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San Francesco e l'Itinerario della Prima ora - 3 gg
Itinerario: Assisi, Gubbio, Assisi
(Durata di 3 giorni e 2 notti)

Francesco era ormai in marcia, povero e scalzo, sulla strada della sua "grande avventura".
Solo.
Senza famiglia, senza casa.
Un sacco, che l’ortolano del vescovo Guido gli aveva gettato sul corpo nudo, era tutta la sua ricchezza.
Era febbraio e nevicava.
Il padre lo aveva diseredato, la gente lo reputava pazzo.
Francesco, lasciata Assisi, cantando in provenzale le nenie dei giullari, si diresse verso Gubbio.
A notte, presso Caprignone, fu sorpreso dai briganti, i quali, trovandolo senza il becco di un quattrino, lo malmenarono e lo gettarono nella neve.
Rialzatosi, proseguì per l’Abbazia di San Verecondo ove - narra San Bonaventura - «chiese, come un mendicante, l’elemosina, che gli fu data come si dà ad una persona sconosciuta e disprezzata».
Lasciata l'Abbazia e raggiunta Gubbio, Francesco fu ospitato dall'amico Federico Berto di Bernardone Spada (detto Spadalunga per la sua statura), che «gli diede anche una povera tonachella, che egli indossò come poverello di Cristo».
Così vestito, il Santo si dette alla cura dei lebbrosi nel lebbrosario di San Lazzaro, a due chilometri dalla città, sulla strada per Perugia.
Francesco tornerà ancora a Gubbio, dove, nel 1213, otterrà un conventino per i suoi frati, presso l'antica chiesa di Santa Maria della Vittoria - detta anche Vittorina - nella pianura, quasi alle porte della città.
Proprio accanto a questa chiesa, sarebbe avvenuto il notissimo episodio della conversione del lupo di Gubbio (Fioretti, cap. XXI).

1° giorno
(Km. 17)

  • Ore 14.00: ritrovo dei partecipanti dinanzi al piazzale della Basilica di Santa Maria degli Angeli per la formazione del gruppo.
  • INIZIO DEI SERVIZI: ore 14.30.
    Visita della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, gelosa custode della Porziuncola, considerata «culla e madre» dell'Ordine minoritico.
    Qui, ove Francesco raccolse i suoi primi compagni, ebbero luogo molte delle più belle pagine della sua vita.
    Accanto alla Porziuncola, il 3 ottobre 1226, egli, deposto «nudo sulla nuda terra», incontrò «Sorella morte».
  • Dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli a Rivotorto.
    Il Santuario di Rivotorto, costruzione che ingloba l’omonimo Tugurio, è forse il luogo più famoso, dopo la Porziuncola, al quale sono legati i commoventi inizi del Movimento francescano.
    Francesco, insieme ai primi frati, visse presso il suddetto Tugurio - seppur non in modo continuo e stabile - un periodo di circa due anni (dal 1209 al 1211). E' questo il luogo dove si sono compiuti alcuni degli episodi più salienti della conversione del Santo assisiate, quali: l’incontro con il lebbroso; il servizio presso l’ospedale dei lebbrosi alla chiesetta di Santa Maria Maddalena; il restauro della cappella di San Pietro della Spina.
  • Lasciato il Santuario di Rivotorto, raggiungeremo l’Eremo delle Carceri: autentico “nido d’aquila”, meravigliosamente abbarbicato sulla costa del Monte Subasio.
    Il nome di Carceri non si addice assolutamente a questo luogo, dove non esistevano "carcerati", ma "reclusi", vale a dire "eremiti", che si appartavano nella solitudine e nella preghiera.
    Chi vuole conoscere pienamente lo "Spirito di San Francesco d'Assisi", non deve cercarlo tanto nelle grandi Basiliche, ma soprattutto in questo piccolo romitaggio, perché è qui che tutto è umile e povero, tutto è silenzio e preghiera, tutto è sorriso di terra e di cielo.
    In questo luogo, tutto parla arcanamente di lui, dal piccolo oratorio in cui si ritirava a pregare, alle foglie della fittissima selva, le quali pare che bisbiglino ancora il suo nome, invocandolo e benedicendolo.
  • Si prosegue per il Santuario di San Damiano, dove il Poverello aveva udito l'esortazione del Crocifisso: «Va', e ripara la mia casa che cade in rovina», e che, negli ultimi anni della sua vita, divenuto Monastero delle prime Clarisse, vedrà nascere il Cantico di frate Sole.
  • Cena e pernottamento in Hotel.


2° giorno
(Km. 110)

  • Prima colazione in Hotel.
  • Mattino: trasferimento a Gubbio; lungo la strada è il sentiero che conduceva all'Abbazia di San Verecondo (oggi Vallingegno).
    La meravigliosa città umbra pre-romana, celebre in tutto il mondo per la tradizionale Corsa dei Ceri e per le Tavole eugubine, è un autentico "scrigno" di pregevoli monumenti.
  • Visiteremo: la duecentesca chiesa di San Francesco d'Assisi, il cui interno, oltre a raffinati affreschi, mostra un muro riconducibile al fondaco di Federico Spadalunga, colui che, nel 1206-1207, ospitò il Poverello serafico; molto apprezzabile, nel Convento annesso alla Chiesa, la Raccolta d'Arte.
  • Successivamente faremo visita alla chiesa di San Francesco della Pace; l'edificio seicentesco è sorto sul luogo della grotta, scelta come dimora, per due anni, dal famosissimo lupo addomesticato (il lupo di Gubbio).
  • Proseguiremo per la chiesa di Santa Maria della Vittoria o Vittorina (titolo che ricorda una vittoria riportata dalla città eugubina sui Saraceni).
    La graziosa chiesetta, prima dimora francescana di Gubbio (sec. XIII), era immersa nel folto del bosco ove la tradizione vuole che Francesco incontrasse la lupa (il lupo di Gubbio). E’ considerata, non a torto, la Porziuncola di Gubbio.
  • Sosta per il pranzo.
  • Nel pomeriggio visiteremo il centro della città con il suo gotico Duomo, i suoi trecenteschi Palazzo dei Consoli e Palazzo Pretorio e il quattrocentesco Palazzo Ducale. L'interno del Palazzo dei Consoli ospita il Museo civico di Gubbio, che illustra la storia e la cultura locale dal sec. VI a.C. al sec. XIX. Di assoluto rilievo e fama internazionale sono le Tavole eugubine, sette lastre di bronzo su cui è inciso il più importante testo in lingua umbra e la più estesa descrizione di riti religiosi che il mondo occidentale antico abbia mai restituito.
  • Cena, rientro ad Assisi e pernottamento in Hotel.


3° giorno

(Km. 4)

  • Prima colazione in Hotel.
  • Mattina: visiteremo la Chiesa Nuova e l’Oratorio di San Francesco Piccolino (in una piazzetta vicinissima alla Piazza del Comune); i due sacri luoghi ricordano l'infanzia e l'adolescenza di Francesco; nel primo la tradizione lo vuole nato, il secondo è indicato quale dimora di Pietro di Bernardone.
  • Dalla Chiesa Nuova, riprenderemo la salita fino alla romanica Cattedrale di San Rufino, nel cui interno, tra l'altro, si osserva il fonte battesimale in cui divennero "figli di Dio" Francesco e, più tardi, Chiara.
  • Lasciata la Cattedrale, dopo aver individuato la vicina presunta abitazione di Santa Chiara, passeremo nell’incantevole Piazza del Comune, sulla quale si affaccia il Tempio di Minerva (oggi chiesa di Santa Maria sopra Minerva), «miracolo di antica venustà», sottolineò il poeta tedesco Goethe, affascinato dalla bellezza del monumento.
  • Da visitare, nelle vicinanze, anche ciò che resta della chiesa di San Nicolò (o San Nicola), dove Francesco, nell'aprile del 1208, condusse Bernardo di Quintavalle e Pietro Cattani, ad ascoltare la lettura del Vangelo, che li spinse a seguire il nuovo ideale di povertà e di letizia.
  • Successivamente raggiungeremo la Basilica di Santa Chiara.
    La visita di questo sacro luogo, che custodisce il corpo della cosiddetta "Pianticella" di Francesco, non ha bisogno di molti commenti; la sua visione induce immediatamente alla contemplazione.
  • Lasciata la Basilica di Santa Chiara, percorrendo via Sant'Agnese, giungeremo prima al Vescovato (luogo che vide la “spogliazione” di Francesco), poi alla Casa di Bernardo da Quintavalle, primo compagno del Santo (nella targa che biancheggia sul muro nericcio dell'edificio, è scritto: «Qui il B. Bernardo da Quintavalle ricevette San Francesco a cenare e a dormire, e lo vide in estasi»).
  • Raggiunta via del Seminario, dopo aver fatto visita alla chiesa di Santo Stefano (nel cui interno, tra l’altro, custodita dentro un’urna di vetro, è l’antichissima campana che avrebbe suonato l’agonia di San Francesco), continuando per via San Francesco, giungeremo alla stupenda Basilica Papale del Santo.
    Sorta per ospitare ed onorare la tomba dell'Apostolo umbro, la maestosa Basilica di San Francesco - senza dubbio alcuno il più commovente ed emozionante di Assisi - è da considerare, sia per l'architettura che per la decorazione, uno dei più insigni capolavori dell'arte universale.
  • FINE DEI SERVIZI: ore 13.00 circa.

Arrivederci al prossimo itinerario. Vi aspettiamo.


COME SI ARRIVA:
- In auto: Superstrada E75, uscita: Assisi-S. Maria degli Angeli
- In treno: FF.SS. Roma-Firenze (via Foligno), fermata: Assisi; FF.SS. Roma-Ancona (via Perugia), fermata: Assisi
* NB: forniremo, in dettaglio, ogni informazione

Vi consigliamo di indossare scarpe comode e vestiti pratici, possibilmente no calzoncini, minigonne, bermuda, top, canotte: nei luoghi sacri che visiteremo, tale abbigliamento potrebbe non consentire l'accesso.


Siamo, naturalmente, "pronti" (doverosamente & felicemente), a "personalizzare" ogni Itinerario secondo le esigenze di quanti - singoli o gruppi - vorranno, con noi, "percorrerli"!


Per approfondimenti, oltre ad invitarvi a visitare le specifiche pagine del sito: S. FRANCESCO - SULLE ORME DI S. FRANCESCO, non esitate a contattarci.


a cura di Annalisa e Paolo

redazione@sanfrancesco.com

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