A chi guarda Assisi dal piano, dopo la meravigliosa
vista del complesso conventuale e chiesastico di S. Francesco,
la "cosa" che più colpisce sono i resti della
fortezza trecentesca, che si distende a cavaliere
di quello sperone del Subasio, lungo il quale si estende la città
serafica.
E' la Rocca di Assisi, detta Maggiore
per distinguerla da quella, che in fondo, è la sua continuazione:
la Rocca minore, più piccola e a meridione.
La si raggiunge dall'antica Porta Perlici, aperta
nel 1199 nella vecchia cerchia della mura; da questa Porta
aveva inizio la via che «andava nelle Marche».
Francesco passò ripetutamente per questo
«accesso», che aveva visto aprire nella sua giovinezza;
ed è certamente per Porta Perlici che
egli rientrò in Assisi nel suo ultimo viaggio, quando i cavalieri
che lo scortavano furono costretti a chiedere l'elemosina (cf. Leggenda
perugina, n. 59).
La costruzione dell'austera Rocca si deve al Cardinale
Albornoz, abilissimo stratega, il quale, con la fine delle
autonomie locali, riuscì, nel volgere di pochi anni, a riorganizzare
l'intero sistema difensivo dello Stato della Chiesa,
il cui scopo era non soltanto quello di avere una rete ideale di comunicazioni
e difesa, ma anche quello di mostrare l'efficienza dell'esercito papale
dinanzi a velleitarie idee di attacchi.
Il nuovo fortilizio fu costruito, ad iniziare dal 1367, dove sorgeva
il vecchio castello (che tra l'altro aveva ospitato, in gioventù,
Federico II di Svevia), edificato come sede
del potere feudale e distrutto, nel 1198, dagli abitanti di Assisi,
fra i quali si trovava anche Francesco, allora
sedicenne.
Successivamente all'Albornoz, la Rocca fu ampliata
e modificata da Biordo Michelotti (1395-98),
dal Piccinino (1458), da Pio
II (1460), da Sisto IV (1478),
da Paolo III (1535).
Le rovine di questo pregevole esempio di architettura militare rievocano
quelle che furono le rivalità fra il Papa e l'Imperatore, fra
Assisi e Perugia, fra i "majores" e i "minores";
la roccaforte fa quasi da sfondo alla vita di S. Francesco.
Attualmente, dopo il disastroso sisma del settembre 1997, la Rocca,
investita da un suo completo recupero, è stata designata come
sede museale ed espositiva.
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