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Santuario di Rivotorto

Posto alle pendici del monte Subasio, il Santuario di Rivotorto, costruzione che ingloba l’omonimo Tugurio, è forse il luogo più famoso, dopo la Porziuncola, al quale sono legati i commoventi inizi del Movimento francescano.

Francesco, insieme ai primi frati, scelse di vivere presso il suddetto Tugurio intorno al 1209.
La scelta non fu casuale: limitrofi, erano i lebbrosari di S. Lazzaro in Arce (poi S. Maria Maddalena) e di S. Rufino in Arce.
Lì si poteva accedere molto comodamente, per mettersi al servizio di questi fratelli bisognosi e abbandonati dagli uomini, e nello stesso tempo vivere ad una certa distanza, per evitare il contagio.
La presenza, poi, presso il Tugurio di un serpeggiante torrente (rivo-torto) offriva un contributo enorme per risolvere tutti quei problemi che la vita umana poteva presentare ogni giorno.
Infine, la preferenza data ad una capanna abbandonata, stava a sottolineare il grande desiderio di Francesco di vivere in assoluta povertà, di non dipendere da alcuno e di non usare cose che potessero essere utili per altri.
La capanna era quasi confinante con i possedimenti del padre di Francesco, Pietro Bernardone, ed apparteneva come proprietà, almeno in teoria, ai Crociferi di S. Salvatore delle Pareti.

S. Francesco, insieme ai primi compagni, presso il Tugurio abbandonato trascorse un periodo di circa due anni (dal 1209 al 1211), ma non in un modo continuo e stabile: a lui non piaceva avere una dimora fissa e spesso si spostava sia per annunciare il Vangelo e sia per ritirarsi in contemplazione presso luoghi più isolati.

L’attuale zona di Rivotorto è il luogo dove si sono compiuti alcuni degli episodi più salienti della conversione del Santo assisiate, quali: l’incontro con il lebbroso; il servizio presso l’ospedale dei lebbrosi alla chiesetta di S. Maria Maddalena; il restauro della cappella di S. Pietro della Spina.
A breve distanza, poi, vi sono S. Damiano e la Porziuncola.
Questa zona della piana di Assisi è stata, quindi, quella che ha visto, sia il sostare che il passaggio del giovane Francesco alla ricerca di chiarire l’ideale di vita da seguire, e la prima realizzazione di vita comunitaria dopo l’approvazione orale della "Regola" da parte di Innocenzo III.


Attorno al Tugurio venne costruita, nel 1455, una piccola chiesa, poi ampliata nel 1671.
Il Santuario che oggi si ammira è un edificio neogotico, eretto dopo il terremoto del 1854, sulle macerie della chiesa del sec. XVII.
La facciata si divide in tre sezioni; in quella superiore è riportato un arco ogivale, al cui interno è raffigurato il Carro di fuoco, una delle scene più conosciute tra gli episodi ritenuti prodigiosi nella storia del francescanesimo primitivo: alcuni frati, dimoranti a Rivotorto, furono svegliati nella notte da un grande bagliore, e su di un carro apparve, appunto, S. Francesco.
Sul portale è una scritta che testimonia la nascita, in questo luogo, dell'Ordine dei Minori.

L’annesso Convento, costruito alla fine del sec. XVII, è stato ricostruito anch’esso, dopo il terremoto del 1854.
L’elegante Basilica offre degna custodia al Tugurio: un basso edificio a pietre a vista, con tetto a tegole, lungo circa 9 metri e largo 6.
Si trova a circa m. 1,40 sotto il livello della strada ed è suddiviso in tre ambienti: al centro è una piccola stanza aperta, con mensa di altare su cippo ottagonale sormontato da una delicata immagine della Madonna della Consolazione, lasciata da un pellegrino polacco nel 1700; a destra, è una celletta conosciuta col nome di “Letto di S. Francesco”, dove una lignea statua settecentesca lo ricorda (S. Francesco dormiente); a sinistra, si trova un’altra piccola stanza, nota come “Stanza del fuoco o della cucina”.

Al tempo del Santo il Tugurio era più piccolo e più povero: il tetto era fatto di frasche, rami e travicelli, e non a tegole, né vi era il piccolo altare al centro, ma solo una grande croce di legno conficcata nel terreno, che serviva da richiamo per la preghiera.
L’attuale forma del Tugurio risale al 1455, quando frate Francesco Saccardo, dopo opportuni consensi, ottenne il permesso di costruire una cappella con altare, per la celebrazione della messa.
La struttura primitiva, da allora, iniziò a subire delle trasformazioni.
Successivamente fu costruita una prima chiesa, con lo scopo di inglobare e conservare il Tugurio.

L'interno della Basilica, oltre dalla suggestiva vista del Tugurio, è impreziosito da dodici tele del' 600, dipinte da Cesare Sermei, che raffigurano alcuni episodi della Vita di S. Francesco durante il periodo trascorso a Rivotorto.

Nell’attiguo convento vi risiede una comunità religiosa stabile, che fa parte della Custodia generale del Sacro Convento di Assisi.

Il Santuario è stato inserito dall’UNESCO, nell’anno 2000, fra i Monumenti “Patrimonio dell’Umanità”.


Rapporti tra Rivotorto e S. Francesco d’Assisi

- Rivotorto, prima dimora dei frati: I Cel. n. 42; Leg. maior, cap. IV, nn. 3, 4; Leggenda dei tre compagni, n. 55; Leggenda perugina, nn. 1, 55.
- Nel tugurio di Rivotorto un frate viene assalito dalla fame: Leggenda perugina, n. 1; II Cel., n. 22; Leg. maior, cap. V, n. 7; Specchio di perfezione, n. 27.
- I frati, dimoranti a Rivotorto, vedono Francesco su un carro di fuoco, mentre egli era a predicare ad Assisi: I Cel., n. 47; Leg. maior, cap. IV, n.4.
- Nelle vicinanze di Rivotorto passa Ottone IV: I Cel., n. 43.
- Rivotorto e “frate mosca”: II Cel., n. 75; Leg. maior, cap. V, n. 6; Leggenda perugina, n. 62; Specchio di perfezione, n. 23.
- S. Francesco lascia Rivotorto: I Cel., n. 44; Leggenda dei tre compagni, nn. 55, 56.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
redazione@sanfrancesco.com)



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