Non distante dalla Piazza del Comune, poggiata
alle mura romane, è la chiesa di S. Paolo.
Fu edificata, nel 1071, da Aginaldo, abate del Benedettini
del Monte Subasio, insieme al monastero, come residenza
dei monaci durante il loro soggiorno in città.
Nel corso del secolo successivo, il complesso benedettino
“de pede platee" era divenuto talmente importante,
da formare un Priorato alle dipendenze dell’abbazia
di S. Benedetto, e da dare il proprio nome alla contrada
in cui sorgeva: la contrada “dell’Abbadia”,
appunto, che aveva una spada come propria insegna.
Dopo aver subito molte trasformazioni, la chiesa fu riconsacrata
nel 1253 da Innocenzo IV.
Nel 1481 l’edificio era in uso dei canonici di S.
Salvatore in Lauro di Roma, che vi rimasero fino al 1652,
anno della soppressione della Congregazione; la chiesa dal 1581 fu anche
sede dell’Arte dei Calzolai.
Attualmente è tenuta dalla confraternita di S. Rufino.
La facciata della chiesa, che ha subito nel
corso del tempo varie trasformazioni, presenta un semplice portale
sormontato da un affresco attribuito a Dono Doni (sec.
XVI), raffigurante Tre Santi (se ne vedono solo due).
L’interno, di stile romanico, ha pianta
ad aula basilicale priva di transetto e presenta un’unica navata
suddivisa in sette campate da archi a tutto sesto che poggiano su colonne
di spoglio.
La parete di sinistra è arricchita
da un pregevole affresco con Vergine col Bambino e ai lati S. Lucia
e S. Ansano attribuito a Matteo da Gualdo, datato
10 novembre 1475.
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