Frate Giordano da Giano
Un frate veramente importante della Custodia Vallis di Spoleto,
è frate Giordano da Giano, nato, si pensa, intorno
il 1195, se già nel 1221
era diacono.
Probabilmente, fu formato allo stato clericale presso la cattedrale di Spoleto,
e fece la conoscenza con i frati di Monteluco, dai
quali fu inviato alla Porziuncola per il noviziato.
Interessante è quanto ci fa conoscere della prima generazione dei frati
conosciuti alla Porziuncola: «Ma quanta
fu in quel tempo tra i frati la carità, la pazienza, l'umiltà
e l'obbedienza e la fraterna letizia, chi potrà raccontarlo?».
Se non potè scendere ai particolari di una vita intensamente vissuta
nella prima comunità dell'Ordine, egli si
sforzò tuttavia di darci interessantissime notizie sugli inizi del
Movimento, non tanto ad Assisi e in Italia, dove
stette ben poco; ma in Germania.
Frate Giordano è il primo storico francescano che
ci parli della missione e fondazione dell'Ordine
in Germania.
Ce ne parla con semplicità, con umiltà, a volte con facezia.
Ci sono pagine che somigliano ai Fioretti.
Comunque, tutto l'Ordine deve esser grato a questo
fraticello, forse non eccessivamente dotto, né
eccessivamente santo, ma che con sincerità e spontaneità (anche
se spintovi più o meno dall'obbedienza e dalla carità verso
i fratelli) ha voluto ripeterci pagine della primitiva epopea francescana
in Germania.
Ce ne parla così: «Poiché talvolta, raccontando io
qualche notizia intorno ai primi frati mandati in Germania e intorno ai loro
discorsi e alla loro vita, molti frati ascoltanti ne erano edificati, sono
stato da molti molte volte pregato di mettere in scritto le cose narrate ed
ogni altra che potessi ridurmi alla mente, precisando gli anni del Signore
in cui i Frati Minori furono mandati per la prima volta in Germania e quelli
in cui avvenne questa e quella cosa».
Altri hanno fatto notare che la storia dell'Ordine
intero e della vita di S. Francesco non sono state
al centro del narratore gianese; ma ritengo che, a parte l'interesse e la
novità di cui potè arricchirci il suo contemporaneo e compagno
di viaggio e di missione in Germania - frate Giovanni di Pian
di Carpine - che potè stupirci veramente con la sua «Storia
dei Mongoli», evidentemente dobbiamo porre frate Giordano
da Giano almeno sullo stesso piano dell'Eccleston
per il suo «Approdo dei Frati Minori in Inghilterra».
Nel 1262, quando toccava ormai gli ottanta anni,
cessato ogni suo incarico nella direzione della Provincia e della Custodia,
Giordano comincia a dettare la sua "Cronaca"
a frate Baldovino da Brandeburgo, che forse più
di ogni altro lo aveva sollecitato.
Il Pompilj dice di non sapere quando morì; il "Martyrologium
Franciscanum" ne segna la morte genericamente in Sassonia,
il 7 novembre, dando per data il 1262. Ma è
la data giusta?
Vediamo gli apporti alla storia francescana dati da frate Giordano:
primo invio dei frati in Germania (oltre che in Francia, Ungheria, Spagna
e altre nazioni) nel Capitolo generale del 1219;
ma in Germania fanno fiasco, spaventati dall'accoglienza e per l'ignoranza
della lingua tedesca; erano 60 frati, guidati da frate Giovanni
dalla Penna San Giovanni.
Secondo tentativo fu quello d'inviarne altri 90, sotto la direzione di frate
Cesario da Spira, creato Ministro della Germania. Con lui è
un manipolo di frati noti ed ardimentosi, tanto da farci sospettare che lo
stesso Giordano da Giano, benché giovane, abbia già
riscosso la stima dei superiori: frate Cesario da Spira,
Ministro, ed insieme: frate Giovanni da Pian del Carpine,
predicatore famoso; frate Bartolomeo tedesco, ugualmente
predicatore; frate Tommaso da Celano, il notissimo
primo biografo di S. Francesco; frate Simone da Collazzone,
che tornerà in Italia come Ministro provinciale dell'Umbria e resterà
a Spoleto, stimato dagli spoterini ; con essi è frate Giordano
da Giano, ancora diacono.
Abbiamo in frate Giordano l'elenco delle tappe raggiunte
in questa loro missione esplorativa e decisiva del francescanesimo
in Germania; ed è una traccia unica ed interessantissima.
Passano, sostando più o meno a lungo, più o meno ben accolti,
a Trento, Bolzano, Bressanone,
Sterzing; qui, non conoscendo il tedesco e non
sapendo come chiedere l'elemosina, restarono digiuni; proseguirono fino a
Mittenwald, dove tentarono di sfamarsi con due tozzi
di pane e sette rape, riempiendosi il ventre con abbondanti bevute d'acqua;
a Matrei si poterono rifocillare per la carità
di un gentil uomo che li vide barcollare per strada.
Finalmente, giunsero ad Amburgo, dove il 16
ottobre 1221 poterono riunirsi a Capitolo e decidere cosa fare;
si divisero i luoghi e frate Giordano fu mandato a Salisburgo.
Così egli potè darci anche le prime notizie su S.
Elisabetta d'Ungheria e sul suo maestro spirituale Rodegero.
Frate Giordano si esalta anche nel narrarci il primo ufficio
solenne cantato a Worms, a due cori, insieme ai
canonici della cattedrale.
Il 18 marzo 1223, Giordano è
ordinato sacerdote e inviato per una intera estate a Worms,
Magonza e Spira; frate
Tommaso da Celano fu nominato Custode di Magonza,
Worms, Colonia e Spira.
Nello stesso anno, frate Cesario, «stanco
del suo ufficio e avendo desiderio di rivedere S. Francesco e i frati della
Valle Spoletana, essendo ormai l'Ordine ben sistemato in Germania, presi con
sé frate Simone, che ora è tenuto per santo a Spoleto»,
tornò in Italia; in Germania fu fatto ministro frate Alberto
da Pisa, che successivamente diventerà anche Ministro
generale.
Interessante è notare che a Spira i frati
Minori avevano il convento in un lebbrosario, di cui fu fatto guardiano frate
Giordano stesso, che tra l'altro vi cantò pure la prima Messa.
Importante è la coincidenza che un altro caso in cui i frati convivono
con i lebbrosi sia proprio nei pressi di Spoleto,
a S. Lazzaro del Valloncello: quindi viene confermata
questa tendenza di iniziare lo stanziamento francescano presso i lebbrosari
e così il loro noviziato.
Con frate Giordano da Giano è in Sassonia anche un
altro frate della Custodia Vallis di Spoleto: frate
Rinaldo di Spoleto, sacerdote, di cui però non conosciamo
altro.
Nel 1224, Giordano riceve un incarico
importante: quello di recarsi, per obbedienza al Ministro frate
Alberto da Pisa, in Turingia, per
cercare altri luoghi dove sistemare i frati, che nel frattempo sono molto
aumentati; ed anche qui, a Erfurt, trovarono !a
propria sistemazione presso un lebbrosario.
Nel 1225 ci sono numerose conversioni ad
Eisenach, dove giunge anche frate Giordano.
E' veramente una pagina da "Fioretti":
i frati chiedono se possono avere un luogo; i cittadini domandano se desiderano
un convento con chiostro o senza; mai i frati che non hanno un'idea di che
cosa sia un chiostro e vivono ancora nella povertà e semplicità
assoluta, per bocca di Giordano, chiedono: «Non
so che cosa sia un chiostro: fabbricateci semplicemente una casa presso l'acqua
corrente, perché noi si possa discendere ad essa per lavarci i piedi».
Intanto frate Giordano fa progressi, diventa custode di Turingia
nel 1231.
C'è un altro momento importante per Giordano: deve
tornare in Italia, passa per Assisi,
dove incontra frate Tommaso da Celano, che gli offre
alcune reliquie di S. Francesco.
Quando torna in Turingia, dimentico del prezioso
dono ricevuto, i suoi frati non gli aprono la porta del convento, ma to obbligano
a passare per la chiesa : «Giunto dunque fra Giordano alla porta
del Luogo (Isanago) e bussando, non fu introdotto; ma il portinaio correndo
dai frati li avvertì che fra Giordano aspettava alla porta. Quelli
allora gli mandarono a dire che non doveva entrare per la porta del Luogo,
ma per la chiesa.
I frati intanto, esultanti nell'animo, entrando nel coro con in mano croci
e turiboli e rami di palme e candele accese, dal coro a due a due si inoltrarono
processionalmente nella chiesa, facendo entrare fra' Giordano con tripudio
e gloria lo ricevettero, intonando il responsorio: "Hic est fratrum amator"».
Quindi, ricordandosi di portar con sé le reliquie, capì che
essi avevano avuto l'ispirazione di ricever con tanta solennità proprio
esse reliquie.
Altro momento di ingenuità e stupore fu l'altro ritorno di
frate Giordano in Italia, quando dovette
associarsi con gli altri Ministri provinciali e Custodi per chiedere al papa
Gregorio IX la deposizione di frate
Elia Ministro generale.
Licenziati dal papa, che s'era posto a letto, frate Giordano
s'inoltrò nella stanza, di soppiatto trasse fuori dalle coperte i piedi
del papa e, baciandoli, ripete giubilante: «Ecco, tali reliquie
in Sassonia noi non le abbiamo».
Le ultime battute della "Cronaca" sono
tristi : ci parlano dell'imperatore Federico II,
scomunicato e deposto dal Concilio di Lione; quindi, per suo volere, «in
molte province con grande confusione (i frati) vennero espulsi dai loro Luoghi
: molti incarcerati, altri perfino uccisi, perché ai comandi della
Chiesa, obbedienti come figli di una Santa Madre, virilmente si attennero;
il che nessun altro dei religiosi osò fare, all'infuori dei Frati Minori».
Il Boehmer, pur dopo aver messo in risalto il valore
e le carenze della "Cronaca", conclude
che essa «è non solo l'opera di maggior valore per la storia
dei movimento minorità in Germania, ma che dopo gli opuscoli di san
Francesco, dopo le opere di frate Tommaso da Celano e di frate Leone, il Libellus
Jordani è la fonte più importante che si possieda per la storia
di S. Francesco e del suo Ordine».
a cura di Paolo Rossi
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