Cuore "laico" dell'abitato e baricentro
della città più antica (romana e medievale di prima
crescita) è la Piazza del Comune, posta all'incrocio
degli assi viari.
Da Via Portica, un elegante portale
quattrocentesco, immette nella stupenda Piazza,
conservata quasi interamente nel suo aspetto duecentesco, e caratterizzata,
al centro, da una ammirevole fontana a pianta ottagonale
del 1762.
Alla sinistra, sono i resti della Chiesa di S. Nicolò
di Piazza, assorbiti dal recente Palazzo delle Poste,
accanto al quale è l'edicola della Madonna del Popolo,
con un frammento di affresco senese attribuito a un abile discepolo
di Simone Martini.
La Chiesa di S. Nicolò, di cui oggi resta
soltanto una ammirevole cripta a colonne
e volta a crociera risalente al sec. XI, ricorda un fatto memorabile:
in questo sacro edificio S. Francesco, nell'aprile
del 1208, condusse Bernardo di Quintavalle
e Pietro Cattani, ad ascoltare la lettura
del Vangelo, che li spinse a seguire il nuovo ideale di povertà
e di letizia (cf. Leggenda dei tre compagni, cap. VIII, nn.
28-29).
Attualmente l'ambiente è sede del Museo Civico,
che raccoglie frammenti di statue romane,
cippi funerari etruschi e romani, sarcofagi,
lapidi varie, tra cui una serie riguardante
la famiglia del poeta latino assisiate Sesto Properzio.
Dalla cripta della chiesa si accede agli
scavi del Foro romano, che si estende sotto
il piano della Piazza.
Sono ancora visibili: il Tribunale con la
"Sella Curulis" del supremo magistrato ed i "Subsellia"
degli assessori; un tratto di muro di un tempio
con due porte d'ingresso; il basamento, in parte rifatto,
di un altro tempio dedicato a Castore e Polluce.
Affacciato alla medievale Piazza è
il Tempio di Minerva, «miracolo di antica
venustà», sottolinea il poeta tedesco Goethe, affascinato
dalla bellezza del monumento.
Il Tempio, eretto nel sec. I a.C., conserva ancora
la forma originaria: le sei colonne scanalate,
con capitelli corinzi, poggianti su plinti
collocati sulla scalea d'accesso.
All'interno è la cella romana a pianta
rettangolare, sfondata per ampliare l'edificio, che, nel 1539, fu
trasformato nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva,
e successivamente investito da un rifacimento barocco seicentesco.
Alle colonne del pronao poggia la merlata Torre del Popolo,
ultimata nel 1305 e sormontata dalla cosiddetta Campana
delle Laudi; a sinistra insiste il duecentesco Palazzo
del Capitano del Popolo, edificato nel 1282.
La stessa Piazza (il cui impianto romano è
ancora visitabile sotto il piano di calpestio medievale) vede il
Palazzo dei Priori.
Eretto nel 1337, l'edificio unisce più corpi di fabbrica preesistenti
e include un passaggio stradale voltato a botte, detto Volta
Pinta per le decorazioni cinquecentesche che lo caratterizzano.
Attualmente è sede del Municipio e, a pian terreno, della Pinacoteca
civica; in essa sono conservati: affreschi staccati da
varie parti della città e dal territorio di Assisi, tra cui
un grande affresco romanico con Principi a cavallo e vari frammenti
(primi decenni del '200); una croce dipinta di maestro giottesco;
un frammento di Puccio Capanna (1341) raffigurante
S. Francesco e il Bambino; una Maestàgiottesca
di eccezionale qualità; frammenti di Maestri
umbri del '300.
Notevole è la sezione del '400 e
del '500 umbro, con affreschi di Ottaviano
Nelli, Nicolò Alunno,
Andrea d'Assisi, Pinturicchio,
Tiberio d'Assisi, Dono Doni.
Della Casa natale di S. Chiara non è rimasto
nulla; tuttavia se ne conosce l'ubicazione: all'entrata della Piazza,
sul lato sinistro (in un atto notarile del 1148, il nonno di Chiara
si impegna a non sopraelevare la sua abitazione per non nuocere all'armonia
della Piazza stessa).
Da quella casa Chiara venne portata al fonte battesimale, presso la
Basilica di S. Rufino; da quella casa partì per seguire Francesco
l'indomani della Domenica delle Palme del 1212 (cf. Leggenda di
Santa Chiara, n. 7).
Rapporti tra il Centro storico e S. Francesco d'Assisi:
- Francesco capo della gioventù brillante
di Assisi: Leggenda dei tre compagni, cap. II, nn. 7, 8.
- Francesco nelle contrade di Assisi alla ricerca di pietre per
S. Damiano: Leggenda dei tre compagni, cap. VII, n.21.
- Francesco nelle contrade di Assisi alla ricerca di olio per
la lampada dell'altare di S. Damiano: Leggenda dei tre compagni,
cap. VII, n. 24.
- Francesco nelle contrade di Assisi a mendicare il proprio cibo:
Leggenda dei tre compagni, cap. VII, n. 22.
- Francesco nelle contrade di Assisi, pur beffato, annuncia il
proprio messaggio di pace: Leggenda dei tre compagni, cap. VII,
n. 23; Leggenda dei tre compagni, cap. VII, n. 26.
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