Itinerario: Terni, Narni, Orvieto, Cortona, Città
di Castello, Perugia, Assisi, Foligno, Montefalco, Norcia, Cascia,
Roccaporena, Terni.
Durata di 5 giorni e 4 notti
E’, questo, un itinerario dedicato alle figure delle Sante
e Beate umbre, le quali, seppur legate alle quotidiane “fatiche”
della vita, hanno profondamente inciso nella storia umana e nella
vita della Chiesa.
Donne di speranza, esigenti, attive, laboriose: persone tuttora immensamente
capaci di offrire cambiamenti qualitativi nella storia dell'umanità.
Tra tutte, si distingue Rita da Cascia, la Santa della devozione
popolare che faceva "sbocciare le rose d'inverno".
Ma prima di Rita, altre donne, quali: Scolastica da Norcia, Chiara
d’Assisi e sua sorella Agnese, Margherita
da Cortona, Chiara da Montefalco, Margherita da
Città di Castello, Giovanna (o Vanna) da Orvieto,
Angela da Foligno, Colomba da Rieti (Collescipoli),
Angelina da Montegiove, etc., avevano saputo conciliare la
preghiera con l'impegno civile.
Le tante iniziative che, partendo da Assisi - "Città della
pace" -, fioriscono in molti altri luoghi dell'Umbria, rinnovano
continuamente la spiritualità femminile di questa terra, che
mai fu immobile contemplazione, bensì vitale intreccio di valori
e ideali, nei quali trova identità la civiltà stessa
degli umbri.
Vi suggeriamo di viverlo, con noi o da
soli, nella maniera seguente:
1° giorno (Km. 76)
Ore 08.30: ritrovo dei partecipanti davanti
alla Stazione ferroviaria di Terni (P.zza Dante Alighieri).
Ore 09.00: visita della città di Terni,
che vanta, tra i suoi principali "Protettori",
Maria, la "mamma di Gesù", espressione
"suprema" della Santità femminile.
Il culto mariano nella città di Terni, ha sempre costituito
un saldo punto di riferimento nella maturazione spirituale dei
fedeli, come dimostrano le numerosissime chiese, parrocchiali
e non, attualmente intitolate alla Vergine, e la folta iconografia
mariana, tipica espressione della devozione popolare, che ingentilisce
ogni luogo sacro del territorio come chiese, cappelle, edicole,
tabernacoli.
Nelle case «de' terennani, sia ghelfi che gibellini,
entra senza mai più scapparne la Vergene Benedetta»,
quella amorosissima Madre che, come sottolinea il teologo contemporaneo
Moltmann: «(...) fu tutt’altro che donna passivamente
remissiva o di una religiosità alienante, ma donna che
non dubitò di proclamare che Dio è vindice degli
umili e degli oppressi, e rovescia dai loro troni i potenti del
mondo».
Visiteremo:
- la Cattedrale di S. Maria Assunta, nella cui terza
cappella di sinistra è il dipinto della "Madonna
della Misericordia" (patrona della città e della
Diocesi), la quale, più volte (1850, 1896, 1946), fu vista
- da migliaia di persone - muovere gli occhi;
- la quattrocentesca statua in terracotta della "Madonna
del Popolo", esposta a Piazza della Repubblica, all'interno
di un bel portale rinascimentale, decorato a bassorilievi.
Trasferimento a Narni, dove, nel 1476,
nacque la B. Lucia.
Della famiglia Broccadelli, già a 12 anni si consacrò
a Dio con voto di verginità. Suo malgrado, fu costretta
dai familiari a sposarsi. Dopo un breve ma penoso periodo di vita
matrimoniale, si separò dal marito, il quale, più
tardi, diventerà frate francescano.
Nel 1494, Lucia entrò nel Terzo Ordine Domenicano, a Narni.
Fu a Roma e poi a Viterbo, dove, il 24 febbraio 1496, ricevette
le Stimmate, verificate dallo stesso Papa, da medici e da teologi.
Il duca di Ferrara Ercole I, conosciuta la santità della
donna, le chiese di diventare sua consigliera e le costruì
il monastero di S. Caterina da Siena per l'educazione delle giovani
ferraresi.
Negli ultimi anni di vita, Lucia conobbe il disprezzo e l'umiliazione,
che accettò con imperturbabile serenità.
Morì a Ferrara nel 1544.
Oltre alla visita della splendida città di Narni,
sosteremo nel Duomo, luogo ove è conservato il
corpo incorrotto della Beata.
Sosta per il pranzo.
Tappa successiva: Orvieto,
città della B. Giovanna (Vanna);
nata nel 1264, Giovanna, rimasta presto orfana, visse
guadagnandosi il pane con il lavoro del ricamo e santificandolo
nell'adempimento fedele dei suoi impegni di Terziaria
domenicana. Raggiunse i più alti gradi di vita
mistica: riviveva la Passione ogni venerdì Santo.
La fama delle sue virtù le conferì un eccezionale
ascendente sui suoi concittadini, che seppe guadagnare
a Cristo; morì nel 1306.
Visita della città e della Chiesa di S. Domenico,
ove è sepolta.
Cena e pernottamento in hotel.
2° giorno (Km. 174)
Trasferimento a Cortona, città
di S. Margherita. Nata a Laviano (Perugia) nel 1247, diciottenne
va a convivere con un giovane nobile di Montepulciano, che non la
sposa neppure quando nasce un figlio, e che muore assassinato nove
anni dopo.
Allontanata dai parenti dell'uomo e dalla propria famiglia, Margherita
trova accoglienza a Cortona. Lavora come infermiera per le partorienti;
educa il figlio, che si farà poi francescano, e si dedica
agli ammalati poveri. Prende con sé alcune volontarie che
si chiameranno "Poverelle"; promuove l'assistenza
gratuita a domicilio; si fa aiutare da famiglie importanti e nel
1278 fonda l'"Ospedale della Misericordia".
Vive un periodo da contemplativa, e una domenica ricompare a Laviano,
per raccontare, in chiesa (durante la Messa), le sue vicende giovanili,
e per chiedere perdono.
A Cortona, spesso, la gente la raggiunge nella cella presso la Rocca,
dove si è stabilita nel 1288: chiede il suo intervento nelle
contese cittadine e nelle lotte con altre città.
Nel 1289 Margherita è tra coloro che danno vita alla "Confraternita
delle Laudi". Morirà a Cortona nel 1297.
Visita della città e del Santuario intitolato alla Santa.
Sosta per il pranzo.
Raggiungeremo poi Città
di Castello, ove rifulsero le figure: di S.
Veronica Giuliani e della B. Margherita de
la Metola. Veronica, è una delle più grandi
mistiche della storia. Ebbe numerose rivelazioni e ricevette
le Stimmate.
Nata a Mercatello sul Metauro, presso Urbino, nel 1660,
visse cinquant'anni nel Monastero delle Clarisse di
Città di Castello.
Entratavi diciassettenne, vi morì nel 1727, dopo
essere stata cuoca, infermiera, maestra delle novizie
e badessa.
All'autopsia risultò che il suo cuore era trafitto
da parte a parte. Dopo aver ricevuto le piaghe della
Passione di Cristo, infatti - rivela nel diario spirituale
- «piansi molto e con tutto il mio cuore pregai
il Signore di volerle nascondere agli occhi di tutti».
Nulla sapremmo delle esperienze di Veronica, se il direttore
spirituale non le avesse ordinato di trascriverle. Lo
fece per 30 anni, e il risultato è il «Tesoro
nascosto», pubblicato in 10 volumi dal 1825
al 1928. Morì nel Venerdì Santo, dopo
33 giorni di malattia. E' Santa dal 1839. Margherita nacque, cieca, a Metola,
presso Città di Castello, nel 1287.
I genitori, dopo aver chiesto invano il miracolo della
guarigione, abbandonarono la bimba, che alcune donne
del popolo raccolsero e ospitarono a turno. Più
tardi fu allontanata da un Monastero, perché
la sua vita suonava come severo rimprovero a religiose
dissipate e tiepide.
Allora Margherita si rivolse al Terzo Ordine della Penitenza
di S. Domenico ed abbracciò, con generosità,
il programma di preghiera e di penitenza fino all'incontro
definitivo con Cristo.
Nutrì tenera devozione per la Sacra Famiglia.
Morì a Città di Castello nel 1320; il
suo corpo incorrotto si venera nella Chiesa di S. Domenico
della stessa città.
Faremo visita, oltre ai monumenti più notevoli,
al Monastero di S. Veronica e alla Chiesa
di S. Domenico.
Cena e pernottamento in hotel.
3° giorno (Km. 80)
Mattina: proseguimento per Perugia,
dove spicca, per le sue capacità visionarie e taumaturgiche,
la B. Colomba da Rieti. Nata a Rieti nel 1467, Angiolella
Guadagnoli fu da subito chiamata Colomba, perché al fonte
battesimale le si avvicinò proprio una colomba, e ciò
fu interpretato come segno di predilezione divina.
Fin dall'infanzia, viste le severe penitenze che si infliggeva
e la vita di preghiera che conduceva, fu considerata una piccola
Santa.
Promessa in sposa a un nobile quando aveva appena 12 anni, rifiutò
risolutamente il matrimonio d'alto lignaggio, e sette anni dopo,
nonostante l'opposizione della famiglia, vestì l'abito
di Terziaria domenicana.
Si mise, poi, in cammino verso Siena, la patria del suo modello
di vita: S. Caterina. Una serie di avversità la bloccò,
però, a Perugia, dove rimase e fondò un Monastero
dedito all'educazione delle fanciulle nobili, chiamato delle "Colombe".
Dal 1488 al 1501, data della morte, Colomba si adoperò
per sanare le discordie della città (fu consigliera dei
potenti Baglioni, signori di Perugia); e la salvò dalla
peste nel 1494.
Il culto è stato riconosciuto da Urbano VIII nel 1627.
A Perugia visiteremo la città, il Monastero della B.
Colomba e la Chiesa di S. Domenico.
Sosta per il pranzo.
Tappa successiva: Assisi,
ove "incontreremo" la splendida S. Chiara,
nata nel 1193/1194.
Ella aveva appena dodici anni, quando Francesco d'Assisi
compì nella pubblica piazza il gesto di spogliarsi
di tutti i vestiti, per restituirli al padre: Pietro di
Bernardone.
Conquistata dall'esempio di Francesco, la giovane Chiara,
della nobile e ricca famiglia degli Offreducci, sette
anni dopo lo raggiunse alla Porziuncola. Fondò
l'Ordine femminile delle "Povere recluse di S.
Damiano" (chiamate in seguito Clarisse),
di cui fu nominata badessa e di cui Francesco dettò
una prima Regola.
Chiara, successivamente, scrisse la Regola definitiva,
chiedendo ed ottenendo da Gregorio IX il «privilegio
della povertà».
Per aver contemplato, in una Notte di Natale, sulle pareti
della sua cella il presepe e i riti delle funzioni solenni
che si svolgevano a S. Maria degli Angeli, è stata
scelta da Pio XII quale protettrice della televisione.
Erede dello spirito francescano, si preoccupò di
diffonderlo, distinguendosi per il culto verso il SS.
Sacramento, che salvò il loro Monastero dai Saraceni.
Assisiate è anche S. Agnese, sorella minore
di S. Chiara. Aveva appena quindici anni quando, nel 1212,
a pochi giorni dall'apertura, bussò alla porta
del Conventino di S. Damiano, dove risiedeva Chiara.
La leggenda narra dello scalpore suscitato ad Assisi dalla
scelta delle due sorelle. La stessa famiglia inizialmente
si oppose. Ma poi finì che anche una terza sorella,
Beatrice, e la stessa madre, Ortolana, seguirono Chiara.
Troppo forte era, dunque, il fascino del rinnovamento
spirituale che da Assisi stava iniziando a diffondersi
al mondo.
E proprio Agnese fu scelta, nel 1219, dalla sorella Chiara,
per andare a fondare il secondo Monastero delle Clarisse,
quello di Monticelli a Firenze.
Qui visse in estrema povertà fino al 1253, quando
ormai malata, per suo desiderio venne ricondotta a S.
Damiano, dove morì. Chiara si era spenta appena
tre mesi prima.
Visiteremo, oltre ai monumenti più celebri, la
Chiesa ed il convento di S. Damiano, la Basilica
di S. Chiara.
Cena e pernottamento in hotel.
4° giorno (Km. 93)
Proseguiremo per Foligno, che ha dato
i natali alla B. Angela.
Nata nel 1248, dopo essersi recata ad Assisi ed aver avuto esperienze
mistiche, avviò un'intensa attività apostolica per aiutare
il prossimo e soprattutto i suoi concittadini affetti da lebbra.
Una volta morti marito e figli, donò tutti i suoi averi ai
poveri ed entrò nel Terzo Ordine francescano: da quel momento
visse in modo cristocentrico: tramite l'amore giunse all'identità
mistica con Cristo.
Per i suoi scritti assai profondi è stata chiamata "Maestra
di teologia". Morì nel 1309.
A Foligno visiteremo: la Chiesa di S. Francesco d'Assisi
e la Cattedrale di S. Feliciano.
Tappa successiva Montefalco; qui nacque
S. Chiara, intorno all’anno 1268, e vi trascorse l'intera
vita. A sei anni entrò nell’eremo in cui viveva sua sorella
Giovanna, e dove, nel 1291, dopo la morte di questa, Chiara venne
eletta superiora, ufficio che conservò fino alla morte (17
agosto 1308).
Nella sua vita si comportò sempre in modo esemplare. Raccomandava
vivamente alle consorelle spirito di sacrificio e impegno personale
nella realizzazione di una solida vita spirituale. Godette di scienza
infusa e difese vivamente la fede. Si distinse per l’amore alla
Passione di Cristo, ed ebbe molto a cuore la devozione alla Croce.
Negli ultimi anni affermava insistentemente di avere impressa nel
suo cuore la Croce del Signore e, dopo la sua morte, le consorelle,
volendo provare il senso delle sue parole, avendole estratto il cuore,
vi trovarono impressi i segni della Passione. Il suo corpo riposa
nella chiesa delle monache agostiniane di Montefalco.
Visiteremo il Santuario di S. Chiara di Montefalco.
Sosta per il pranzo.
Proseguimento per Norcia, città
di S. Scolastica: nata a Norcia nel 480 circa, ci è
nota dai “Dialoghi” di S. Gregorio Magno. Vergine
saggia, antepose la carità e la pura contemplazione alle semplici
regole e istituzioni umane, come manifestò nell’ultimo
colloquio con il suo fratello S. Benedetto, quando con la forza della
preghiera «poté di più, perché amò
di più»; morì a Montecassino nel 547 circa.
Visita della Basilica di S. Benedetto.
Cena e pernottamento in hotel.
5° giorno (Km. 100)
Nella mattinata ci trasferiremo a Cascia,
città di S. Rita; ella nacque a Roccaporena, nei dintorni,
nel 1381 circa - morirà nella sua amata cittadina il 22 maggio
1447. La tradizione tramanda che, portata alla vita religiosa, fu
data in sposa ad un uomo brutale e violento, il quale, convertito
da lei, venne in seguito ucciso per una vendetta. I due figli giurarono
di vendicarlo e Rita, non riuscendo a dissuaderli, pregò Dio
di farli piuttosto morire. Quando ciò si verificò, Rita
si ritirò nel locale Monastero delle Agostiniane di S. Maria
Maddalena. Qui condusse una santa vita, con una particolare spiritualità
in cui veniva privilegiata la Passione di Cristo. Durante un'estasi
ricevette una speciale stimmate sulla fronte, che le rimase impressa
sino alla morte.
La sua esistenza di moglie e di madre cristiana, segnata dal dolore
e dalle miserie umane, è ancora oggi un esaltante esempio.
Visita del Santuario.
Sosta per il pranzo.
Trasferimento a Roccaporena, paese poco
distante da Cascia, ubicato all'estremità di una piccola gola.
Qui, nel luogo in cui nacque la "Santa degli impossibili",
visiteremo:
- lo Scoglio di S. Rita: roccia ove, stando alla tradizione,
la Santa pregava intensamente, tanto da lasciare impresse le impronte
delle ginocchia e dei gomiti. Lo scoglio si trova sulla sommità
di uno sperone roccioso, a circa 120 m. d'altezza, rispetto alla base
della valle. Nel 1919 la roccia venne inglobata in una graziosa cappellina;
- la Via Crucis: un sentiero religioso che si inerpica dal
fondo valle, fino allo Scoglio, artisticamente illuminato di notte;
- la Casa di S. Rita (sec. XIV), con l'annesso "Orto
del Miracolo", dove, nell'inverno 1457, sbocciò una
rosa e maturò un frutto di fico. Nel 1629 il Cardinale Fausto
Poli la consacrò in "Cappella"; all'interno
è conservata una tela del pittore napoletano Luca Giordano
(sec. XVII);
- il Santuario di S. Rita (1948): progettato dall'architetto
Oreste della Piana. L'ingresso è abbellito da un portico, l'interno
è a tre navate, l'abside e le pareti sono adornate da mosaici.
Vi si conserva anche il manto in pelle che, stando alla tradizione,
appartenne a Rita;
- la Chiesa di S. Montano (sec. XIII), ove la Santa sposò
il marito Paolo di Ferdinando. L'interno è a due navate, coperte
da volte a crociera; l'abside è arricchito da alcuni affreschi
del sec. XV;
- il Lazzaretto: originariamente un ospedale ove Rita
curò parecchi malati.
Tardo pomeriggio rientro a Terni.
Per approfondimenti, oltre ad invitarvi a visitare le
specifiche pagine del sito: UMBRIA MISTICA & SACRA - SANTI
E BEATI DELL'UMBRIA, non esitate a contattarci.
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