L’antichissima Abbazia di S. Benedetto è
magnificamente inserita nel folto dei boschi del versante occidentale
del monte Subasio, in posizione dominante
la città di Assisi.
Il complesso abbaziale è costituito da una serie
di edifici e dalla chiesa.
La chiesa, alla quale si accede attraverso
un semplice portale a rincassi aperto in facciata, si presenta a navata
unica con pianta a croce latina e con la zona presbiteriale rialzata.
Al di sotto del presbiterio, affiancata dalla
base del campanile, si apre la cripta romanica
suddivisa in cinque navatelle da una serie di colonne con capitelli
scolpiti.
La copertura, in parte crollata, risulta caratterizzata
da due archi diaframma delimitanti il presbiterio.
L'importante Abbazia benedettina, documentata a partire
dal 1051 come dipendente dall'Abbazia di Farfa,
negli anni immediatamente successivi al Mille svolse un’importante
ruolo organizzativo nei territori gravitanti attorno ad Assisi.
Le sue origini in realtà sono ancora più remote; infatti,
poco lontano dalla chiesa attuale e dalla sottostante cripta, è
un'altra cripta più antica rispetto
alla precedente e risalente al sec. VII - VIII (nota come "cripta
triastila").
Della struttura romanica restano invece le mura perimetrali,
l'abside primitiva semicircolare e la cripta
della seconda metà del sec. XI.
La nuova chiesa abbaziale, costruita con l’asse
centrale perpendicolare alla precedente, raggiunse il massimo del prestigio
nel sec. XIII, quando erano alle sue dipendenze chiese, ospedali, cappelle,
etc. etc. sparsi su tutto il territorio circostante.
Tra questi vi era anche la cappella della Porziuncola
in S. Maria degli Angeli, che l'abate di S. Benedetto al Subasio, Teobaldo,
donò a S. Francesco all’inizio del sec. XIII (ancora oggi,
in ricordo di quel gesto, ogni anno i francescani offrono ai benedettini
dell’Abbazia una cesta di pesci).
Nel 1260 l’Abbazia passò ai monaci
cistercensi.
Sul finire del sec. XIII divenne spesso rifugio dei gruppi di fuoriusciti
banditi dalla città di Assisi nelle frequenti lotte tra famiglie
rivali.
Nel 1391 venne conquistata dall’esercito perugino, e nel 1339
gli Assisiati ne distrussero gli apparati difensivi, per evitare che
i fuorusciti si impadronissero stabilmente del complesso.
Nel 1860, con la soppressione degli enti ecclesiastici,
l'intero complesso monastico venne venduto a privati.
Solo nel 1945 i benedettini di S. Pietro di Assisi, ripreso
il possesso dell'Abbazia, hanno dato inizio ad un lungo
lavoro di restauro durato circa un ventennio.
L’aspetto attuale del complesso è caratterizzato da edifici
in parte cadenti o allo stato di rudere, in parte restaurati.
Rapporti tra l'Abbazia di S. Benedetto del Subasio e S. Francesco
d'Assisi
- Francesco chiede ai benedettini del Subasio l'uso della cappellina
della Porziuncola: I Cel., nn. 42, 44; II Cel., n. 18; Leg. maior,
cap. IV, nn. 3, 5; Leggenda dei tre compagni, n. 56; Leggenda perugina,
n. 8; Specchio di perfezione, n. 55.
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