"Avete un giorno solo da vivere sulla terra; fate in modo di viverci in pace. La pace è frutto dell'amore, perché per vivere in pace bisogna sopportare tante cose" (Hugues-Felicitè-Robertde Lamennais).
Preghiere & Pensieri dei Fedeli
Un patrimonio vivo di fede: 218 preghiere della tradizione francescana e 1.234 pensieri, intenzioni e ringraziamenti affidati dai pellegrini di tutto il mondo.
Mi stavo incamminando verso i campi, quando lo vidi portare la Sua croce; e lo seguiva una gran folla.
“Non vi è alcuna forza di odio. L’odio è semplicemente l'assenza di amore, proprio come l'oscurità è l'assenza di luce. La povertà è l'assenza di abbondanza, la malattia è l'assenza di salute. E la tristezza è l'assenza di gioia. Tutte le negatività sono semplicemente l'assenza di qualcosa di positivo”.
"Non si può trovare
nulla esteriormente che non sia stato prima
trovato interiormente: è una legge. Sì, perché
quando si
incontra qualche cosa all'esterno, e non la si è
già scoperta
interiormente, le si passerà accanto senza
vederla. Più
scoprite la bellezza interiormente, più la
scoprirete attorno a
voi. Senza dubbio pensate: "Se non la vedo,
significa ovviamente
che non c'è". Vi sbagliate: la bellezza c'è,
e se non la vedete è
perché certi organi di percezione in voi non sono
ancora
abbastanza sviluppati.
Iniziate cercando di cogliere la bellezza
interiormente e la
vedrete anche all'esterno, perché il mondo
esteriore, oggettivo,
altro non è che un riflesso del vostro mondo
interiore, del
vostro mondo soggettivo. Che si tratti della
bellezza,
dell'amore o della saggezza, è quasi inutile
cercarli
all'esterno se non avete cominciato a scoprirli in
voi”
(Omraam Mikhaël Aïvanhov).
"Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi.,
la tua auto è giapponese. Il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiana.
Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero!".
"Ho scoperto che la fede non era qualcosa di cui discutere astrattamente, ma qualcosa che o si vive o non si vive" (Henri-Georges Clouzot).
"Non viviamo per il possesso, né per il potere e neanche per la felicità. Viviamo per la trasfigurazione del divino che è in noi" (Walther Ratenau).
Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi
il mistero immenso del cielo dove ora vivo;
se tu potessi vedere e sentire
quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinita bontà
e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo
sono così piccole e fuggevoli al confronto.
Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo
nella serena ed esaltante attesa
del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così.
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte,
e dove ci disseteremo insieme
nel trasporto più intenso,
alla fonte inesauribile dell’amore
e della felicità.
Non piangere più se veramente mi ami.
(G. Perico)
«Bölt, un drammaturgo inglese, ha definito il Santo “un uomo per tutte le stagioni”. Francesco d’Assisi è un uomo vivo anche in questa stagione di confusione, di violenza, di smarrimento, di perdita d’identità e di speranza. Perché? Perché Francesco crede nell’uomo, oltre che in Dio, non si arrende alle minacce del terrorismo. Fede, poesia, arte, cultura, rivivono dove lui passa: e, dopo quasi otto secoli, continuano a vivere ancora con qualcosa di suo» (Padre Nazareno Fabbretti).
“Il bacio di Francesco al lebbroso esprime quello di cui i poveri hanno bisogno: certo necessitano di pane: ma non basta, hanno0 bisogno di amore. Siamo ben oltre il pur meritevole volontariato. I poveri non sono degli estranei sui quali versare un po’ di attenzione. I poveri sono nostri parenti. L’altro campo che Francesco ci indica è quello della riconciliazione tra i popoli non con la violenza ma con la parola. La pace non si impone con la violenza. Ogni violenza genera sempre violenza” (Mons. Vincenzo Paglia).
“Il presepio di Greccio spegneva per sempre il bisogno di un viaggio in Terrasanta e della sua difesa in armi da parte dei crociati. Francesco dimostrava che Betlemme, come Gerusalemme, sono dovunque, perché prima di tutto sono nel cuore di ognuno di noi” (Chiara Frugoni).
"Per troppi cristiani la vita di fede si limita a un'attività domenicale senza alcun rapporto con il lunedì" (Martin Luther King).
"Non sono le profonde dissertazioni che fanno santo e giusto l'uomo, ma è la vita virtuosa che lo rende caro a Dio" (Tommaso da Kempis).
"Quando abbiamo Dio nella nostra vita, essa acquista senso, tutto acquista valore e diviene fruttuoso" (Madre Teresa di Calcutta).
«Davanti alla morte si impone il silenzio che facendoci entrare nel dialogo dell'eternità e svelandoci il linguaggio dell'amore, ci mette in comunicazione profonda con questo insondabile mistero.
Esiste un legame fortissimo tra coloro che hanno cessato di vivere nello spazio e nel tempo e chi in esso si trova ancora immerso. Se la scomparsa fìsica delle persone care fa sentire con sofferenza una irraggiungibile lontananza, mediante la fede e la preghiera si sperimenta con loro una più intima comunione. Quando sembra che esse ci lascino, è in realtà il momento in cui si stabiliscono più saldamente nella nostra vita, ci rimangono presenti, fanno parte della nostra interiorità; le troviamo in quella patria che già portiamo nel cuore, là dove abita la Trinità».
«La vita di ogni uomo dev'essere un'ininterrotta marcia verso la santità» (Giovanni Paolo II).
«Le grandi parole sono sempre nate da un profondo e prolungato silenzio. Silenzio per pregare e pregare per amare».
«Augusto Guerriero (conosciuto come “Ricciardetto”) nel 1976 scrisse su “Epoca”: “ Non avevo mai incontrato un santo. L’incontro con Madre Teresa mi ha profondamente commosso. Io le baciai le mani più volte…; nei suoi occhi splendeva la luce del messaggio cristiano, del vero messaggio cristiano, che è l’Amore… Sentii tutta la vanità del mondo in cui ero vissuto, delle sue passioni, delle sue lotte, delle sue ambizioni. E avevo il sentimento acuto e doloroso di essere vissuto invano. Perché vi è un solo ideale per cui valga la pena di vivere: ed è la Carità”».
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