21. La farina alle porte del monastero
Una grande carestia era sopravvenuta in quei tempi nelle regioni della
Campania e la grande penuria di alimenti metteva un po' tutti in strettezze.
Anche nel monastero di Benedetto il grano era finito: i pani erano già
stati quasi tutti consumata, tanto che un giorno allora della refezione
non più di cinque ne furon trovati.
Il venerabile Padre osservò i volti non troppo sereni e volle
correggere con dolce rimprovero il loro scoraggiamento e in più,
a loro sollievo, aggiunse una promessa: "Ma perché ve la
state a prendere tanto per la scarsezza del pane? Oggi, è vero,
ce n'è poco: ma domani vedrete quanta abbondanza ne avremo!".
Il giorno seguente si trovarono davanti alla porta del monastero duecento
sacchi di farina e fino ad oggi rimane ancora da sapere a quali misteriose
persone l'onnipotente Dio abbia dato l'incarico di portarli.
I fratelli resero infinite grazie al Signore e dopo quella prova impararono
a non dubitare mai più della Provvidenza neanche nei tempi di
strettezze.
Pietro: ti faccio una domanda: dobbiamo pensare che il servo di Dio
aveva di continuo il dono della profezia, oppure veniva illuminato solo
ad intervalli di tempo?
Gregorio: lo penso, Pietro, che lo spirito di profezia non illumina
in modo continuo la mente dei profeti. E' scritto che lo Spirito Santo
"spira dove vuole"; così deve anche ammettersi che
spira quando vuole. Questa è la ragione per cui Natan, interrogato
dal re se gli era permesso di costruire il tempio, prima assentì
e poi lo proibì. Così pure, anche per Eliseo quando vide
la donna che piangeva e non conoscendone i motivi, disse al servo che
voleva allontanarla: "Lasciala stare, perché si vede che
ha una grande pena, ma non so quali ne siano le cause perché
il Signore non me le ha rivelate". Se Dio dispone così,
lo fa per misericordiosa provvidenza, perché ora concedendo e
ora sottraendo il dono della profezia, eleva e allo stesso tempo custodisce
le anime dei profeti, così che quando ricevono il dono percepiscano
quello che Dio opera in loro, e quando vengono privati del carisma conoscano
quanto valgono da se stessi.
Pietro: Le tue ragioni mi convincono che deve essere proprio così.
Riprendiamo di nuovo i racconti del Padre Benedetto, se ancora ne hai
in mente qualche altro.
a cura di Paolo Rossi
redazione@sanfrancesco.com
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