come trovarci

Francesco d'Assisi: la Vita

SAN FRANCESCO - IL MOVIMENTO FRANCESCANO UMBRO 
:: 
Angelo Clareno e la Cronaca
:: 
Francesco d'Assisi: I Compagni
:: 
Francesco d'Assisi: I Fioretti
:: 
Francesco d'Assisi: il Tau
:: 
Francesco d'Assisi: la Vita
:: 
Francesco d'Assisi: le Lettere
:: 
Francesco d'Assisi: le Preghiere
:: 
Francesco d'Assisi: le Reliquie
:: 
Francesco d'Assisi: Regole e Esortazioni
:: 
La Cronaca di Giordano da Giano
:: 
Ragazzi: io, Francesco, vi racconto la mia vita!
:: 
S. Bonaventura e la Leggenda Maggiore di Francesco
:: 
S. Bonaventura e la Leggenda Minore di Francesco
:: 
S. Chiara di Assisi
:: 
Sacrum Commercium
:: 
Specchio di perfezione
:: 
Storia dell'Ordine francescano
:: 
Tommaso da Celano e la Vita Prima di Francesco
:: 
Tommaso da Celano e la Vita Seconda di Francesco
:: 
Ubertino da Casale e l'Arbor vitae crucifixae Jesu Christi
MENU' PRINCIPALE
- I SANTI PROTOMARTIRI FRANCESCANI
- IL TUO SITO
- ULTIMISSIME!
GLI EREMITI - IL MOVIMENTO EREMITICO UMBRO
ITINERARI RELIGIOSI E TURISMO SACRO IN UMBRIA
SAN BENEDETTO - IL MOVIMENTO BENEDETTINO UMBRO
SAN FRANCESCO - IL MOVIMENTO FRANCESCANO UMBRO
SAN FRANCESCO - SULLE ORME DI SAN FRANCESCO
UMBRIA MISTICA & SACRA
VETRINA

 

CERCA NEL SITO
Inserisci una parola o
solo la parte inziale  

In principio era Francesco,
e Francesco era con Dio,
nel pensiero di Dio.

Tutto fu proposto e predisposto per il suo arrivo,
per farlo giungere come una luce dove era buio,
come fede dove era il dubbio,
come amore dove era l'odio,
come uno strumento della pace di Dio.

Così nacque,
in quel di Assisi,
come un umbro tra tanti umbri,
senza sapere il perchè,
pieno di perchè,
a chiedersi continuamente
perchè proprio a lui ha voluto il Signore volgere lo sguardo,
vestito dell'unico perchè
pensato dal suo Altissimo e Onnipotente Bon Signore...

"Perché Francesco andrà e riparerà la mia chiesa..."

Come un agnello tra i lupi...

Come un agnello tra i fratelli lupi...

***


Francesco nacque in Assisi nel 1182 da Pietro di Bernardone, un ricco mercante di stoffe, e dall'amorevole "monna Pica", che tanto della sua gentilezza dovette infondere nel cuore del figlio.

Nel 1205 la mistica visione di Spoleto, quasi una grazia che, rompendo ogni indugio, entra in casa frantumando i vetri, decide per sempre della sua vita, del suo percorso umano e del suo destino eterno.
Nel 1206, davanti al vescovo di Assisi si spoglia di tutto, rinuncia ad ogni diritto sui beni di casa, lasciando al genitore amareggiato e deluso anche i sogni infranti di una grandezza terrena ormai per lui impossibile.

Uscito così clamorosamente "da casa" e dal mondo, sente con intensità nuova e prima sconosciuta il significato profondo di quella preghiera che gli fiorisce spontanea sulle labbra: "Padre nostro, che sei nei cieli".

Ha perso la famiglia del sangue, ma ecco raccogliersi attorno a lui uno stuolo così numeroso di discepoli, che nello spazio di un decennio, i suoi figli toccheranno i confini del mondo allora civile, portando dovunque il messaggio della sua parola e dei suoi ideali di pace, di fraternità, di amore.

Il primo drappello, che nel 1208 è di poche unità, alla sua morte (1226) è un esercito capace di sostenere la Chiesa languente e di offrirle il contributo di una provvidenziale rivitalizzazione.

Nel 1212 la nobile giovanetta Chiara d'Assisi, attratta dagli ideali di Francesco, ne segue l'austera vita di povertà e di penitenza.
Con lei Francesco istituisce il ramo femmile, che diviene il "II Ordine Francescano", detto subito delle "Povere Dame di S. Damiano", poi "Clarisse", come oggi sono chiamate.

La fiamma interiore che urgeva in Francesco per un generale ritorno a Dio, gli suggerisce, per chi fosse rimasto nel mondo, alcune norme e una forma di vita più attenta al richiamo di Dio e alle esigenze del Vangelo.
Ecco allora, nel 1221, l'istituzione del "III Ordine Francescano", conosciuto subito con il nome di "Ordine dei Fratelli e Sorelle della Penitenza", oggi anche semplicemente dei "Terziari Francescani".

Superando ogni più ragionevole previsone, i primi figli di Francesco crebbero enormemente, da costituire una famiglia tanto numerosa, che i suoi membri stavano mettendo radici nelle più lontane regioni d'Europa e in Terra Santa.
Non era più possibile per loro un governo provvisorio e norme di vita senza una "carta costituzionale" autenticata dal Vicario di Cristo.

Nel 1223, a Fontecolombo, Francesco scrive per essi la "Regola definitiva", che il Papa Onorio III gli approva con bolla solenne del 29 Novembre 1223.

Sembra quasi che il verdetto papale sia giunto a suggellare una vita breve, ma luminosa come meteora, percepita dal mondo come il più chiaro riflesso di Cristo sulla terra.

Al capolavoro manca solo l'ultimo tocco di grazia, di cui s'incarica Cristo stesso: il 17 Settembre 1224, sull'aspro monte della Verna, le piaghe di Cristo Crocifisso s'imprimono nelle sue povere carni martoriate dalle penitenze.
Come dice il divino poeta, fu "l'ultimo sigillo", dopo il quale la santità di Francesco non aveva bisogno di altra conferma o altra autenticazione.

Vinto ormai dalle malattie e dai dolori, consunto dall'interno ardore, la sera del 3 Ottobre 1226 Francesco si spegneva dolcemente presso la diletta Porziuncola.
Il giorno seguente, ben protetto da un forte nucleo di milizie cittadine, che dal tempo vigilavano sul suo lento morire, sul tragitto di S. Damiano, per ricevere l'ultimo tributo di lacrime di sorella Chiara, il prezioso corpo del Santo raggiungeva la città, per essere provvisoriamente deposto nella chiesetta di S. Giorgio, appena a ridosso del forte baluardo delle mura urbiche e in attesa che fosse approntata per lui una tomba più sontuosa.

Con prassi rapida l'amico card. Ugolino, ora papa Gregorio IX, il 16 Luglio 1228 è nella sua città, per dichiarare solennemente Santo il Poverello d'Assisi e gettare poi la prima pietra della sua tomba gloriosa.

Allora il "Colle dell'Inferno" - così testualmente nell'antica pergamena - si vide aggredire i fianchi da un cantiere di umili popolani e poi di artisti sommi, cantiere tanto fervido, vario e numeroso, come questa mistica Umbria non vide mai prima nè dopo d'allora.

Nel 1230 la Basilica inferiore - chiesa sacrario - accoglieva il benedetto deposito, che motivi di giustificata prudenza consigliarono di occultare nella profondità della roccia, sotto le poderose strutture dell'altar maggiore.

In breve tempo su quella tomba prese corpo la più preziosa antologia artistica che il coltissimo e fiero Medioevo potesse offrire a colui che era apparso come il più perfetto imitatore di Cristo.


a cura di Paolo Rossi
redazione@sanfrancesco.com

Francesco d'Assisi - La vita1
Francesco d'Assisi - La Vita2
Francesco d'Assisi - La Vita3
Iscriviti alla Newsletter
E-Mail:

Nome/Name:

Lingua/Language:

Iscrizione
Cancellazione
Contenuti e foto di proprietà della società UST Umbria Stay Travel e degli altri legittimi proprietari. Riproducibili solo su richiesta e se autorizzati.