«Coloro che vogliono
condurre vita religiosa negli eremi, siano tre frati o al più
quattro.
Due di essi facciano da madri ed abbiano due figli o almeno uno.
I due che fanno da madri seguano la vita di Marta, e i due che fanno
da figli quella di Maria.
E sempre recitino compieta del giorno, subito dopo il tramonto
del sole, e cerchino di conservare il silenzio e dicano le ore liturgiche
e si alzino per il mattutino, e prima di tutto ricerchino il
regno di Dio e la sua giustizia.
Dicano prima ad un’ora conveniente e dopo terza
sciolgano il silenzio e possano parlare e recarsi dalle loro madri.
E quando vorranno, potranno chiedere ad esse l’elemosina, come
dei poverelli, per amore di Dio.
Poi dicano sesta e nona e i vespri all’ora
stabilita.
E nel chiostro, dove dimorano, non permettano a nessuna persona di entrare
e neppure vi mangino.
E quei frati che fanno da madri procurino di stare lontani da ogni persona
e, per obbedienza al loro ministro, custodiscano i loro figli da ogni
persona, così che nessuno possa parlare con essi.
E questi figli non parlino con nessuna persona se non con le loro madri
e con il ministro e il loro custode, quando piacerà ad essi di
visitarli, con la benedizione del Signore Iddio.
I figli però talora assumano l’ufficio di madri, come sembrerà
loro opportuno disporre per un necessario avvicendamento, e cerchino
di osservare con attenzione e premura tutte le cose sopraddette».
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