Chiesa di S. Francesco d'Assisi in Bevagna
Subito dopo la morte di frate Francesco,
i devoti bevanati, in onore del Santo assisiate, vollero dedicargli
una chiesa: la chiesa di S. Francesco.
L'edificio sorge nel punto più alto della cittadina, dove presumibilmente
era un tempio romano, e dove, nel sec. XIII,
sorgeva l'oratorio di S. Giovanni Battista,
di pertinenza di S. Angelo.
Il priore di detto oratorio, nel 1275, lo cedette ai frati
Minori stanziati nell'umile conventino fuori "Porta
S. Giovanni" (il contratto fu firmato da S.
Bonaventura, allora Ministro Generale dell'Ordine);
i francescani eressero un nuovo tempio intitolato prima al Battista
e successivamente al Poverello di Assisi.
La facciata della
chiesa presenta la parte inferiore in blocchi di travertino; la superiore
è completata, posteriormente, in muratura irregolare; vi si
osserva ancora un resto del rosone col simbolo
dell'Agnello Mistico.
L'elegante portale, a tutto sesto, è
in travertino con arco esterno in pietra rosa del Subasio, e capitelli
foliati in marmo.
L'interno, a unica navata,
è stato completamente rinnovato nel 1756.
Sulla porta d'ingresso è un organo
settecentesco a un manuale, in elegante cantoria ricca di intagli.
Gli altari sono arricchiti da una gradevole
decorazione in stucchi bianchi.
Nella seconda cappella, a sinistra, è
l'Immacolata Concezione con la SS. Trinità e i SS. Gioacchino
e Anna (ritratti dei committenti), di Ascensidonio
Spacca, detto il "Fantino".
Più avanti, è appeso lo stendardo della Confraternita
di S. Maria del Gonfalone (1627).
Sull'altare maggiore sono raffigurati i
SS. Giovanni Battista e Francesco, di un artista anonimo
della metà del sec. XVIII. Nel coro
è una Madonna della misericordia coi confratelli del Sodalizio
di Santa Maria del Gonfalone ( 1580); vi è anche un tabernacolo
del '500.
L'ultima cappella a destra ha, all'esterno,
un grazioso tabernacolo eucaristico della fine del sec. XV
o dei primi del sec. XVI, molto simile ai tabernacoli di S. Matteo
di Cannara e di S. Lorenzo di Spello.
L'architettura della cappella intitolata alla Madonna
di Loreto, è attribuita a Galeazzo
Alessi; si arricchisce di una cupoletta tutta rivestita
di terrecotte invetriate di tipo robbiano; l'opera è
da ascriversi a Santi Buglioli, al quale
viene assegnata la pala d'altare della vicina Annunziata.
Sui fianchi sono due affreschi assai danneggiati attribuiti
a Francesco Providoni.
La cappella che segue, è ingentilita
da una Pietà a fresco, firmata da Ascensidonio
Spacca (il "Fantino")
e datata 1594. L'altare vede un'opera attribuita
a Dono Doni: Crocifisso adorato da S.
Francesco.
Accanto all'altare è una pietra sulla
quale avrebbe posato i piedi S. Francesco quando,
a Pian d'Arca (tra Cannara
e Bevagna), predicò agli uccelli.
In una cappella interna sono affreschi del
sec. XVI, raffiguranti il Giudizio Universale, e la Flagellazione
di Cristo tra il Battista e un Santo domenicano.
In una seconda cappella è Il
Bambino che appare a S. Francesco, attribuito a Francesco
Appiani (1751 c.).
I fianchi della chiesa e
il campanile con guglia sottile, appartengono
ai secc. XIII-XIV.
Il chiostro dell'annesso ex-convento, fu
dipinto nel 1655 con le Storie della Vita di S. Francesco da
Bernardino Gagliardi di Città di
Castello.
a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti: redazione@sanfrancesco.com)