suoi fiori, le sue foglie, i suoi frutti per poter di nuovo stare insieme a loro.
"Devo darmi da fare" disse risoluto tra sé e sé.
Cominciò allora, a chiedere aiuto a tutti i suoi amici.
Si rivolse dapprima al Mattino: "Sono solo e infreddolito, ho perso tutte le mie foglie, sai dove le posso trovare?".
Il Mattino rispose "Ci sono alberi che ne hanno tante, prova a chiedere a loro".
Si rivolse a quegli alberi: "Sono solo e infreddolito, ho perso tutte le mie foglie, sapete dirmi dove le posso trovare?".
Gli alberi risposero: "Noi le abbiamo sempre avute, prova a chiedere agli alberi uguali a te".
Si rivolse ai rami spogli come lui.
"Abbiamo tanto freddo anche noi, non sappiamo cosa dirti...", gli risposero.
Queste parole lo fecero sentire meno solo.
Si disse che, se avesse ritrovato le foglie, sarebbe subito corso dai suoi simili a rivelare il luogo in cui si trovavano.
Continuò la sua ricerca e chiese al Vento.
"Io le foglie le porto solo via è la pioggia che le fa crescere", disse il Vento a gran voce.
Si rivolse alla Pioggia. "Le farò crescere a suo tempo", gli disse la pioggia tintinnando.
Si rivolse allora al Tempo. "Io so tante cose", gli disse con voce profonda.
"Il Tempo aggiusta tutto, non ti preoccupare occorrono tanti giorni e tante notti". Si rivolse alla Notte, ma la Notte tacque e lo invitò a riposare.
Si sentiva infatti molto stanco.
Mentre stava per addormentarsi uno gnomo passò di là.
Al vedere quel ramo così spoglio e infreddolito, dal freddo e dalle intemperie si fermò e un po' preoccupato, gli chiese cosa stesse succedendo. Il ramo gli raccontò tutta la sua storia.
Lo gnomo stette con lui, si fermò nel suo silenzio, lo ascoltò, sentì il suo dolore.
Allora il ramo parlò ancora e disse "Mi è sembrato di chiudere gli occhi e dopo averli riaperti non ho più trovato le mie foglie, non sono stato più capace di vederle".
Lo gnomo pensò a lungo,poi capì: si tolse gli occhiali e li posò sul naso del ramo, spiegandogli che erano occhiali magici che servivano per guardare dentro di sè. Il ramo, allora, apri bene gli occhi e... meraviglia...
Vide che dentro di sé qualcosa si muoveva, sentiva un rumore, vedeva qualcosa circolare provò ad ascoltare, guardò a fondo: era linfa, linfa viva che si muoveva in lui.
Incredulo disse allo gnomo ciò che vedeva.
Lo gnomo gli spiegò che le foglie, i fiori, e i frutti, nascono grazie alla linfa oltre che al caldo sole, all'aria di primavera e alla pioggia.
"Se hai linfa dentro dite hai tutto", gli disse, "Non occorre chiedere più nulla a nessuno ma insieme all'acqua, alla luce, all'aria, agli altri rami, le foglie rinasceranno: le hai già dentro".
Il ramo, immediatamente si sentì più forte, rinvigorì: aveva la linfa in sé, non doveva più chiedere consigli, gli bastava lasciar vivere la linfa che circolava in lui.
La linfa da cui un giorno, sarebbero rinate le amiche foglie.

Autore: Luciano Ita τ
Preghiera #70 2008-02-07

Preghiera

Non sempre, Signore il tuo silenzio è segno di disinteresse; non sempre, nella nostra vita, i momenti difficili significano che sei lontano, alle volte taci perché ci guardiamo dentro e capiamo che ci rivolgiamo a te non come un amico e un padre, ma come un mago da convincere. Ma tu conosci di cosa abbiamo bisogno, e ci nutri col pane dei figli. Amen.

Autore: Maria Ita τ
Preghiera #69 2008-02-01

... Gesù è AMORE!

LA LEGGENDA DELL'AMORE


C'era una volta l'Amore...

L'Amore abitava in una casa pavimentata di stelle e adornata di sole.

Un giorno l'Amore pensó ad una casa piú bella.

Che strana idea quella dell'Amore!

E fece la terra, e sulla terra, ecco, fece la carne

e nella carne ispiró la vita

e nella vita impresse l'immagine della somiglianza.

E la chiamò: UOMO!

E dentro l'uomo, nel suo cuore,

l'Amore costruí la sua casa: piccola, ma palpitante,

inquieta, insoddisfatta come l'Amore.

E l'Amore andó ad abitare nel cuore dell'uomo

e ci entró tutto lá dentro, perché il cuore dell'uomo é fatto d'INFINITO.


Ma un giorno... l'uomo ebbe invidia dell'Amore:

voleva impossessarsi della casa dell'Amore, la voleva tutta per sé,

voleva per sé la felicità dell'Amore,

come se l'Amore potesse vivere da solo.

E l'Amore fu scacciato dal cuore dell'uomo.

L'uomo allora cominciò a riempire il suo cuore,

lo riempì di tutti i tesori della terra, ma era ancora vuoto.

L'uomo, triste, si procurò il cibo col sudore della sua fronte,

ma era sempre affamato e restava con il cuore terribilmente vuoto.


Un giorno l'uomo...

decise di condividere il suo cuore con le creature della terra.

L'Amore venne a saperlo...

Si rivestì di carne e venne anche LUI a ricevere il cuore dell'uomo.

Ma l'uomo riconobbe l'Amore e lo inchiodò sulla croce.

E continuò a sudare per procurarsi il cibo.

L'Amore allora ebbe un'idea: si rivestì di cibo,

si travestì di pane e attese silenzioso.


Quando l'uomo affamato lo mangiò,

l'Amore ritornò nella sua casa, nel cuore dell'uomo.

E il cuore dell'uomo fu riempito di vita,

perché la vita è AMORE.

Autore: Maria Ita τ
Preghiera #68 2008-01-30

Una bella storia

Intorno alla stazione principale di una grande città, si dava appuntamento, ogni giorno e ogni notte, una folla di relitti umani: barboni, ladruncoli, marocchini e giovani drogati.
Di tutti i tipi e di tutti i colori.
Si vedeva bene che erano infelici e disperati.
Barbe lunghe, occhi cisposi, mani tremanti, stracci, sporcizia.
Più che di soldi, avevano tutti bisogno di un po' di consolazione e di coraggio per vivere; ma queste cose oggi non le sa dare quasi più nessuno.
Colpiva, tra tutti, un giovane, sporco e con i capelli lunghi e trascurati, che si aggirava in mezzo agli altri poveri naufraghi della città, come se avesse una sua personale zattera di salvezza.
Quando le cose gli sembravano proprio andare male, nei momenti di solitudine e di angoscia più nera, il giovane estraeva dalla sua tasca un bigliettino unto e stropicciato e lo leggeva.
Poi lo ripiegava accuratamente e lo rimetteva in tasca.
Qualche volta lo baciava, se lo appoggiava al cuore o alla fronte.
La lettura del bigliettino faceva effetto subito.
Il giovane sembrava riconfortato, raddrizzava le spalle, riprendeva coraggio.
Che cosa c'era scritto su quel misterioso biglietto?
Sei piccole parole soltanto: "La porta piccola è sempre aperta".
Tutto qui.
Era un biglietto che gli aveva mandato suo padre.
Significava che era stato perdonato e in qualunque momento avrebbe potuto tornare a casa.
E una notte lo fece.
Trovò la porta piccola del giardino di casa aperta.
Salì le scale in silenzio e si infilò nel suo letto.
Il mattino dopo, quando si svegliò, accanto al letto, c'era suo padre.
In silenzio, si abbracciarono.

Il biglietto misterioso spiega che c'è sempre una piccola porta aperta per l'uomo.
Può essere la porta del confessionale, quella della chiesa o del pentimento.
E là sempre un Padre che attende.
Un Padre che ha già perdonato e che aspetta di ricominciare tutto daccapo.

Autore: Gianluca Ita τ
Preghiera #67 2008-01-26

Storia

Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finiva la notte e cominciava il giorno.
"Forse da quando si può distinguere con facilità un cane da una pecora?".
"No", disse il rabbino.
"Quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi?".
"No", ripeté il rabbino.
"Ma quand'è, allora?", domandarono gli allievi.
Il rabbino rispose: "E' quando guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella. Fino a quel punto è ancora notte nel tuo cuore".

Autore: Michela Ita τ
Preghiera #66 2008-01-26

Riflessione

Il tempo è compiuto.
Da duemila anni il tempo è compiuto.
Vuol dire, o Signore, che Tu sei in ritardo e che i nostri primi fratelli nella fede si sono sbagliati, a partire da San Paolo?
No, Signore, io so che per Te mille anni sono come un giorno, ma un giorno sarà l’ultimo.
Chi ama non può impedirsi di sperare, con tutto se stesso, che il domani vedrà il ritorno dell’amata.
Il tempo di vedovanza è finito e giunge quello del matrimonio, lentamente, ma giunge.

Autore: Marta Ita τ
Preghiera #65 2008-01-25

Beatitudini

BEATITUDINI PER IL NOSTRO TEMPO

BEATI quelli che sanno ridere di se stessi: non finiranno mai di divertirsi.
BEATI quelli che sanno distinguere un ciottolo da una montagna: eviteranno tanti fastidi.
BEATI quelli che sanno ascoltare e tacere: impareranno molte cose nuove.
BEATI quelli che sono attenti alle richieste degli altri: saranno dispensatori di gioia.
BEATI sarete voi se saprete guardare con attenzione le cose piccole e serenamente quelle importanti:
andrete lontano nella vita.
BEATI voi se saprete apprezzare un sorriso e dimenticare uno sgarbo:
il vostro cammino sarà sempre pieno di sole.
BEATI voi se saprete interpretare con benevolenza gli atteggiamenti degli altri anche contro le apparenze:
sarete giudicati ingenui ma questo è il prezzo dell'amore.
BEATI quelli che pensano prima di agire e che pregano prima di pensare: eviteranno tante stupidaggini.
BEATI soprattutto voi che sapete riconoscere il Signore in tutti coloro che incontrate:
avete trovato la vera luce e la vera pace.

Autore: Laura Ita τ
Preghiera #64 2008-01-22

Una bella storia

Gisella era così delicata, che dovunque andasse, in qualunque ambiente entrasse, ripeteva sempre: "Scusi, scusate se disturbo" Perfino quando entrava a comperare il pane, entrando nel panificio, ripeteva al panettiere: "Scusi se disturbo..." e uscendo: "Scusi, se ho disturbato... "Finché un giorno Ferruccio il panettiere, davanti a tutti i clienti presenti quella mattina nel panificio se ne uscì allegramente: "Gisella è pregata di venirci a disturbare tutti i giorni...

Questo panificio l'ho messo io in piedi per poter essere disturbato ogni giorno, più volte al giorno e da tutti quelli che vogliono servirsene. Gisella, vieni pure tutti i giorni, sei in diritto di disturbare; disturbando fai vivere te e me".

La preghiera è un entrare nel panificio di Dio che mi ripete e ti ripete: "Entra quando vuoi, quando hai fame: questo pane l'ho fatto per te. Mi sono assunto il dovere di dartelo e tu hai il diritto di prenderlo.

Se mi disturbi mi dai tanta gioia. Se mi disturbi, mi rallegro perché solo così mi permetti di esserti Padre".Il bambino "disturba" mamma, papà e fratellini... tutti i giorni, tutte le ore, ogni momento perché di tutti ha sempre bisogno; nemmeno gli viene in mente di chiedere permesso, né fare le sue scuse perché sa che il disturbare è esercitare il suo diritto e i suoi genitori, amando il "disturbatore", esercitano il loro grande e gioioso diritto-dovere di essere da lui disturbati.

La tua preghiera è l'esercizio più bello della tua figliolanza e dona a Dio il gioioso disturbo di esserti Papà

Autore: Roberta Ita τ
Preghiera #63 2008-01-20

Ringraziamento

Grazie Signore per averci invitato alle tue nozze! Noi, la tua chiesa, siamo coloro che conoscono il “prezzo” di questa festa, che conoscono la storia del tuo amore per l'umanità fin dall'inizio. Tu sei lo sposo e noi i tuoi amici! Ma per l'uomo che soffre nella lontananza da Dio, tu sei lo sposo che ogni giorno offre il vino nuovo della gioia. Qual è allora il compito che affidi ai tuoi amici, in questo tempo in cui sperimentiamo l'attesa del tuo ritorno tra noi? Certamente quello di andare alla ricerca della sposa, di parlarle della tua bellezza, cantandole le tue parole d'amore, per gioire infine con te nel giorno in cui l'amata ti avrà riconosciuto come l'unico capace di donarle la vita, di aprire per lei la strada verso Dio. Così tu ci chiami a vivere fin d'ora nella novità del tuo regno, regno di riconciliazione e di pace, per essere “otri” capaci di contenere e comunicare il tuo amore infinito per ogni uomo.

Autore: Walter Ita τ
Preghiera #62 2008-01-21

Preghiera

Te solo amo, te solo seguo, te solo cerco e sono disposto a essere soggetto a te soltanto, poiché tu solo con giustizia eserciti il dominio e io desidero essere di tuo diritto. Comanda e ordina ciò che vuoi, ti prego, ma guarisci e apri le mie orecchie affinché io possa udire la tua voce. Guarisci e apri i miei occhi, affinché io possa vedere i tuoi cenni. Allontana da me i movimenti irragionevoli, affinché io possa riconoscerti. Dimmi da che parte devo guardare, affinché io ti veda e spero di poter eseguire tutto quello che mi comanderai [...]. Prego solo l'altissima tua clemenza che io mi rivolga tutto verso di te che non mi si creino ostacoli mentre tendo verso di te e mi si conceda che io, mentre ancora porto e trascino questo mio corpo, sia temperante e forte, giusto e prudente, perfetto amatore e degno di apprendere la tua sapienza e degno di stare e abitare nel beatissimo tuo regno. Amen! Amen! (AGOSTINO D'IPPONA, Soliloqui).

Autore: Carlo Ita τ
Preghiera #61 2008-01-18

Messaggio

18 gennaio

Lavora per la fede

"Prega quotidianamente per aver fede.
Essa è un Mio dono.
E' l'unico tuo requisito per il compimento di azioni potenti.
Avrai sicuramente da lavorare, dovrai pregare, ma la risposta alle tue preghiere e al tuo lavoro dipende soltanto dalla fede.
Io te l'ho data in risposta alle tue preghiere, perché è necessario possedere quest'arma, per disperdere il male, per avere il sopravvento su tutte le avversità, per il compimento di tutto ciò che vi è di buono nelle vostre vite.
Dunque, avendo fede, rendeteMela.
Essa è la busta in cui dovrà essere posta ogni richiesta che Mi fate.
Inoltre: «La fede senza lavoro è senza vita e non dà frutti».
Perciò hai bisogno di lavorare, e molto, per alimentare la tua fede in Me.
Come cercherai di fare questo, potrai sentire la tua debolezza avanzare.
Allora rivolgiti a Me.
Nel conoscerMi, la tua fede,cresce, e questa fede è tutto ciò di cui hai bisogno, affinchè il Mio potere possa operare".

(Gesù di Nazaret)

Autore: Redazione Ita τ
Preghiera #60 2008-01-17

Messaggio

17 gennaio

L'impazienza di Dio nel dare

"Silenzio.
Sii silente dopo di Me.
Cerca di capire e poi di compiere la Mia Volontà in ogni cosa.
Rifugiati nel Mio Amore.
Tutti gli uomini comprendono il linguaggio dell'amore.
Questo è il compito che devi eseguire.
Io poi ti circonderò con un abbraccio protettivo, che terrà lontano da te ogni male.
Esso è attratto dalla tua attitudine mentale rivolta al bene, dalle tue parole e dalle tue azioni verso gli altri.
Voglio darti ogni cosa con disponibilità, facendoMi carico di ogni cosa, sommergendoti d'amore.
Sii pronto ad imparare.
Tu conosci ancora poco della Divina Impazienza che desidera precipitarsi a dare.
Sei turbato da un pensiero preoccupante o che ti procura ansia?
Combattilo subito.
L'amore e la fede sono i solventi che disciolgono le preoccupazioni, le ansie e le inquietudini della vita.
Mettili subito in azione.
Tu sei un canale e, sebbene i canali non possano essere interamente ostruiti e bloccati, l'inquietudine, l'impazienza, la preoccupazione possono corrodere, e presto il tuo aiuto non sarebbe più utile.
Persevera! oh! persevera!
Non scoraggiarti.
Tutto va per il meglio".


(Gesù di Nazaret)

Autore: Redazione Ita τ
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