Nella zona alta della città, salendo dalla
Piazza del Comune, per via S. Rufino,
si giunge davanti ad una piazza rettangolare su cui si erge, solenne e
maestosa, la Cattedrale di S. Rufino.
La superba chiesa era stata eretta in età
altomedievale, per custodire le reliquie del vescovo e martire locale
S. Rufino, il cui corpo era stato rinvenuto
nei pressi di Costano, sulle rive del Chiascio.
Fu quindi ricostruita dal vescovo Ugone intorno al 1029, a seguito di
un evento miracoloso narrato da S. Pier Damiani;
per conservare le reliquie di S. Rufino fu usato un sarcofago del sec.
III, adorno, nella fronte, di un bassorilievo con il mito di Diana
e Endimione.
Successivamente, nel 1035, vi fu trasferito il titolo di Cattedrale,
fino ad allora legato a S. Maria Maggiore (davanti
alla quale Francesco, alla presenza del vescovo
Guido, si spogliò delle sue vesti restituendole al padre Pietro
di Bernardone).
Nel 1140 venne quindi fondata la nuova chiesa, l'attuale, ideata dall'architetto
eugubino Giovanni, come ricorda l'iscrizione muraria visibile all'interno
dell'abside; forse lo stesso Giovanni, che nel 1163 firmava il rosone
della facciata di S. Maria Maggiore.
La fabbrica non era ancora ultimata nel 1210, quando un patto di pace
tra Maiores e Minores della città ne ordinava la
prosecuzione dei lavori.
Dal sarcofago, posto nella cripta Ugoniana, le ossa del Santo patrono
furono allora prese e traslate nella nuova Basilica.
La consacrazione in forma solenne di questa chiesa avvenne però
qualche anno dopo, nel 1228, ad opera di Gregorio IX, presente ad Assisi
per la canonizzazione di S. Francesco.
Giunto nella piazza della Basilica, il visitatore rimane affascinato dalla
splendida facciata dell'edificio sacro, considerato
uno dei monumenti più significativi dell'arte romanica in Umbria.
La stessa facciata, opera di lapicidi umbri
del sec. XII, creazione romanica dove trionfa l'ideale di armonia classica,
risulta suddivisa in tre sezioni: su quella
inferiore si aprono i tre portali
in pietra finemente lavorati e alla cui base poggiano leoni e
grifi; su quella centrale, divisa dalla
precedente da una fila di colonnine, si stagliano i tre
rosoni: interessantissimo è quello mediano, che sembra
sorretto da tre telamoni e contornato dai simboli dei quattro Evangelisti;
il timpano molto alto, di epoca successiva,
è allegerito da un finto arco centrale ogivale, previsto per accogliere
un mosaico.
Il campanile quadrato, che si innalza sulla
parte sinistra della facciata, possente e autonomo nell'architettura,
appartiene all'edificio del sec. XI, e si fonda su una cisterna romana.
L'interno è basilicale a tre
navate, completamente rinnovato, nel 1571, da Galeazzo
Alessi.
All'inizio della navata destra è collocato
il fonte battesimale nel quale furono battezzati S.
Francesco (10 ottobre 1182?), S. Chiara,
Federico II di Svevia (1197) e tanti, tanti
altri autorevoli "figli" di Assisi (ultimo, il PassionistaS. Gabriele dell'Addolorata, al secolo Francesco
Possenti).
La pila è formata da una vecchia colonna di pietra granitica, tutta
circondata da una griglia di ferro.
L'elegante tabernacolo in terracotta, che racchiude il sacro fonte,
venne eretto nel 1882, quando Assisi celebrò il VII centenario
della nascita di S. Francesco. Il dipinto è di Domenico Bruschi.
Sul muro di fronte, dietro una griglia, è una pietra su
cui sarebbero le impronte dei piedi del "misterioso"
pellegrino, che, a detta della tradizione, chiese di reggere
il neonato Francesco presso il fonte battesimale.
Due gli altari di particolare interesse per
la pietà popolare: la cappella della Madonna del Pianto
e quella di S. Vitale.
La prima cappella, ancora ai giorni nostri la
più frequentata, fu fatta costruire nel 1496 in onore del miracolo
di cui, nel 1494, fu protagonista un'immagine della Vergine, che appunto
lacrimò. L'immagine raffigura la Vergine addolorata che regge
sulle ginocchia il corpo del Redentore. Di recente trafugata, l'opera
tedesca di inizio Quattrocento è stata sostituita da una copia
identica.
Sin dal 1894 venne portato e fissato in questa cappella il vecchio
altare della chiesa di S. Nicolò di Piazza,
sopra il quale S. Francesco, Bernardo da Quintavalle e Pietro Cattani
avevano consultato il Vangelo.
L'altra cappella fu voluta nel 1575, allorché
i canonici di S. Rufino disposero il trasferimento dei corpi dei SS. Rufino
d'Arce, Vitale eremita alle Viole, Facondino
di Valfabbrica e Vittorino: era nelle intenzioni
dei canonici creare il Sancta Sanctorum della diocesi di Assisi.
Presso la sacrestia si può ammirare una
specie di grotta, chiamata l'Oratorio di S. Francesco,
ove il Santo si ritirava in meditazione, quando veniva a predicare in
cattedrale.
Un giorno, mentre Francesco era qui assorto in preghiera, i suoi frati,
a Rivotorto, furono testimoni di una misteriosa visione: videro
il loro Patriarca sopra un carro di fuoco.
Pregevole è la cappella del Sacramento,
disegnata ed in parte affrescata dal Giorgetti
(1663). Le nove tele che decorano le pareti, rappresentanti scene del
Vecchio e Nuovo Testamento, sono attribuite al secentesco Andrea
Carloni.
Sopra l'ultimo altare destro è un Cristo
adorato da Santi di Dono Doni (1555); sui due altari a
lato del maggiore, sono altre due opere dell'artista assisiate:
Deposizione (1562) e Crocifissione (1563).
Le marmoree statue di S. Francesco e di S. Chiara, ai lati
dell'altare maggiore, sono di G.
Douprè; al centro del coro è la statua di
S. Rufino di Lemoyne.
Nell'abside è ammirabile il coro
ligneo intagliato e intarsiato da Giovanni di Pieriacopo da
S. Severino (1520).
Dalla navata destra si accede al Museo
del Duomo, che conserva affreschi staccati dall'oratorio
di S. Rufinuccio, databili al sec. XIII (probabilmente di
Puccio Capanna): Flagellazione, Crocifissione
e Deposizione; inoltre reliquiari e codici miniati;
l'opera più significativa è il trittico raffigurante Madonna
col Bambino e Santi di Nicolò Alunno
(1470).
Dalla navata sinistra si può accedere
alla cisterna romana, in opera quadrata.
E' possibile visitare, con accesso dall'esterno della chiesa, anche la
cripta primitiva (sec. XI) del tempo del vescovo
Ugo. Essa conserva resti di affreschi dei secc. XI-XII e il sarcofago
romano che servì da sepolcro a S. Rufino.
Rapporti tra la Cattedrale di S. Rufino e S. Francesco d'Assisi:
- Battesimo di Francesco in S. Rufino: Tommaso
da Celano, Vita II, cap. I, n. 3; Leggenda dei tre compagni, cap. I, n.
2.;
- Mentre prega in San Rufino, Francesco è visto dai suoi compagni
sopra un carro di fuoco: Tommaso da Celano, Vita I, cap. XVIII, n.
47.
- S. Chiara, nella chiesa di S. Rufino, assiste alla messa nella Domenica
delle Palme: Leggenda di S. Chiara, n. 7.
- Frate Silvestro canonico di S. Rufino: Leggenda dei tre compagni,
cap. IX, nn. 30-31.
- Frate Rufino predica in cattedrale: Fioretti, cap. XXX.
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