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Basilica di S. Maria degli Angeli

Si trova a km 5 da Assisi, nella pianura, ai piedi della cittadina.
La Basilica di S. Maria degli Angeli, uno dei maggiori Santuari d'Italia, sorto sul luogo dove ebbe inizio l'Ordine francescano e dove S. Francesco morì, fu eretto tra il 1569 e il 1679, su progetto di Galeazzo Alessi; successivamente ebbe ricostruito il piedicroce (1840) e una nuova facciata (1928).
Sulla grandiosa mole si libra la bella cupola che domina l'intero paesaggio.
Imponente nelle sue linee architettoniche, ma relativamente austera nella sua decorazione, questa Basilica (a tre navate, fiancheggiata da molte cappelle) risponde perfettamente al duplice scopo che si erano prefissi i suoi ideatori: proteggere l'inestimabile reliquia che è la piccola cappella della Porziuncola e raccogliere la folla dei pellegrini, specie nelle grandi festività.
Certamente senza la grande Basilica l'umile chiesetta restaurata da Francesco non sarebbe giunta fino ai giorni nostri.


LA PORZIUNCOLA

All'interno della Basilica, la prima cosa che merita di essere visitata è la Porziuncola.
Essa è situata sotto la cupola, ed è tuttora conservata nella sua preziosa nudità primitiva.

Secondo la tradizione, questa chiesina sarebbe stata costruita nel sec. IV, al tempo di papa Liberto, da quattro pellegrini venuti da Gerusalemme, tradizione che può avere una conferma nello schema nettamente bizantino del piccolo edificio. Intorno al 516, S. Benedetto, avendola ottenuta con una "porzioncella" di terreno, l'avrebbe solidamente restaurata.
Certo è che S. Francesco, intorno al 1206, trovatala già vecchia e in rovina, la restaurò con le proprie mani, e ne fece il suo rifugio.
Nel 1209-1210 l'ebbe definitivamente in dono dai Benedettini del monte Subasio, per farla "Capo e Madre" del nascente Movimento da lui fondato.
Fu dunque in questo luogo che nacquero i francescani; fu qui che la notte del 18-19 marzo 1212 (oppure 28 marzo 1211), Francesco consacrò a Dio la nobile donzella assisana Chiara di Favarone; fu qui che negli ultimi giorni del luglio 1216, il Santo, pregando il Signore per la salvezza degli uomini, ottenne da Dio la celebre "Indulgenza del Perdono"; fu qui che tenne i primi Capitoli dell'Ordine; fu da qui che sparse ovunque i suoi frati, per la conquista spirituale del mondo; fu qui che volle essere riportato negli ultimi giorni di settembre del 1226, «affinché dove nel principio aveva ricevuto lo spirito della grazia, ivi pure avesse renduto a Dio lo spirito della vita».

Oltre alle gloriose pagine di storia francescana, alla Porziuncola non mancano pregevoli ricordi artistici.
Sulla facciata della cappellina è il pregevole dipinto di Overbeck, raffigurante S. Francesco genuflesso ai piedi di Gesù Cristo e della Vergine, in atto di chiedere l'Indulgenza del "Perdono". L'opera, eseguita nel 1829, sostituì un altro dipinto del sec. XV, rovinato dal tempo.
Dentro un tabernacolo gotico, che rimpiazzò, forse, il primitivo campaniletto, sul vertice della facciata, troneggia una duecentesca statua in marmo della Beata Vergine Maria in atto di allattare il Bambino.
Sul fianco destro esterno della chiesina si vedono due frammenti di vecchie pitture: un S. Bernardino e una Vergine in trono tra i SS. Antonio di Padova e Bernardino da Siena, di ignoto autore umbro con influsso senese.
Sulla stessa parete destra, un'iscrizione del sec. XIII, indica la sepoltura di frate Pietro Cattani († 1221), primo vicario di S. Francesco.
Assai più pregevole è il dipinto mutilo che si ammira sopra l'abside esterna della stessa chiesina, rappresentante la Crocifissione.
La statua di S. Francesco, sul vertice posteriore della cappella, è terracotta di Graziani di Faenza (1828).
La scena dell'Annunciazione, in due quadri, è di carattere peruginesco.
Altri affreschi trecenteschi e quattrocenteschi sono nella volta e nelle pareti interne della Porziuncola, ma molto consunti e quasi irriconoscibili.
Anche le porte della chiesina sono del primo Quattrocento.
L'opera artistica più antica e più preziosa della Porziuncola è la grande icone, che si venera sopra l'altare.
Essa occupa tutta l'ogiva della cappella ed è dipinta su tavola a fondo dorato.
L'autore, Prete Ilario da Viterbo, che la dipinse nel 1393, ispirandosi al racconto dell'Indulgenza, vi ha rappresentato: in basso, a destra di chi guarda, S. Francesco nudo tra le spine, per vincere il diavolo tentatore; più in alto, il Santo accompagnato da due Angeli alla Porziuncola; sulla sommità, Gesù Cristo e la Vergine in trono circondati da teorie di Angeli, e S. Francesco genuflesso che implora l'Indulgenza; a sinistra, scendendo, S. Francesco dinanzi al papa implorante la conferma dell'Indulgenza ; in basso, S. Francesco che promulga l'Indulgenza con i sette Vescovi dell'Umbria; nel centro, l'Annunciazione.
Quello che ha reso nota in tutto il mondo la Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio dell'Indulgenza, che va sotto il nome di "Perdono d'Assisi", e che da oltre sette secoli converge verso di essa orde di pellegrini.


CAPPELLA DEL TRANSITO

Nella stessa Basilica, dietro alla Porziuncola, a destra, si trova la piccola cappella del Transito.
In questo luogo, la sera del 3 ottobre 1226, Francesco di Assisi, cantando a sorella morte, rese l'anima al Signore.
All'interno dell'ambiente, oltre alla pregevole Statua del Santo in terracotta, di Andrea della Robbia, e al Cordiglio di Francesco, sono i bei dipinti dello Spagna rappresentanti i Primi compagni di S. Francesco e i Primi Santi dell'Ordine.
All'esterno sono due affreschi di Domenico Bruschi (1886) raffiguranti la Morte e i Funerali del Santo.


PRESBITERIO E CRIPTA

Il presbiterio ha una grande scala frontale, con la balaustra e due amboni laterali decorati dallo scultore Toni Fiedier.
Le scene dell'ambone si riferiscono ad episodi della vita di S. Francesco; ambone di sinistra: S. Francesco e il Crocifisso di S. Damiano; Vocazione di S. Francesco alla Porziuncola; S. Francesco restaura la Porziuncola. Ambone di destra: S. Francesco invia dalla Porziuncola i suoi frati in missione apostolica.
Al centro del presbiterio è il nuovo altare papale; il paliotto è costituito da nicchie con sette formelle in bronzo (di E. Manfrini), raffiguranti: Gesù Maestro al centro e, ai lati, i SS. Francesco, Chiara, Bonaventura, Antonio di Padova, Pio V (che volle la Basilica), Pio X (che innalzò la chiesa a Basilica patriarcale).
Da ammirare il Crocifisso e i candelabri in bronzo che ornano l'altare e il presbiterio (di E. Manfrini).

Al di sotto del presbiterio si apre la cripta, al centro della quale è un altare rivolto al popolo, dietro cui troneggia il polittico in terracotta smaltata di Andrea Della Robbia.
Le vetrate sono opera del frate minore siciliano Alberto Farina (1969).
Nel fondo sono i resti della casa che il Comune di Assisi aveva costruito in occasione del Capitolo e che S. Francesco aveva voluto abbattere.
L'interno della Basilica vede molte cappelle, di seguito indicate:

1 - Cappella di S. Antonio Abate
a. Miracolo di S. Antonio Abate - Garbi, 1773
b. S. Antonio Abate - Giorgetti, sec. XVII
c. Fonte Battesimale - sec. XIX
c. Battesimo di Gesù - P.M. da Montecelio, sec. XIX
d. Allegorie delle Virtù
e. Gloria di S. Antonio Abate - Appiani di Ancona, sec. XVIII
f. Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza - Appiani di Ancona, sec. XVIII

2 - Cappella di S. Giovanni Battista
a. Nascita del Battista - Giorgetti, sec. XVII
b. S. Giovanni Battista battezza Gesù nel Giordano - Anonimo, sec. XVII
c. La predicazione del Battista - Anonimo, sec. XVII
d. La predicazione del Battista - Anonimo, sec. XVII
e. Il Paradiso - Anonimo, sec. XVII
f. Decapitazione del Battista - Anonimo, sec. XVII

3 - Cappella di S. Anna
a. Lo sposalizio della Vergine - Pomarancio, sec. XVI
b. La natività di Maria - Anonimo, sec. XVII
c. La presentazione di Maria al tempio - Anonimo, sec. XVII
d. Il ritrovamento di Gesù fra i dottori - Anonimo, sec. XVII
e. La Pentecoste - Anonimo, sec. XVII
f. Le nozze di Cana - Anonimo, sec. XVII

4 - Cappella di S. Pio V
(dipinti del Martelli, sec. XVII)
a. S. Francesco accoglie uomini e donne nel Terz'Ordine
b. S. Pio V in estasi
c. S. Francesco ottiene il Perdono di Assisi
d. La visita di Maria a S. Elisabetta
e. L'Assunzione di Maria
f. La presentazione al tempio di Maria

5 - Cappella della Natività
a. Processione del Sacro Velo - Artisti barocceschi, 1592-1596
b. Presepio - Pace da Urbino, 1830
c. S. Francesco riceve il monte della Verna - Artisti barocceschi, 1592-1596
d. Episodi della vita di S. Francesco - sec. XVII
e. Episodi della vita di S. Francesco - sec. XVII
f. Episodi della vita di S. Francesco - sec. XVII

6 - Altare di S. Pietro
(G. Reinhold, 1675)
6. Liberazione prodigiosa di S. Pietro dal carcere; Gloria di S. Pietro - Mattei, sec. XVII; sopra l'altare: Urna lignea del '700 con il corpo di S. Giuliana, martire romana
a. Altare dei SS. Pietro d'Alcantara e Margherita da Cortona; Il Redentore con i SS. Pietro e Margherita - Appiani di Ancona, sec. XVIII
b. Reliquie
c. Porta dell'Annunziata, L'Annunciazione di Maria - Federico Barocci, 1596
c. Estasi di S. Francesco Saverio - Anonimo, fine 1500

7 - Cappella di S. Diego d'Alcalà
a. S. Francesco annuncia al popolo il Perdono - Cavallucci, sec. XVIII
b. S. Diego guarisce i malati - P. Ippolito da Cocete, 1710
c. S. Francesco ottiene la conferma del Perdono - Orsini, sec. XVIII
d. Gloria di S. Diego e Allegorie delle Virtù - Garbi, sec. XVIII
e. Idem
f. Idem

8 - Cappella delle Stimmate
a. La verifica delle Stimmate - Giorgetti, sec. XVII
b. S. Francesco riceve le Stimmate - Giorgetti, sec. XVII
c. Il saluto di S. Chiara a S. Francesco morto - Giorgetti, sec. XVII
d. La vestizione dei Terziari - Sermei, sec. XVII
e. S. Francesco è introdotto in Paradiso - Sermei, sec. XVII
f. Approvazione della Regola - Sermei, sec. XVII

9 - Cappella della Deposizione del Signore
(sec. XVII)
sopra l'altare: Urna con il corpo di S. Massimino
a. Gesù congedandosi dalla Madre ne riceve la benedizione - Anonimo, sec. XVII
b. Deposizione del Signore - Croce, sec. XVII
c. Cristo risorto appare a Maria, sec. XVII
d. La vestizione di S. Chiara alla Porziuncola - Salimbeni, sec. XVII
e. La Resurrezione del Signore - Salimbeni, sec. XVII
f. S. Chiara, morente, è visitata dal Papa - Salimbeni, sec. XVII

10 - Cappella della Vergine Incoronata
(dipinti su tela di Simeone Ciburri, inizi Seicento)
a. La mistica cena dei SS. Francesco e Chiara alla Porziuncola
b. in basso: La tomba vuota di Maria - in alto: L'incoronazione della Vergine
c. Miracolo di S. Diego

11 - Cappella della Madonna del Rosario
(Scuola del Conca, sec. XVIII)
a. Il martirio di S. Rufino, vescovo di Assisi - Orsini, sec. XVIII
b. Madonna del Rosario e Santi - D. Muratori, sec. XVII
c. Pio V approva a Giangaleazzo Alessi il progetto della Basilica della Porziuncola, sec. XVII
d. S. Chiara respinge i Saraceni - S. Benedetto restaura la Porziuncola, sec. XVII
e. S. Rufino in gloria - Moretti, sec. XVII
f. S. Elisabetta distribuisce elemosine - S. Francesco incontra S. Domenico, sec. XVII

1 2 - Altare di Santa Croce
(in marmi policromi, 1700)
sopra l'altare: Crocifisso ligneo di Giovanni Tedesco, 1530;
a destra: Medaglione del sec. XIX con i SS. Salvatore da Horta, Pietro Regalato e Margherita da Cortona - Anonimo
a sinistra: Medaglione del sec. XIX con i SS. Giacomo della Marca e Leonardo da Porto Maurizio - Anonimo
a. Cappella della Beata Vergine di tutte le Grazie; Dossale dell'altare in bronzo; Icona Bizantina del Monte Fileremo di Rodi (Grecia), di Tommaso Gismondi, sec. XX
b. Porta di S. Pasquale: (in alto) S. Francesco Solano battezza gli indigeni (sec. XVII) - (in basso nella nicchia): Statue lignee del XVII sec. - (a destra): S. Antonio di Padova - (a sinistra): S. Pasquale Baylon
c. Porta del Getsemani - in alto: Gesù nell'orto degli Ulivi - Stucchi del sec. XVII

Nel braccio sinistro del transetto, inoltre, sono: la cappella del SS.mo Sacramento, la cappella dei Protomartiri e la sacrestia di S. Giovanni, ambienti ingentiliti, anch'essi, da pregevoli opere artistiche.


IL ROSETO

Tornati nella navata di destra, dopo una debita visita alla sagrestia (impreziosita da dipinti settecenteschi e armadi seicenteschi in legno), un corridoio adduce al miracoloso Roseto "senza spine", sbocciato dal roveto dove si rotolò S. Francesco, per vincere un'aspra tentazione infernale.
Bello è il limitrofo gruppo del Rosignoli raffigurante Francesco e la pecorella.
Di fronte al Roseto, una pianta di fico ricorda l'episodio di S. Francesco e la cicala.


LA CAPPELLA DELLE ROSE

Dal Roseto prende il nome la cappella delle Rose. E' fama che qui sorgesse la povera capannuccia, in cui soleva abitare Francesco, quando era di soggiorno a Santa Maria degli Angeli.
La chiesina consta di due parti: una più bassa, fatta costruire da S. Bernardino (sec. XV); e una più alta del tempo di S. Bonaventura (sec. XIII).
Le pareti dei due ambienti sono state affrescate da Tiberio di Assisi (1516-1518), con Storie del Perdono e (presbiterio) S. Francesco con i suoi compagni e i primi Santi dell'Ordine.
Sulla volta si ammira una grande effigie dell'Eterno circondata da Serafini, attribuita al Pinturicchio.
Sotto la cappella si apre una specie di grotta con dentro una statua di S. Francesco, prostrato in atto di umile preghiera.


LA CAPPELLA DEL PIANTO

Uscendo dalla cappella delle Rose e scendendo alcuni gradini, a sinistra, si trova subito la cappella del Pianto. E' un piccolo ambiente diseppellito e restaurato, appartenente senza dubbio alla parte più antica del vecchio conventino duecentesco. Unico ornamento, una recente maiolica di Deruta sul piccolo nudo altarino, rappresentante, in fedelissima copia, il S. Francesco piangente che si venera a Greccio.


IL POZZO DI S. FRANCESCO

A pochi passi dal Roseto, sotto un grande arco che si apre sul fianco orientale della Basilica, si conserva il così detto "Pozzo di S. Francesco". E' tradizione che l'acqua di questo pozzo sia stata fatta scaturire dallo stesso Santo.
Il piccolo chiostro che contiene il manufatto prende il nome da S. Bernardino, che lo completò nella parte superiore, ma l'ala principale che tuttora si ammira, fu fabbricata nel 1350, sfruttando costruzioni precedenti, come il rozzo arco che sovrasta la porta d'ingresso, del 1230, e la parete di sinistra in pietra d'Assisi, chiaramente anteriore al detto arco e perciò coevo, almeno, a S. Francesco.


IL CONVENTINO

Presso il pozzo di S. Francesco si apre l'accesso al vecchio Convento, il più antico della Porziuncola (dal 1230 al sec. XV), dove abitarono le prime generazioni francescane. E' detto "di San Bernardino da Siena", perché ne è conservata e venerata la cella da lui abitata, e perché vari furono i lavori da lui ordinati.
Nella "cella di San Bernardino", è conservato autografo un suo discorso mariano, tenuto alla Porziuncola per il "Perdono" del 1425.
Tra le "celle", c'è quella abitata da S. Carlo Borromeo, cardinale protettore dei francescani, ed altre con i nomi dei più famosi frati minori dell'Osservanza, soprattutto del sec. XV.
E' visibile la "stanza del fuoco comune", dove, durante i periodi più freddi, i frati si riunivano per dialogare e studiare.

IL MUSEO

E' al pianterreno del conventino. Custodisce, tra l'altro, un Crocifisso datato e firmato di Giunta Pisano (1236); un ritratto di S. Francesco del cosiddetto "Maestro di S. Francesco" (1236); un altro ritratto, su legno, di Cimabue; paramenti sacri dal sec. XIV in poi; oggetti di antiquariato e artigianato italiano e estero.


IL CONVENTO

Attiguo alla Basilica, vasto e simmetrico, sorge il Convento dei Frati Minori, costruito nei secc. XVI e XVII.
In esso meritano di essere visitati: il chiostro ad arcate grandiose, centrato da una cisterna con vaso, colonne e trabeazione in travertino, su disegno dell'Alessi, e affrescato tutt'intorno dal Providoni; i due refettori, il grande (in clausura) lustrato da una Crocifissione di Dono Doni (1561) e, sull'ingresso, da una movimentata Nozze di Cana del Providoni; il piccolo, ingentilito, oltretutto, da un affresco di Nicolò Pomarancio, con autoritratto dell'autore, rappresentante L'Ultima Cena.

Nel quarto dormitorio sovrastante al grande refettorio cinquecentesco, recentemente sono tornati alla luce vari affreschi, posti al disopra delle celle in forma di medaglioni, purtroppo mutili. Rappresentano Santi e Beati dell'Ordine vissuti alla Porziuncola; risalgono alla prima metà del sec. XVI.

***

Rapporti tra la Porziuncola e S. Francesco d'Assisi

- Francesco ripara la Porziuncola: I Cel. nn. 21, 44; Leg. maior, cap. II, n. 8.
- Francesco si rifugia alla Porziuncola con i primi due compagni: Leggenda dei tre compagni, n. 32.
- Francesco si stabilisce alla Porziuncola e la sceglie come sua dimora: I Cel., n. 44; Leg. maior, cap IV, n. 5; Leggenda dei tre compagni, n. 32; II Cel., n. 19; Leg. maior, cap. II, n. 8; Leg. maior, cap. III, n. 1.
- Francesco domanda l'uso della Porziuncola all'abate del Subasio: Leggenda perugina, n. 8.
- La Porziuncola è degna di particolare dilezione divina: II Cel., n. 20.
- La Porziuncola è prediletta dalla Vergine e dagli Angeli: Leggenda dei tre compagni, n. 55; Leggenda perugina, n. 9; Leg. maior, cap. II, n. 8.
- Gli assisani sono devoti alla Porziuncola: Leggenda perugina, n. 8.
- Alla Porziuncola Francesco scopre la via della perfezione evangelica e fonda l'Ordine: Cronaca di Gualtiero di Gisburn, in Fonti Francescane, (Editio minor 1986), n. 2316.
- La Porziuncola è "Caput et mater" dell'Ordine francescano: Leg. maior, cap. II, n. 8; Leggenda perugina, nn. 9, 10, 12.
- Alla Porziuncola i frati si moltiplicano: Leggenda perugina, n. 77.
- Francesco alla Porziuncola vi raduna i frati e vi celebra i Capitoli generali: Leg. maior, cap. IV, n. 10; Leggenda perugina, n. 114; I Fioretti, cap. XVIII; Leggenda dei tre compagni, n. 57; II Cel., n. 57; Leggenda perugina, nn. 11, 79; Giacomo da Vitry, Lettera scritta nell'ottobre 1216 da Genova, in Fonti Francescane, (Editio minor 1986), n. 2208; Giacomo da Vitry, L'Ordine e la predicazione dei frati minori, in Fonti Francescane, (Editio minor 1986), n. 2222; Leggenda perugina, nn. 71, 87.
- Dalla Porziuncola Francesco invia i frati nelle missioni: Leggenda perugina, n. 79.
- Gli assisani vi costruiscono una casa: Leggenda perugina, nn. 11, 12.
- Dopo un Capitolo celebrato alla Porziuncola, Francesco parte per la Francia: Leggenda perugina, n. 79.
- Dopo il viaggio in Spagna Francesco torna alla Porziuncola: I Cel., n. 57.
- Episodi della vita di Francesco alla Porziuncola: II Cel., nn. 65, 76, 91, 115, 160; Leg. maior, cap. VII, n. 4; Leg. maior, cap. VIII, n. 7; Leggenda dei tre compagni, n. 44;
- Leggenda perugina, nn. 21, 22, 56, 63, 78.
- La Porziuncola, Francesco e la cicala: II Cel., n. 171; Leg. maior, cap. VIII, n. 9; Leggenda perugina, n. 84.
- Alla Porziuncola Francesco riceve Chiara: I Fioretti, cap. XV;
- Alla Porziuncola Francesco piange la passione: Leggenda dei tre compagni, n. 14, Leggenda perugina, n. 37.
- Alla Porziuncola Francesco libera un frate dal demonio: Legenda perugina, n. 7; I Fioretti, cap. XXIII.
- La Porziuncola e il "breviario": Leggenda perugina, n. 74.
- La Porziuncola e la "perfetta letizia": in Fonti Francescane, (Editio minor 1986), n. 278.
- Alla Porziuncola è punita la curiosità del vescovo Guido: II Cel., n. 100; Leg. maior, cap. X, n. 5; Leggenda perugina, n. 6.
- Alla Porziuncola a pranzo con Chiara: I Fioretti, cap. XV.
- La Porziuncola e la visita del cardinal Ugolino: II Cel., n. 63; Leggenda perugina, n. 33.
- Alla Porziuncola frate Masseo vuol provare l'umiltà di Francesco: I Fioretti, cap. X.
- Alla Porziuncola Francesco ottiene da Onorio III l'Indulgenza: Diploma di Teobaldo, in Fonti Francescane, (Editio minor 1986), nn. 3391-3399.
- La Porziuncola è meta di pellegrinaggi: II Cel., n. 19; Leggenda perugina, n. 9; Specchio di perfezione, n. 55.
- Alla Porziuncola Francesco rinuncia al governo dell'Ordine: II Cel., n. 143; Leggenda perugina, n. 105; Specchio di perfezione, n. 39.
- Francesco esorta a non abbandonare mai la Porziuncola: I Cel., n. 106; Leg. maior, cap. XIV, n. 3.
- Francesco ritorna alla Porziuncola per morirvi: I Cel., n. 108; II Cel., n. 216; Leg. maior, cap. XIV, nn. 2, 5; Della quarta considerazione delle sacre sante istimate, in Fonti Francescane, (Editio minor 1986), nn. 1943-1944.
- Alla Porziuncola Francesco invita donna Jacopa: Lettera a donna Giacomina, in Fonti Francescane, (Editio minor 1986), nn. 253-255.
- La Porziuncola e l'ultima cena: II Cel., n. 217;Leggenda perugina, n. 117; Leg. maior, cap. XIV., n. 5; Specchio di perfezione, n. 88
- La Porziuncola e la morte di Francesco: I Cel., nn. 88, 108; II Cel., nn. 214-217, 220; Leg. maior, cap. XIV, nn. 5-6; Leg. maior, cap. XV, nn. 1-2, 6; Leggenda dei tre compagni, n. 68; Anonimo perugino, n. 46; Leggenda perugina, nn. 109, 110; Della quarta considerazione delle sacre sante istimate, in Fonti Francescane, (Editio minor 1986), n. 1950.
- La Porziuncola e sorelle allodole: Leg. maior, cap. XV, n. 6; Leggenda perugina, n. 110.
- Alla Porziuncola nascono i due Ordini: Leggenda di S. Chiara, n. 8.

 


a cura di Paolo Rossi
(Per approfondimenti:
redazione@sanfrancesco.com)

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